Attualità

Scuola, ultime notizie. Mattarella a Vo’ Euganeo: scuola sfida decisiva per la ripartenza dell’Italia. Il Paese non può dividersi

● Mattarella a Vo': scuola sfida decisiva per ripartenza Italia, iI Paese non può dividersi
● Dopo la scuola riprende anche il catechismo, “stesse regole”
● Gorizia: professore positivo, 115 studenti in quarantena
● Arcuri, autonomia mascherine per altre due-tre settimane
● Mattarella inaugura anno scolastico a Vo'
● Primarie e medie a Milano, solo sei classi fuori dalle aule
● Cirio (Piemonte): «Inaccettabile 20mila cattedre vuote»
● Azzolina: anno complesso, andrà tutto bene
● Da oggi i 5,6 milioni di studenti in classe
Le ultime notizie del 13 settembre



  • Presidi: l’avvio dell’anno è andato bene. Ora sarebbe utile che tutti si vaccinassero contro l’influenza

    “L'avvio dell'anno scolastico è andato bene e sento di dover ringraziare, oltre ai colleghi dirigenti e a tutto il personale, gli studenti e gli alunni che, rispettando le regole, ci hanno dimostrato la loro maturità. Siamo orgogliosi del loro comportamento”. Lo ha detto il presidente dell'Anp, Antonello Giannelli, a Skytg24. “L'aspetto più problematico che si potrà presentare nelle scuole è che i sintomi dell'influenza stagionale potranno essere confusi con quelli del Covid-19 - ha continuato -. Per questo sarebbe utile che tutti si sottoponessero alla vaccinazione antinfluenzale”. Il presidente Anp ha poi concluso chiarendo: “Abbiamo chiesto che le elezioni fossero spostate in altri luoghi per evitare che le lezioni venissero interrotte e che ci fossero ulteriori rischi di contagio. Purtroppo, solo il comune di Bergamo e pochissimi altri hanno raccolto il nostro invito. L'Anp insisterà comunque su questa proposta”.

  • Vertice a Palazzo Chigi: distribuite 136 milioni di mascherine e 445mila litri di gel igienizzante

    Nella riunione del premier Conte e dei ministri sulla scuola “si è preso atto, con soddisfazione, che la scuola è ripartita e che le attività scolastiche sono riprese in modo ordinato, nel rispetto delle regole sanitarie. Sono stati affrontati tutti i vari nodi relativi all'organizzazione e alla ripartenza della scuola, dai trasporti alle modalità di ingresso e uscita dagli istituti scolastici, dalla fornitura di banchi e mascherine fino alle questioni più strutturali che riguardano il mondo scolastico”. Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi.

    “Sono stati aggiornati i numeri del materiale sin qui distribuito: ad oggi sono state fornite gratuitamente 136 milioni di mascherine chirurgiche nelle scuole di tutta Italia e, inoltre, 445mila litri di gel igienizzante. Ogni giorno verrà assicurata la distribuzione gratuita di una mascherina chirurgica ad ogni studente. La distribuzione proseguirà con cadenza settimanale. Lo sforzo compiuto è imponente e assicurerà le condizioni di sicurezza per tutti gli studenti”. Lo si legge in una nota di Palazzo Chigi al termine del vertice sulla scuola.

    “Nel corso della riunione” del premier e i ministri sulla scuola “ci si è soffermati, in particolare, sulle motivazioni che hanno indotto alcune amministrazioni comunali a disporre, in piena autonomia scolastica, il differimento dell'anno scolastico di alcuni giorni, per motivi sanitari o per completare gli interventi di edilizia scolastica e di messa in sicurezza come pure la locazione di ulteriori strutture”.

    Nella riunione di Conte con i ministri di questa sera “si è concordato di rendere trasparente la distribuzione di mascherine chirurgiche, gel igienizzante e arredi scolastici alle scuole, esattamente come nei mesi scorsi è stato fatto per i dispositivi e le attrezzature inviati alle Regioni per contrastare l'emergenza. Anche le famiglie potranno monitorare, tutti i giorni, la situazione attraverso le informazioni pubblicate sul sito della Presidenza del Consiglio e del Ministero dell'Istruzione”.

