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Scuola-lavoro, istituti liberi di aumentare le ore per gli «stage»

Pronte le istruzioni che attuano la manovra 2019: nel delineare i nuovi «percorsi trasversali» gli istituti possono aumentare il monte orario minimo dell’alternanza scuola-lavoro ma c'è il nodo risorse

di E. Bruno e C. Tucci


Con alternanza e stage 40% in piu' chance trovare lavoro

3' di lettura

C’era una volta l’alternanza scuola-lavoro e i suoi 937mila studenti coinvolti. Poi è arrivato l’esecutivo gialloverde e con la legge di bilancio 2019 l’ha rinominata «percorsi per le competenze traversali e per l’orientamento». Riducendo le ore obbligatorie (da 400 a 210 nei professionali, da 400 a 150 nei tecnici e da 200 a 90 nei licei) e, in proporzione, le risorse. In attesa delle linee guida che avrebbero spiegato agli istituti come rimodulare esperienze e fondi. Linee guida che, con cinque mesi di ritardo sulla tabella di marcia, sono pronte. E che non dovrebbero subire contraccolpi dalla crisi di governo. L’indicazione appare chiara: i nuovi limiti sono «un monte ore minimo» e ogni scuola - si legge nella bozza predisposta dal Miur e inviata al Consiglio superiore della pubblica amministrazione per il parere - può realizzare percorsi «anche per un periodo superiore».

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Il documento di 68 pagine chiarisce che i percorsi dell’ex alternanza non sono «esperienze isolate collocate in un particolare momento del curriculo», ma vanno progettati «in una prospettiva pluriennale» nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa (Ptof) del singolo istituto. Senza mai citare la parola «impresa» le linee guida si soffermano sull’importanza delle «soft skill» e ribadiscono il principio di co-progettazione delle attività (valorizzando, così, il contributo dei soggetti «non scolastici»). L’esperienza “on the job” - prosegue il testo - deve svolgersi «preferibilmente nel periodo di svolgimento delle lezioni», ma è ammessa «anche nei periodi di sospensione delle attività didattiche» (Pasqua, Natale o estate), specie se la struttura ospitante è caratterizzata «da attività stagionali».

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Tutti i percorsi vanno strutturati bene a scuola, solo dopo si può sottoscrivere una convenzione con l’azienda o l’ente pubblico interessati. Confermato il doppio tutor: uno interno (un docente) e l’altro esterno. Spetta all’istituto individuare gli studenti da coinvolgere (da soli o in gruppo). Tra i loro diritti, c’è quello di ricevere una formazione qualificata, prender parte a percorsi di qualità ed essere debitamente informati sulle attività svolte; tra i doveri, ci sono invece il comportamento, la puntualità, il rispetto dei locali e del personale aziendale e la riservatezza. Ovviamente, tutta l’esperienza va svolta in assoluta sicurezza. Nessuna novità sulla maturità: durante il colloquio finale le esperienze fatte vanno raccontate attraverso una relazione o un elaborato multimediale.

In questo quadro resta l’incognita risorse. Con il taglio delle ore i fondi statali sono scesi da 100 a 42,5 milioni annui. A cui si possono però aggiungere gli stanziamenti del Pon nazionale: per l’anno prossimo 100 milioni, che si sommano ai due stanziamenti precedenti di 140 e 98 milioni. Ma anche le regioni possono intervenire con proprie risorse. Ad esempio la Toscana, come conferma l’assessora Cristina Grieco: «Per gli istituti tecnici e professionali che vorranno proporre percorsi di alternanza di qualità penseremo noi a recuperare la mancanza di finanziamento statale».

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Nonostante il calo di partecipazione degli alunni, che il Miur monitorerà, di scuole pronte a scommettere sull’alternanza ce ne sono. Come l’istituto tecnico tecnologico “Guglielmo Marconi” di Dalmine (Bg) che - racconta il preside Maurizio Chiappa - «proseguirà, nel 2019-2020, con il progetto Manutentore 4.0, in collaborazione con Tenaris Spa, in cui vengono sviluppate competenze di un manutentore Industria 4.0, oltre che con diversi project work con Aruba Spa e con l’iniziativa TecnicaMente promossa da Adecco». Oppure il Belluzzi Fioravanti di Bologna: «Al professionale siamo convinti dell’importanza di svolgere un monte ore importante di alternanza, pensavamo a 400 ore circa - dice la dirigente Roberta Fantinato -. Abbiamo anche in piedi progetti pilota in Italia quale il Desi con Ducati e Lamborghini: andremo avanti, perché questo rappresenta un’eccellenza della nostra offerta formativa». Se e quanto lo scopriremo a settembre.

COME È CAMBIATA L’ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

(Fonte: elabrazione Il Sole 24 Ore su dati Miur)

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