La ripresa delle lezioni in presenza

Scuola, presidi in allarme per quarantene e seggi elettorali

Cresce il numero delle classi in didattica a distanza: solo a Milano sono arrivate a 90; 25 in Liguria

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3' di lettura

Come se non bastasse la sensazione di “chi va là” continuo, nel timore di eventuali, nuovi focolai in classe, con conseguente addio delle lezioni in presenza e ritorno della poco amata (ma necessaria) didattica a distanza, come se non bastasse il controllo quotidiano del Green pass al personale, a non facilitare il compito dei dirigenti scolastici in questa fase di ripresa dopo le difficoltà dei mesi di lockdown ci si mettono anche le elezioni amministrative, in programma il 3 e 4 ottobre.

L’88% dei seggi elettorali nelle scuole

In Italia una grande percentuale, l’88% dei 61.562 seggi elettorali, si trova all’interno di edifici scolastici. È quanto ha messo in evidenza Cittadinanzattiva, nel XIX Rapporto sulla sicurezza a scuola, sottolineando che il tema dello spostamento dei seggi elettorali in sedi diverse dagli istituti scolastici è stato sollevato in occasione del Referendum Costituzionale dello scorso anno. In quell’occasione l’impegno dei Comuni è stato deludente: solo 471 (2%) su circa 8.000 hanno previsto lo spostamento di 1.464 sezioni elettorali. Il Ministero dell’Interno ha reso noto qualche giorno fa l’elenco dei 117 Comuni che, in occasione delle prossime Amministrative, hanno richiesto di accedere al fondo previsto di 2 milioni di euro per lo spostamento dei seggi elettorali dalle scuole ad altri spazi pubblici. Il numero (510 i seggi “spostati” dalle scuole) è ancora basso ma sta crescendo la sensibilità circa l’importanza di ciò sia nei cittadini che in molti amministratori pubblici.

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L’altolà dei presidi di Roma: chiuse troppe scuole per i seggi

Di qui l’allarme dei presidi. «Ancora una volta la scuola viene considerata come un’appendice delle altre istituzioni, una sorta di dependance da utilizzare per fini utili non alla scuola! Dopo tanto parlare dell’importanza della didattica in presenza, della necessità di evitare ad ogni costo la Dad, ecco che si presenta l’ennesima prova dello scarso interesse del potere pubblico per la formazione dei nostri ragazzi». Il presidente dell’Associazione presidi di Roma Mario Rusconi ha scritto una lettera alla sindaca della capitale Virginia Raggi e alle istituzioni locali, nella quale ha puntato l’indice contro la chiusura delle scuole in occasione delle prossime elezioni amministrative.

«Si devono svolgere le elezioni amministrative in molte realtà italiane? Invece di pensare o solo ipotizzare per il futuro soluzioni alternative, rispettose delle necessità educative delle “future generazioni”, si ricorre stancamente al tradizionale rito dell’uso delle scuole per i seggi elettorali», ha sottolineato. E ancora: «Da anni abbiamo denunciato questa irragionevole scelta, comoda per chi conduce le istituzioni politiche, negativa per chi ha a cuore la preparazione culturale dei nostri bambini e ragazzi. Di fronte alla pandemia abbiamo assistito e tuttora assistiamo ad innumerevoli appelli alle misure di profilassi e alla necessità irrinunciabile della didattica in presenza, nel rispetto del distanziamento, evitando assembramenti, ribadendo la funzione socioculturale del fare scuola, guardandosi negli occhi, non perdendo nemmeno un minuto dell’imparare in presenza. Cosa diciamo ai nostri bimbi e ragazzi sulla chiusura annunciata delle scuole sede di seggio, centinaia nella sola Roma? Possibile che le nostre ormai vecchie proposte di luoghi alternativi non abbiano trovato spazio nemmeno in uno dei programmi politici sbandierati in questi giorni dai candidati alle elezioni?», ha concluso.

Troppe criticità nella gestione delle quarantene

Un problema che si sviluppa in parallelo a un’altra questione, quella delle quarantene e delle procedure da adottare in caso di contagi Covid. È cresciuto infatti il numero delle classi in didattica a distanza - solo a Milano sono arrivate a 90; 25 in Liguria - e con questo fenomeno sono aumentate di conseguenza le criticità nella gestione delle quarantene. «Tutto l’impegno di segnalazione, di rilevazione dei tracciamenti, di trasferimento delle comunicazioni, di controllo di fine quarantena ricade sulle scuole, con un carico di lavoro significativo a fronte di organici amministrativi sottodimensionati e di compiti che rientrano in modo evidente nelle competenze degli organi sanitari e non in quelli delle istituzioni scolastiche», ha sottolineato Cristina Costarelli, preside del Liceo Newton di Roma e presidente dell’Associazione nazionale presidi del Anp Lazio, in una lettera alla Regione e al Provveditorato di Roma .

I dirigenti scolastici: convocare al più presto tavolo tecnico

Non solo. «Non tutte le ASL - ha aggiunto Costarelli - hanno fatto pervenire alle scuole i protocolli aggiornati rispetto alla nuova modalità di organizzazione secondo cui saranno i Medici di medicina generale a seguire le quarantene. In alcune Asl viene richiesto alle scuole di inviare, a fine quarantena, file riepilogativi delle modalità di rientro, specificando se con o senza tampone, insieme ad altri riferimenti, ma questo compito non può essere posto in capo alle scuole, anche per accesso a dati sensibili che le scuole non sono autorizzate a trattare. In alcune Asl è stata attivata una piattaforma gestionale che può essere utilizzata in alternativa alle comunicazioni via mail: non viene seguita e aggiornata dalle Asl».I dirigenti scolastici hanno chiesto di convocare al più presto un tavolo tecnico per «analizzare le criticità e trovare strade sostenibili per le scuole».

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