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Scuola, con la firma del contratto in arrivo arretrati fino a 2.450 euro

L’anticipazione riservata a una platea di 1,2 milioni di dipendenti di cui 1,1 milioni appartenenti alla scuola e 77.255 appartenenti all’università

di Claudio Tucci

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2' di lettura

Dopo un via libera lampo degli organi di controllo (lunedì è arrivato l’ok anche della Corte dei conti) all’Aran ieri, con tutti i sindacati,è stato firmato definitivamente il Ccnl Istruzione e Ricerca (2019-2021), che consente di erogare l’anticipazione della parte economica a una platea di 1.232.248 dipendenti, di cui 1.154.993 appartenente ai settori scuola e Afam (compresi 850mila docenti) e 77.255 appartenenti ai settori università (con esclusione dei docenti) ed enti di ricerca. L’incremento medio lordo mensile per 13 mensilità per tutto il comparto è pari a 98 euro. Per quanto riguarda il personale docente, gli incrementi medi lordi ammontano a 101 euro al mese, pari a un incremento percentuale superiore al 4,2% (con le risorse in più - circa 300 milioni - già concordate dall’esecutivo con i sindacati nelle settimane scorse l’aumento finale per i docenti salirà a regime a 124 euro lordi mensili).

La firma di ieri sblocca anche la corresponsione degli arretrati per 2.362,49 euro medi per tutto il personale della scuola (per i docenti l’ammontare è di 2.450 euro medi). Arretrati e aumenti saranno erogati entro fine anno, come da impegno del governo. La partita ora si sposta sulla parte normativa dello stesso Ccnl, che contiene diverse novità per il settore: «La trattativa proseguirà senza soste - ha spiegato il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo -. L’obiettivo è chiudere entro gennaio».

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Sempre ieri il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato oltre due miliardi per l’edilizia scolastica, di cui 953,5 milioni di nuove risorse. I fondi andranno per messa in sicurezza, riqualificazione, adeguamento sismico, antincendio, eliminazione barriere architettoniche, e per interventi su mense e palestre, potenziando gli obiettivi Pnrr. Valditara ha detto anche di volere lavorare, assieme al ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, a un piano di semplificazione e sburocratizzazione in campo di edilizia scolastica. Le parole di Valditara sono state apprezzate dal presidente dell’Upi, Michele de Pascale: «L’arrivo di nuove risorse destinate a messa in sicurezza e modernizzazione delle scuole è un’ottima notizia».

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