Coronavirus

Scuola, Trentino in rosso riapre da lunedì, Basilicata in arancione ancora in Dad

Regioni in ordine sparso in vista delle nuove regole annunciate dal premier che scatteranno solo dopo Pasqua

Scuola, Draghi: "Riapriranno fino alla prima media"

3' di lettura

Con ancora 23.987 casi e 457 morti registrati il 26 marzo, il governo ha confermato la linea del rigore sulle misure anti-Covid anche dopo Pasqua decidendo però di investire il “tesoretto” garantito dai primi segnali di inversione della curva sulla scuola. Con il nuovo Dpcm si tornerà in presenza fino alla prima media nelle zone rosse, mentre in quelle arancioni saranno in classe tutti gli studenti fino alla terza media e al 50% quelli delle superiori.

Presentando le misure in conferenza stampa il presidente del Consiglio Mario Draghi ha lanciato un messaggio esplicito alle Regioni: «Le scelte dei governatori dovranno essere riconsiderate alla luce dell’affermazione del governo che la scuola in presenza è obiettivo primario della politica del governo». Secondo i calcoli di Tuttoscuola subito dopo le vacanze di Pasqua saranno 5,3 milioni gli studenti che seguiranno le lezioni in presenza. Intanto la situazioni tra Regioni è molto diversa, con Regioni n rosso che riaporono le aule e altre in arancione che tengono chiuse le scuole.

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Trentino: rosso ma già da lunedì alunni in classe

Il Trentino - che ha visto confermata la sua classificazione in zona rossa - si è adeguato alle priorità espresse dal governo ancor prima della conferma navvenuta nella conferenza stampa di venerdì 26 marzo. La Giunta provinciale di Trento ha infatti deciso di riaprire già da lunedì 29 marzo nidi, scuole dell’infanzia e scuole elementari. Tre giorni (lunedì, martedì e mercoledì) prima della chiusura per le vacanze di Pasqua.

L’assessore all’Istruzione Mirko Bisesti ha spiegato così la decisione: «Abbiamo scelto di ripartire per questa settimana solo fino alle elementari seguendo anche l’indicazione data dal premier Draghi nel suo intervento in Parlamento. Dopo Pasqua speriamo di poter ragionare anche sulle scuole medie e, al 50%, per la ripartenza delle scuole superiori. Volevamo dare un segnale positivo».

Abruzzo e Basilicata: arancione ma scuole chiuse

In base alla regole in vigore per le zone arancioni l’attività negli asili nido, nelle scuole dell'infanzia, nelle scuole elementari e medie si continua a svolgere integralmnete in presenza. I governatori hanno però la facoltà di adottare misure più stringenti. Ci sono infatti tre Regioni in arancione in cui la didattica in presenza resta sospesa. Sono Abruzzo, Molise e Basilicata.

La Basilicata, zona arancione dallo scorso 16 marzo dopo essere stata “rossa” dal al 15 marzo, il governatore Vito Bardi ha disposto la chiusra delle scuole e la didattica a distanza al cento per cento fino al 6 aprile. «Per quella data - ha aggiunto il governatore lucano - tutti gli insegnanti lucani saranno vaccinati e quindi potremo riaprire tutte le classi in sicurezza».

In Abruzzo, in arancione ma con 35 comuni in zona rossa, le scuole sono chiuse da inizio marzo. «Riapriremo le scuole dopo la Pasqua. Si va avanti con la didattica a distanza» aveva detto alcuni giorni fa il presidente Marco Marsilio. Ora si pensa a una graduale riapertura degli istituti scolastici con la didattica in presenza. La Regione è «la prima in Italia per somministrazione di vaccini anti Covid al personale scolastico» ha sottolineato l’assessore regionale all'Istruzione, Pietro Quaresimale. «L’Abruzzo - ha assicurato - è pronto nel caso in cui il Governo dovesse dare il via libera alla riapertura».

Lazio arancione: alle superiori Dad al 100%

Il Lazio è l’unica regione che la prossima settimana passerà in arancione. Le scuole fino alla terza media verranno riapriranno martedì. Questo perché, come spiegato dal ministro della Salute, l’ordinanza vigente che colloca la Regione in zona rossa scadrà alla mezzanotte tra lunedì e martedì. Riapriranno le scuole ma le superiori continueranno in regime Dad al 100% nonostante le regole prevedano in questa fascia che l’attività didattica in presenza sia garantita almeno al 50% e fino a un massimo del 75%.

Il Tar del Lazio boccia le chiusure

Proprio il 26 marzo e nel giorno dell’annuncio del premier di scuole aprte fino alle medie in zona rossa era arrivata la sentenza del Tar del Lazio che con un’ordinanza sospende l'efficacia del Dpcm del 2 marzo scorso, proprio quello che aveva disposto la dad in tutte le scuole delle Regioni in zona rossa. Il tribunale amministrativo regionale - accogliendo il ricorso presentato da un gruppo di studenti e genitori - ha stabilito che la Presidenza del Consiglio entro il 2 aprile debba riesaminare il decreto nella parte relativa alla chiusura degli istituti per evidenti carenze istruttorie. Per gli studenti al momento non cambia nulla, mentre il governo proprio in questi giorni preparerà il nuovo decreto che entrerà in vigore dal 7 aprile.

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