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Scuola, sciopero il 30 maggio. «Scrutini a rischio»

I sindacati di categoria: «Dal governo nessuna risposta alle nostre richieste di modifica del decreto su formazione e reclutamento»

(ANSA)

2' di lettura

Sciopero della scuola lunedì 30 maggio: a indirlo le maggiori sigle sindacali: Cgil, Cisl Uil, Snals e Gilda. Il principale motivo che ha scatenato la proclamazione dello sciopero è il decreto del governo sul reclutamento dei docenti che dovrebbe concludere il suo iter in Parlamento a fine giugno.

Le ragioni della protesta

La decisione è arrivata al termine della riunione che si è svolta al ministero del Lavoro. «Nessuna risposta è giunta in merito alle richieste delle organizzazioni sindacali di modifica del DL 36 su formazione e reclutamento approvato nei giorni scorsi dal Governo» affermano i segretari generali di Flc Cgil, Cisl scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, Gilda Unams. Su tre punti essenziali, hanno affermato, è mancata ogni forma di possibile mediazione: lo stralcio completo delle disposizioni di legge che incidono sulla libera contrattazione, l’individuazione di risorse finanziarie adeguate per procedere al rinnovo contrattuale, la stabilizzazione del personale precario che viene enormemente penalizzato dalle nuove regole.

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Sindacati: dal governo nessuna risposta sul dl reclutamento

«La rigidità del ministero rispetto alle questioni sollevate non ha lasciato margini - sottolineano Francesco Sinopoli, Ivana Barbacci, Pino Turi, Elvira Serafini, Rino Di Meglio - per questo abbiamo deciso di avviare un percorso di forte protesta, con diverse forme di mobilitazione, non escluso lo sciopero degli scrutini, e di informazione capillare del personale della scuola».

Il prossimo appuntamento sarà quello dei direttivi unitari fissato per venerdì 13 maggio.

Bianchi, rispetto sindacati ma da noi investimenti

«Rispetto le decisioni sindacali. Voglio ribadire però che questo governo ha sempre investito sulla scuola fin dal suo insediamento e sta continuando a farlo» ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi. «Il nuovo decreto, che fa parte del disegno riformatore previsto nel Pnrr, delinea regole chiare per chi vuole entrare nella scuola, compresi i precari, e un preciso percorso formativo per accedere all’insegnamento e durante tutta la vita lavorativa. Il decreto non compie tagli di spesa e come già annunciato insieme al ministro Franco è intenzione del governo continuare a investire nel settore».

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