da settembre 2mila istituti senza dirigente

Scuola, i presidi ricorrenti del concorso 2011: noi discriminati

2' di lettura

Discriminati rispetto ad altri ricorrenti. Per questo alcune decine di insegnanti che hanno partecipato al concorso per dirigenti scolastici del 2011 hanno protestato stamani, vestiti di nero, a lutto, nonostante l'afa, davanti al Miur. Poi, in una conferenza stampa, alla Camera, il Comitato che li rappresenta ha spiegato le ragioni del malcontento. Per una situazione che, da settembre, lascerà 2mila scuole senza presidi titolari.

La vicenda
Circa 800 insegnanti hanno partecipato in regioni diverse al concorso per dirigenti scolastici indetto nel 2011. Durante le varie fasi della procedura di reclutamento sono emersi alcuni errori segnalati alla magistratura, aprendo un contenzioso che va avanti da allora. "La legge 107 (la Buona scuola) ha selezionato solo - ha denunciato il Comitato - alcune categorie di candidati-ricorrenti lasciandosi alle spalle altri docenti che avevano, alla data di entrata in vigore della legge, gli stessi requisiti, ma che non hanno avuto la stessa opportunità di frequentare il corso intensivo per l'immissione nel ruolo di dirigenti nel 2015».
«Stamani con il ministero - hanno spiegato i docenti in conferenza stampa - abbiamo avuto una interlocuzione positiva. Il Miur ha riconosciuto il nostro problema e la difficoltà ad affrontare la questione delle reggenze. Al momento provvedimenti legislativi per sanare la situazione non ce ne sono, ma cercheremo appoggi politici per superare gli ostacoli».

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A settembre 2mila scuole senza presidi
Dal prossimo settembre saranno circa 2000 le scuole affidate in reggenza a causa della carenza di dirigenti scolastici e del ritardo nella indizione del nuovo concorso che, dopo sette anni dall'ultimo, non riesce a decollare. «La soluzione di un corso intensivo con relativa prova finale richiesto dagli aderenti al Comitato e da oltre un centinaio di parlamentari che hanno presentato emendamenti alle leggi in discussione alla Camera e al Senato (dalla Finanziaria al Milleproroghe) potrebbe risolvere parzialmente - ha spiegato il Comitato dei ricorrenti - non solo il problema della mancanza di un dirigente fisso nelle scuole, ma anche trovare una soluzione al contenzioso ancora in corso».

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