Le regole sulla quarantena

Scuola, dietrofront governo: niente Dad con un solo positivo per classe

Ieri firmata circolare dei ministeri dell’Istruzione e della Salute con il giro di vite. Poi il dietrofront del Governo: valgono le regole precedenti. Alle superiori didattica a distanza solo se ci sono almeno 3 positivi in classe. Da 6 a 12 anni Dad se ci sono due casi in classe

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3' di lettura

Dietrofront del Governo sul protocollo sulla scuola: la Dad scatta con tre positivi in classe. L’aumento repentino dei contagi nella fascia di età scolare (e la paura per la variante Omicron) aveva convinto il ministero della Salute e dell’Istruzione a dire sì alla richiesta delle Regioni di irrigidire le regole sulla gestione delle quarantene a scuola: con un solo alunno positivo sarebbe scattata immediatamente la quarantena per tutti i compagni di classe con ricorso alla didattica a distanza. La circolare era stata firmata il 29 novembre. Ma oggi 30 novembre la frenata dI Draghi: garantire la partecipazione in presenza e lo svolgimento delle lezioni a scuola in assoluta sicurezza è una priorità del Governo. Quindi si ritorna alle regole precedenti: classe in dad con tre positivi. La struttura del commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 del generale Figliuolo «intensificherà le attività di testing nelle scuole, al fine di potenziare il tracciamento» del Covid.

Il protocollo

All’inizio dell’anno scolastico, grazie a contagi numericamente bassi e vaccini già abbastanza diffusi nella fascia di età dai 12 anni in su, il ministero della Salute aveva acconsentito ad ammorbidire le regole per la gestione delle quarantene in classe, con la possibilità di far scattare la Dad solo con tre positivi in classe. Il provvedimento si è subito scontrato con le difficoltà di molte Asl di eseguire velocemente i tamponi per il tracciamento, necessari nelle classi con uno o due positivi. Tanto che alcuni presidi si sono rifiutati di applicare il protocollo. Ma il Governo non demorde: si va avanti con queste regole.

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Da 6-12 anni Dad con 2 casi in classe, poi con 3 casi

La didattica a distanza scatterà con un solo positivo in classe per i bambini fino a sei anni, con due positivi per gli alunni da 6 a 12 anni e dai 12 in poi si andrà in Dad se i casi positivi sono almeno tre. Per i ragazzi che possono vaccinarsi, spiegano fonti dell’esecutivo, le regole restano dunque quelle attuali. La scelta è arrivata dopo un approfondimento con il Cts e con il commissario all’emergenza che ha garantito l’intensificazione dei test Covid a scuola: la volontà è non riportare le lancette indietro e garantire la scuola in presenza.

L’aumento dei contagi

Nelle ultime settimane, con il crescere dei contagi e del numero delle classi in quarantena, le Regioni hanno iniziato a fare pressing per tornare al modello più restrittivo. Ieri, 29 novembre, al termine dell’incontro con le Regioni, il ministero della Salute ha dato il via libera alla circolare: il primo positivo in classe fa scattare l’isolamento per tutti. Ma Palazzo Chigi si è opposto e i ministri Speranza e Bianchi hanno corretto la circolare: alle superiori (dove molti ragazzi sono vaccinati) si va in Dad solo se si arriva a tre positivi in classe. Con meno di tre positivi la Dad scatterà solo per gli alunni che hanno contratto il Covid, non per le rispettive classi.

Il testo della circolare sulla quarantena a scuola

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Cosa diceva la circolare di Salute e Istruzione poi smentita dal governo

La nuova circolare, in considerazione dell’aumento dell’incidenza del virus, dà la possibilità di «sospendere – provvisoriamente - il programma di “sorveglianza con testing” e di considerare la quarantena per tutti i soggetti contatto stretto di una classe/gruppo dove
si è verificato anche un singolo caso tra gli studenti e/o personale scolastico
». «Nel caso in cui le autorità sanitarie siano impossibilitate ad intervenire tempestivamente o
comunque secondo la organizzazione di regione/P.A. o ASL - continua ancora il testo della circolare - il dirigente scolastico venuto a conoscenza di un caso confermato nella propria scuola è da considerarsi autorizzato, in via eccezionale ed urgente, a disporre la didattica a distanza nell'immediatezza per l'intero gruppo classe ferme restando le valutazioni della ASL in ordine all'individuazione dei soggetti (da considerare “contatti stretti” a seguito di indagine epidemiologica) da sottoporre formalmente alla misura della quarantena.Rimane valida l'opportunità per i Dipartimenti di Prevenzione di scegliere la strategia di
controllo per la tutela della salute pubblica per ogni singola indagine di focolaio epidemico in ambito scolastico».

L’1 dicembre convocato il Tavolo Sicurezza nelle scuole

Intanto è stato convocato per domani, 1 dicembre, il Tavolo permanente nazionale per la sicurezza nelle scuole che vedrà riunire i sindacati e i rappresentanti dei ministeri della Salute e dell’Istruzione in merito all’aggiornamento delle indicazioni per la gestione dei casi di Covid in ambito scolastico.

I presidi: noi abbiamo retto, le Asl no

«Siamo stati facili cassandre, avevamo lanciato l’allarme già pochi giorni dopo la pubblicazione della nota congiunta Salute-Istruzione n. 1218 del 6 novembre scorso. Le scuole, nonostante le mille difficoltà e con uno smisurato carico di lavoro sulle spalle dei dirigenti e del personale, hanno retto. Lo stesso non possiamo dire dei dipartimenti di prevenzione che non sono riusciti sin da subito a garantire la tempistica dei testing e in molti casi non hanno applicato quelle procedure di tracciamento» commenta Antonello Giannelli, presidente dell’associazione dei Presidi, dopo la circolare sul ritorno in Dad anche con un solo contagiato. Poi la retromarcia del Governo.


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