LA GESTIONE DELL’EMERGENZA

Scuola, da Trieste a Milano e Roma: non si ferma la protesta degli studenti delle superiori

Tra occupazioni e manifestazioni davanti alla sede del ministero, prende forma il malessere dei ragazzi, sempre più spaesati davanti a una strategia di gestione dell’emergenza caratterizzata da “stop and go” continui

Scuola, Italia divisa tra chi rientra e chi protesta

Tra occupazioni e manifestazioni davanti alla sede del ministero, prende forma il malessere dei ragazzi, sempre più spaesati davanti a una strategia di gestione dell’emergenza caratterizzata da “stop and go” continui


2' di lettura

Una scuola che da oggi prova a riportare in classe circa 650mila studenti delle superiori, ma che allo stesso tempo deve fare i conti con la protesta dei ragazzi che da Milano a Roma dicono no a una gestione caratterizzata da “stop and go” continui, e conseguenti incertezze. È il malessere degli studenti, sempre più spaesati, che si esprime in occupazioni, manifestazioni, flash mob.

Chi rientra in classe mette in evidenza che non ci sono le condizioni di sicurezza per farlo. Chi invece in classe non ci può tornare, in quanto la regione in cui vive è stata dichiarata zona rossa, fa presente che la scuola, nella gestione dell’emergenza sanitaria da parte dell’esecutivo, non ha avuto l’importanza che avrebbe dovuto ricoprire. Di qui la necessità di garantire quanto prima il rientro in classe, e di evitare che prosegua la didattica a distanza nelle scuole superiori.

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L’occupazione di alcuni licei milanesi contro la dad

Iniziata nei giorni scorsi con l’occupazione di alcuni licei (gli istituti scientifici Severi - Correnti e Vittorio Veneto) , continua la protesta degli studenti delle scuole superiori a Milano contro la didattica a distanza (la regione è da poche ore in zona rossa) e si allunga la lista degli istituti che vengono occupati.

A Roma gli studenti manifestano davanti Campidoglio e ministero

Anche a Roma oggi, lunedì 18 gennaio, sarà per molti liceali un giorno di «sciopero dalla presenza in sede e, in numerosi istituti, da ogni forma di attività didattica, anche a distanza». Il tavolo con il prefetto ha disposto due ingressi scaglionati, alle 8 e alle 10. Nel primo caso entra in classe il 60% degli studenti, al secondo orario il restante 40 per cento. I rappresentanti degli studenti nei consigli d'istituto si ritroveranno per manifestare prima in Campidoglio e poi davanti alla sede del ministero dell'Istruzione. «Si richiede un rientro in presenza, ma in sicurezza e a condizioni sostenibili per gli studenti», hanno fatto sapere i promotori. Chiedono di effettuare dei tamponi (ma la Regione Lazio ha promosso una campagna di screening che consente di prenotare test antigenici gratuiti per gli studenti). Sono annunciati sit-in e lezioni all’aperto. Gli studenti romani sono in agitazione da giorni. Non sono mancate lezioni all’aperto: al Tasso, al Cavour, al Virgilio, al Democrito di Ostia.

A Trieste un comitato chiede il rientro in classe al 100%

Proteste anche a Trieste dove il comitato “Priorità alla scuola”, composto di genitori, insegnati e studenti, è tornato a chiedere il rientro in classe al 100%, perché, spiegano, «con le scuole chiuse non c'è futuro».

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