LE RICHIESTE AL GOVERNO

Scuola, le Regioni chiedono una scala di rischio e più sostegno ai genitori in caso di chiusure

Il ministro dell’Istruzione Bianchi convoca i sindacati mercoledì alle 9,30. Nel Lazio prime dosi AstraZeneca per il personale scolastico

Lazio, partite le vaccinazioni al personale della scuola

Il ministro dell’Istruzione Bianchi convoca i sindacati mercoledì alle 9,30. Nel Lazio prime dosi AstraZeneca per il personale scolastico


3' di lettura

L’epidemia da coronavirus non dà tregua neanche alla scuola italiana e il diffondersi delle varianti tra i ragazzi crea preoccupazione. Una situazione che ha spinto le Regioni a chiedere al governo alcuni interventi sull’istruzione e a sostegno alle famiglie: innanzitutto una classificazione di rischio per le attività scolastiche e universitarie, come già avviene in altri settori. Poi maggiori forme di congedo parentale e più risorse a sostegno dei genitori in caso di chiusura degli istituti per questioni legate al contagio. C’è infine la questione di chi deve vaccinare gli insegnanti pendolari: è necessario, rimarca la conferenza delle Regioni nella piattaforma consegnata al ministro degli Affari regionali Mariastella Gelmini che «ogni Regione sia messa nelle condizioni di poter garantire la vaccinazione ai propri insegnanti residenti ed assistiti, indipendentemente dalla Regione in cui prestano servizio».

Intanto mercoledì 24 febbraio alle 9,30 i sindacati della scuola sono stati convocati per la prima volta, in videoconferenza, dal neoministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

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Le chiusure

Il presidente della Liguria Giovanni Toti ha invitato non «fare inutile terrorismo» sulle varianti covid. Tuttavia nell'ultimo periodo sono diverse le scuole che, in tutta Italia, hanno dovuto chiudere i battenti a causa dei contagi. L’ultima è l'istituto Sinopoli-Ferrini di Roma e la decisione è stata presa proprio per sospetti casi di varianti inglese: qui la ripresa delle attività didattiche a distanza è prevista solo a partire da mercoledì, dopo la sanificazione degli ambienti e lo screening di tutto il personale. Da sabato e per due settimane, in due Comuni tra Bergamo e Brescia, si sono fermate le lezioni negli istituti superiori in seguito al riscontro di diverse positività e lo spettro della variante inglese. A Biella lo stesso timore ha indotto alla chiusura di un liceo fino a giovedì. Il dipartimento Salute della Puglia (regione in cui gli studenti seguiranno le lezioni in Dad per 14 giorni) nell'ultimo monitoraggio settimanale ha riscontrato tra bambini e adolescenti un maggior tasso di diffusione del coronavirus che, associato alla cosiddetta variante inglese contraddistinta da maggiore trasmissibilità, «induce a ritenere che si sia notevolmente aggravato il rischio di trasferimento in ambito familiare». In sintesi: elevata circolazione virale in tutta la popolazione e in particolare in quella scolastica.

Ha preso il via lunedì 22 febbraio la somministrazione della prima dose di AstraZeneca per il personale docente e non docente di età compresa tra i 45 e i 55 anni, nell'ambito della campagna di vaccinazione anti Covid rivolta agli operatori delle scuole e delle Università e dei servizi per l'infanzia della Regione Lazio, presso l'hub vaccinale di Fiumicino - Lunga Sosta, realizzato in collaborazione con la Croce Rossa Italiana e Adr,

Numerazione di rischio

Nel bollettino più recente, anche l’associazione italiana di Epidemiologia ha evidenziato un aumento dell'incidenza di Covid-19 - probabilmente per l’arrivo delle varianti - nelle fasce più giovani di età. Quei bambini e quei ragazzi che frequentano asili e scuole, per cui ora le Regioni ritengono necessaria «un'apposita numerazione di rischio, al pari di altre attività, anche tenendo conto dei dati oggettivi del contagio».

Lazio, al via la vaccinazione per il personale della scuola

Intanto nel Lazio è partita la somministrazione della prima dose di vaccino AstraZeneca per il personale docente e non docente di età compresa tra i 45 e i 55 anni. Già domenica 21 febbraio, secondo i dati forniti dall’Unità di Crisi della Regione Lazio, la quota delle prenotazioni era arrivata a 32mila.

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