l’appello delle imprese

Scuola, perché il bando sui banchi rischia di andare deserto

Secondo Assufficio di FederlegnoArredo e Assodidattica «in pratica significa che dal 7 al 31 agosto, cioè in 23 giorni compresi tutti i festivi, dovrebbe essere concentrata la produzione di 5 anni»

Azzolina: Lombardia ce la fa, tutti saranno a scuola a settembre

Secondo Assufficio di FederlegnoArredo e Assodidattica «in pratica significa che dal 7 al 31 agosto, cioè in 23 giorni compresi tutti i festivi, dovrebbe essere concentrata la produzione di 5 anni»


3' di lettura

Rispondere al bando per i nuovi banchi necessari a garantire una riapertura delle scuole in sicurezza potrebbe rivelarsi «impresa impossibile». Stando alle previsioni delle aziende produttrici lo sforzo richiesto non è alla portata del sistema e le caratteristiche della domanda nascondono molte insidie.

I limiti produttivi delle fabbriche

«Leggendo il bando di gara indetto dal commissario Arcuri per l’acquisto di banchi monoposto e sedute destinati alle scuole italiane viene da chiedersi se, prima di stenderlo, qualcuno si sia posto il problema se sarebbe andato deserto. Purtroppo sembra di no, nonostante, come da noi spiegato agli uffici competenti i numeri dicano che il bando andrà sicuramente deserto». Per le aziende del settore, rappresentate da Assufficio di FederlegnoArredo e Assodidattica, il conto è presto fatto.

La quota raggiungibile di 120.000 pezzi

«Un acquisto centralizzato di 3,7 milioni di pezzi tra banchi monoposto e sedute, è pari ad oltre la produzione di 5 anni di tutte le aziende nazionali certificate per fornire arredamento alla Pubblica amministrazione. Ma non solo, il bando prevede la sottoscrizione del contratto entro il 7 agosto e la consegna nelle scuole (ovunque sul territorio nazionale) entro il 31 agosto», indicano i due organismi cui aderiscono i produttori e i distributori italiani dell’arredo scolastico ed educativo per il 95% del fatturato nazionale.

La quota raggiungibile di 120.000 pezzi

Nella migliore delle ipotesi, secondo le associazioni, la capacità produttiva attuale potrebbe arrivare a 120.000 pezzi consegnati entro fine settembre, a patto che siano disponibili pannelli, tubolari, insomma tutti i componenti che concorrono alla realizzazione dei prodotti oggetto del bando. «A tutto ciò si aggiunga che anche la consegna e la messa in loco degli arredi è in capo ai fornitori è evidente come siamo stati messi davanti a una missione impossibile che avrà due gravi conseguenze. I ragazzi non potranno avere i nuovi banchi con ricadute sull’avvio dell'anno scolastico e le procedure di gara regolarmente in corso o addirittura già vinte saranno bloccate, pertanto i quantitativi su cui le aziende avevano già predisposto un piano di produzione adeguato alle tempistiche richieste dalle stazioni appaltanti, non saranno consegnati».

L’appello al ministro Azzolina

Per le imprese del settore «esiste inoltre un altro problema relativo al rischio concreto che un comparto industriale venga spazzato via da un bando di gara che potrebbe avere un solo fornitore non italiano, che produce nel Sud-Est asiatico, con un prodotto che non risponde alle leggi e alle normative di sicurezza e a favore della corretta postura di bambini e ragazzi a cui tutti i produttori italiani e comunque chi vuole vendere alla Pa devono assolutamente attenersi». Sedie “su ruote”, per esempio, rappresenterebbero una scelta che «va in direzione opposta alla scelta del distanziamento sociale, che ha portato alla scelta del banco monoposto». La strada indicata è quella del dialogo con i decisori. «Non vogliamo addentrarci oltre sulla parte riguardante il mancato rispetto delle norme di sicurezza dei prodotti cui ha fatto pubblicamente riferimento lo stesso ministro Azzolina, ma che ci sono ben chiare e che siamo disponibili a illustrare allo stesso ministro», dicono ancora le imprese del settore, offrendo «professionalità e know-how in materia».

Arcuri: no a polemiche, serve lo sforzo di tutti

Ma sul punto l’ufficio del commissario per l’emergenza Domenico Arcuri sottolinea come «non è questo il momento di fare polemiche o alimentare divisioni. La gara pubblica europea per l’acquisto dei banchi è stata bandita su richiesta del ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina - aggiungono dall’ufficio di Arcuri - sulla base del fabbisogno stimato per a garantire la riapertura delle scuole in sicurezza. «Insieme alla somministrazione dei test seriologici, alla dotazione gratuita di dispositivi di protezione individuale e di gel igienizzante, il distanziamento è, in questa fase, condizione essenziale per la tutela della salute». Proprio per garantire a tutti di riprendere in sicurezza, «nei giorni scorsi e su loro richiesta - dicono ancora dall'ufficio del commissario - , ci sono stati incontri con le associazioni di categoria per illustrare obiettivi e fabbisogni». Ma in questo momento «è in corso una gara pubblica europea e sarebbe opportuno evitare commenti o previsioni in attesa di conoscerne gli esiti, anche per non alterarne la dinamica». La lotta contro il virus «è una sfida che riguarda tutti. Ci aspettiamo che le forze produttive nazionali continuino a fare ogni sforzo per venire incontro alle necessità del paese». E d’altronde, concludono dall’ufficio di Arcuri, «qualsiasi altro percorso fosse stato praticato avrebbe reso difficile perseguire l'obiettivo primario della riapertura dell'anno scolastico assicurando il massimo livello di tutela della salute a tutti i suoi protagonisti».

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