ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLe dichiarazioni del neo ministro

Scuola, via i cellulari in classe: la nuova proposta di Valditara

Sulla proposta di lavori socialmente utili per gli studenti violenti, il ministro ha chiarito: «Ho usato un termine inadeguato, umiltà e scuse»

Roma, studenti in corteo: “No alla scuola del merito”

2' di lettura

«Ho usato al momento un termine sicuramente inadeguato, confermo il messaggio: imparare l’umiltà di chiedere scusa». È quanto ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. «Nel video del convegno di Direzione Nord a Milano ho utilizzato un termine che non spiega affatto il senso del mio ragionamento. Stavo intervenendo su un episodio oggettivamente intollerabile, quello di uno studente che ha preso a pugni una professoressa. Ho affermato che sospendere per un anno quel ragazzo non ha molto senso, molto meglio responsabilizzarlo facendogli svolgere lavori socialmente utili alla comunità scolastica».

Il ministro ha così chiarito le parole che aveva pronunciato all’inizio della settimana quando, in occasione di un evento organizzato al Palazzo delle Stelline di Milano, aveva detto che contro gli episodi di violenza in classe serve trovare una soluzione «anche prevedendo forme diverse di sanzioni nei confronti di quegli studenti che non hanno capacità di rispettare le regole: una cosa che mi è sempre parsa molto utile sono i lavori socialmente utili».

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Via i cellulari dalle classi durante lezioni

Nelle ultime ore, intervenuto al programma il Confronto, in onda su Rai Italia nel mondo e su Rai 2 il sabato alle 6.30, Valditara ha invece proposto di levare i cellulari dalle classi nelle ore di lezione. Una soluzione quest’ultima che andrebbe a suo avviso nella direzione di garantire a studenti e un docenti un tempo di studio in classe senza distrazioni.

Stop al reddito di cittadinanza a chi interrompe gli studi

Una dichiarazione, quella sullo stop ai cellulari in classe durante le lezioni, che è giunta a poco ore da un intervento che ha aperto il dibattito. L’argomento: il reddito di cittadinanza. Secondo Valditara è immorale dare il sostegno pubblico a chi non ha terminato l’obbligo scolastico o a chi, pur avendo un titolo di scuola superiore, non lavori e non sia impegnato in attività di formazione. «È inaccettabile moralmente: significherebbe legittimare e addirittura premiare una violazione di legge», ha spiegato. «Sento dire che tagliare il reddito sarebbe disumano - ha aggiunto -. A me pare disumano convivere con l’illegalità, calpestare il diritto allo studio, educare i ragazzi al mantenimento a spese della società piuttosto che a credere in loro stessi e alla possibilità di migliorare le loro condizioni di vita». Insomma, o i percettori senza diploma «colmano il gap» o «perdono il reddito».

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