scuole di eccellenza

Scuola Normale di Pisa, si dimette il direttore Barone

(Beduschi Claudio / AGF)

2' di lettura

Il direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa, Vincenzo Barone, si è dimesso dall’incarico comunicando la decisione con una lettera trasmessa al Senato accademico, convocato per oggi. La decisione è maturata nella notte, dopo che ieri pomeriggio Barone aveva annunciato che avrebbe valutato come comportarsi solo dopo aver appreso, nel corso della seduta, i termini della mozione di sfiducia (la prima nella lunga storia della Sns) presentata dagli studenti dopo la vicenda legata al progetto di una Normale al Sud. Confermando le sue dimissioni irrevocabili (già al Protocollo della Scuola) da direttore della Normale Vincenzo Barone ha detto: «Non ho nulla da commentare, d'ora in avanti penserò un po' di più alla mia salute».

Mozione contro
Anche i suoi fedelissimi devono averlo convinto che la battaglia era ormai persa e un ulteriore muro contro muro, dicono in molti a Palazzo della Carovana, sede della scuola, avrebbe solo «ulteriormente danneggiato l'immagine della Normale e anche quella dello stesso direttore». Ieri infatti le assemblee del personale avevano dato mandato ai loro rappresentanti nel Senato accademico di votare la sfiducia, il pronostico parlava di 12 voti a favore della mozione e un astenuto, il vicedirettore che ricopre un ruolo di garanzia.

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Lo stop da politica e ambienti accademici
L’addio di Barone era nell’aria da giorni, dopo il naufragio del suo progetto di favorire la creazione di una Normale al Sud che in un primo momento sembrava destinato a realizzarsi grazie a una norma inserita dal Governo nella legge di Bilancio (alla fine la Manovra 2019 finanzierà la creazione di una Scuola superiore meridionale ma senza la regìa di Pisa). L’ipotesi di “clonare” la Normale con una sede napoletana, fortemente sostenuta da Barone, non ha convinto la comunità normalista e parte del mondo politico pisano (in particolare il sindaco di Pisa, Michele Conti, vicino al Carroccio, e il deputato della Lega, Edoardo Ziello), e alla fine è tramontata lasciando in piedi l'istituzione di una nuova scuola superiore universitaria indipendente presso l’Università “Federico II” alla Federico II di Napoli.

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