Il maxi-piano

Scuola verso assunzione di almeno 60mila precari anche con una «sanatoria»

Il maxi-piano. Sul piatto ci sarebbero tra gli 1 e gli 1,3 miliardi di euro, ma cresce il pressing per aumentare le risorse: i posti vuoti sono 112mila, quasi sei su dieci al Nord

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

Scuola: "Possibile bocciare in dad ma tenere conto delle difficolta'"

3' di lettura

Il maxi-piano di assunzioni ordinarie e di stabilizzazioni targato Patrizio Bianchi inizia a prendere forma. Potrebbero essere almeno 60mila i precari che il 1° settembre si vedranno trasformare l’incarico in contratto a tempo indeterminato, attraverso un mix di procedure, inclusa una «urgente e transitoria» che dovrà mettere a punto il ministero dell’Istruzione.

La sfida è duplice. Da un lato, come ripetuto più volte dal premier Mario Draghi, c’è da evitare di ritrovarsi a settembre - in assenza di interventi - con la cifra record di 210mila supplenti. Dall’altro, c’è da iniziare a coprire, con docenti stabili, le 112mila cattedre attualmente vuote (un numero, peraltro, destinato di anno in anno a crescere viste le elaborazioni del turn-over di insegnanti fatte dall’esecutivo, tra le 25 e le 30mila uscite ogni anno).

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Sul piatto almeno un miliardo

Il dossier è in mano ai tecnici di Istruzione, palazzo Chigi ed Economia e non mancano le fibrillazioni. Sul piatto, al momento, ci sarebbero tra gli 1 e gli 1,3 miliardi di euro. Ma la partita non è chiusa, e il pressing, anche politico, sul dicastero di via XX Settembre è forte per incrementare le risorse e salire oltre la soglia delle 60mila.

I numeri, del resto, sono importanti. I posti vuoti, come detto, sono 112mila, e quasi 6 posti su 10 sono al Nord, da Bologna in su.

La necessità di studiare un mix di strumenti nasce dal fatto che, attingendo ai soli canali ordinari (Gae e graduatorie vecchi concorsi), negli scorsi anni si è riusciti a riempire meno del 30% dei posti autorizzati. Da qui la necessità di cercare anche altrove. A cominciare dai 32mila posti della procedura straordinaria - indetta dal precedente governo e ormai prossima al traguardo - le cui assunzioni (di precari storici con 36mesi e più di servizio alle spalle) potrebbero essere anticipate a settembre (se non tutte, almeno una fetta consistente). Mentre ormai è chiaro a tutti che non si potrà contare sulle 46mila cattedre delle due selezioni ordinarie ferme al palo.

Nuova sanatoria

Ecco allora che si fa strada un’altra strada, quella di una nuova “sanatoria” (si vedano il Sole 24Ore di lunedì 29 marzo e 19 aprile). La conferma arriva dal «Patto per la scuola», un documento di 6 pagine, che il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, punta a firmare con i sindacati. E dove tra gli impegni messi nero su bianco c’è anche quello di «assicurare la presenza di ogni figura professionale al primo settembre di ogni anno», impegno, si aggiunge subito dopo, da «realizzare entro l’avvio del prossimo anno scolastico, anche attraverso una procedura urgente e transitoria di reclutamento a tempo indeterminato».

Il nodo degli aumenti

Per i dettagli sul mix di procedure assunzionali da mettere in campo occorrerà attendere ancora qualche settimana. L’Istruzione è al lavoro per assicurarsi che le risorse assunte a tempo indeterminato vadano proprio a coprire i posti effettivamente liberi e disponibili. Inoltre, nella bozza di «Patto per la scuola», si apre anche a selezioni con cadenze regolari, e a «una programmazione pluriennale degli organici e dei contratti a tempo determinato», per evitare il ricrearsi di precariato (che poi richiederebbe nuovi piani di smaltimento). Nell’accordo tra il ministro Bianchi e i sindacati c’è anche l’impegno a reperire nuove risorse per i rinnovi contrattuali, e arrivare agli aumenti a tre cifre promessi dai precedenti governi (a oggi gli incrementi si fermano a 90 euro lordi, 50-55 netti).

Mentre si ragiona sul nuovo anno, c’è da portare a termine questo. Una circolare dell’Istruzione conferma il ritorno delle bocciature dopo un anno di stop. Applicabili anche a chi ha fatto lezioni in Dad, sebbene si invitino le scuole a tener conto delle eventuali assenze per Covid.

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