il ministro in audizione

Scuola, il ministro Fedeli: la maturità non sarà più facile. Sisma, norma per salvare anno scolastico

di Alessia Tripodi


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Il ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, (ANSA)

4' di lettura

«L'esame di maturità non sarà più facile. Certo, si sono ridotte a due le prove, ma la seconda potrà essere multidisciplinare. L'esame sarà così più semplice nelle modalità, ma questo non vuol dire più facile». Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Valeria Fedeli, presentando oggi le linee programmatiche del suo ministero alle Commissioni Cultura riunite di Camera e Senato. Fedeli ha anche annunciato che nel nuovo decreto sul terremoto che la prossima settimana andrà in Consiglio dei ministri ci sarà una norma per salvare l'anno scolastico nelle zone colpite dal sisma. E per le stesse zone sarà «garantito più tempo per le iscrizioni». Intanto, nel giorno del 30esimo compleanno dell'Erasmus arrivano i dati sull'adesione al programma, che nel 2015 segna un record: 678mila partecipanti, Italia quinta destinazione per universitari.

Maturità, cambia la valutazione
Parlando delle deleghe della legge sulla «Buona scuola» e in particolare della valutazione, la ministra ha osservato: «Non so dire» se la maturità «sarà più difficile», «quello che mi pare importante è il processo di valutazione che cambierà nell'approccio. Dando maggior peso al percorso dell'ultimo triennio e stimolando gli insegnanti ad esprimere una valutazione complessiva su ciascuna alunna e ciascuno alunno». «Dire che una sola insufficienza non è motivo per non essere ammessi all'esame - ha aggiunto - è allora un modo di osservare e valutare meglio, in modo più attento e approfondito. Ben venga il dibattito tra proposte diverse che motivino l'efficacia del sistema di valutazione». Fedeli ha poi assicurato che le materie della seconda prova degli esami di maturità 2017 usciranno lunedì prossimo.

Sisma, deroghe per salvare anno scolastico
«Abbiamo già predisposto un emendamento, che consegneremo al Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, perché la prossima settimana al Consiglio dei Ministri, nel decreto per gli interventi urgenti per le aree terremotate e colpite dal maltempo, ci sia una norma che metta in deroga i 200 giorni di anno scolastico previsti per il 2016-17». Lo ha detto la ministra Fedeli stamattina ai microfoni di Radio1 e lo ha ribadito poi nel corso dell'audizione, sottolineando che «il provvedimento porrà nella condizione di poter andare in deroga anche per gli esami di Stato». Nei territori colpiti dal terremoto il Miur ha anche «garantito una gestione diversificata delle iscrizioni» scolastiche, ha detto Fedeli, «per dare più tempo a scuole e famiglie» «di riorganizzarsi e scegliere modalità e sedi di frequenza per il prossimo anno».

«Affronteremo graduatorie prof ancora in vigore»
Fedeli ha anche spiegato che «quest'anno dovremo affrontare concretamente le graduatorie» di insegnanti «che sono rimaste ancora in vigore. Affronteremo» questo tema «con serietà, una volta che abbiamo tutta la tematica sugli organici e sappiamo come costruire. Mi auguro di avere tutti gli strumenti, e li ricercherò, per verificare e superare alcuni elementi di discriminazione tra le aree di concorso che sono state fatte». Il ministro ha sottolineato che questo tema non è entrato nelle deleghe della legge 107, in cui si affronta il reclutamento, perché queste ultime «guardano più all'innovazione di contenuto
e di struttura della Buona scuola». «È importante - ha aggiunto - che docenti, personale Ata e dirigenti siano assolutamente considerati nella società come una delle professioni più importanti, per cui un sostegno economico, oltre che formativo, deve essere fatto».

A regime 1,5 milioni di studenti in alternanza
Nel corso del suo intervento Fedeli ha sottolineato che «una delle novità più importanti della legge 107 è stata la trasformazione dell'alternanza da sperimentazione a pratica strutturale di didattica» e che «con l'anno prossimo, quando il sistema sarà andato a regime, il numero di ragazze e ragazzi coinvolti sarà di 1,5 milioni». «In alcuni casi sono emerse criticità» ha continuato il ministro, spiegando che «gli strumenti per intervenire e superare tali criticità ci sono»: il Registro Nazionale dell'Alternanza Scuola-Lavoro, il sito dedicato, la cabina di regia Miur-Ministero del Lavoro. E in tal senso «credo, ad esempio, che si debba rapidamente approvare la Carta dei Diritti e dei Doveri degli Studenti in Alternanza»ha detto Fedeli.

In arrivo concorso per presidi
Il ministro ha quindi ricordato che «è prossimo il bando» per il corso-concorso per dirigenti scolastici, che«oltre a dare un'occasione per una progressione di carriera a quei docenti che siano interessati ad un nuovo ruolo - ha detto - consentirà di riportare alla normalità i carichi di lavoro dei colleghi già in servizio. Solo col concorso si potrà infatti risolvere l'annoso problema delle numerose reggenze». Fedeli ha anche annunciato che «a breve partirà anche l'iter per il concorso per direttori dei servizi generali ed amministrativi».

«Miur aperto, Parlamento non sia luogo di scontro»
«Il mnistero sarà aperto, pronto ad ascoltare, dialogare, condividere - ha detto poi il ministro - e mi aspetto di trovare in tutte e tutti gli interlocutori lo stesso atteggiamento, non ci deve essere rigidità da parte di nessuno, ma spirito di collaborazione e confronto di merito». Parlando della deleghe della Buona Scuola Fedeli ha spiegato che «è iniziato un percorso che ci vedrà collaborare con le Commissioni parlamentari, assicurando una forte partecipazione del ministero, per ascoltare in audizione tutti i soggetti coinvolti. Dirigenti scolastici, insegnanti, personale amministrativo, sindacati, studenti, famiglie, associazioni, stakeholder, in modo che i testi finali siano frutto della massima condivisione possibile».

Erasmus: nel 2015 mobilità all'estero per 678mila europei
Secondo i dati diffusi oggi dalla Commissione Ue, nel 2015 sono state 678mila le persone che hanno usufruito del programma in tutta Europa per studiare, lavorare e fare volontariato all'estero. Nello stesso anno, l'Ue ha investito 2,1 miliardi di euro in oltre 19.600 progetti. Francia, Germania e Spagna rimangono i principali Paesi di partenza, mentre le destinazioni privilegiate sono Spagna, Germania e Regno Unito. L'Italia è il quinto Paese europeo per il numero di arrivi e il quarto per le partenze di universitari Erasmus. Dei 31 mila studenti che nel 2015 sono andati all'estero, circa 21.500 sono stati accolti dalle università italiane. In testa nella classifica delle università sono quelle di Bologna, di Roma La Sapienza e il Politecnico di Milano, anche se in questo caso i dati - precisa Bruxelles - sono relativi al 2014.

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