    “Per quanto riguarda il trasporto scolastico, le disposizioni sul riempimento dell'80% dei mezzi pubblici e le linee guida concordate con Regioni ed enti locali hanno consentito di assicurare regolarmente il servizio e permesso di evitare situazioni di particolare criticità”, si leggeancora nel comunicato della presidenza del Consiglio al termine della riunione sul primo giorno di scuola che si è svolta questa sera a Palazzo Chigi. “Da un primo monitoraggio sul trasporto su gomma extraurbano, condotto su 16 imprese in tutta Italia, è stato rilevato un incremento medio della domanda del 15% rispetto alla scorsa settimana. Sul trasporto urbano a Milano, ad esempio, è stato registrato il 20% di passeggeri in più, mentre a Roma l'aumento è stato dell'8%. Anche sul trasporto urbano la media sul campione testato rileva un incremento del 15%. Pressoché invariato è risultato il flusso dei viaggiatori sui treni locali”.

  • Scuola: Ministero, disposti accertamenti sul caso di Pisa

    Con riferimento al caso denunciato da una mamma di Pisa il cui figlio con disabilità sarebbe rimasto a casa, oggi, senza poter andare a scuola, il Ministero dell'Istruzione fa sapere di avere disposto subito i necessari accertamenti, attivando l'Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana e l'Ambito territoriale di Pisa, e di aver chiesto una relazione urgente al dirigente scolastico. Dalla scuola hanno già fatto sapere che “a tutti gli alunni con disabilità è stata garantita la massima accoglienza, come doveroso. E che nel primo giorno di scuola 34 alunni con disabilità su 36 hanno regolarmente frequentato. Come previsto dalle norme vigenti, infatti, degli studenti con disabilità non si occupano solo gli insegnanti di sostegno, ma anche quelli curricolari. La scuola e la famiglia stanno dialogando in queste ore per chiarire quanto accaduto”, conclude il ministero dell'Istruzione.

    “Da quanto si è potuto ricostruire, la scuola, in attesa della nomina dei docenti di sostegno, aveva organizzato l'orario facendo in modo di affiancare ad ogni docente curriculare in classe con alunni diversamente abili un altro docente curriculare”: “Non risulta che la scuola abbia mai, ovviamente, negato l'accesso a scuola al bambino. Anche nella giornata di ieri la scuola aveva confermato via mail che il bambino era atteso a scuola come tutti gli altri studenti”. Così Fabio Pagliazzi, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale di Pisa in relazione alla notizia del bambino down che non potuto frequentare la prima di Pondera per l'assenza del docente di sostegno, dopo aver preso “immediatamente preso contatti con la scuola per ricostruire nel dettaglio la vicenda”. L'individuazione di un docente di sostegno per la scuola, aggiunge Pagliazzi, “è stata comunque effettuata già oggi pomeriggio, come previsto dalle operazioni dell'ufficio”. Sempre nella giornata di oggi l'Ufficio provinciale, la scuola e la famiglia “sono stati in contatto per la migliore definizione della situazione”.

    Il sindaco di Pontedera (Pisa), Matteo Franconi, ha scritto una lettera aperta al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a causa dei numerosi insegnanti mancanti nei vari plessi scolastici cittadini. Sottolineando che “la scuola è un diritto universale, oggi più di ieri”, il sindaco osserva come “l'incompleta dotazione organica in forza alle nostre istituzioni scolastiche rischia di incidere negativamente sia sulla efficacia della ripartenza del sistema scuola ancor più delicata quest'anno, sia sul diritto allo studio di alunni disabili che, in assenza di personale specialistico di sostegno, vedono frustrato e vanificato il proprio sogno di iniziare un percorso formativo insieme ai propri compagni di classe”. “Molti degli istituti cittadini sono stati costretti a fare orari ridotti a causa delle nomine non formalizzate - spiega ancora Franconi - è vero che negli ultimi anni la normativa in materia è migliorata, ma c'è ancora molto da fare”. “Sono fiducioso che il suo consueto ed apprezzato garbo e la sua stimata determinazione su temi così delicati potranno sollecitare le istituzioni competenti affinché le questioni poste possano incrociare le attenzioni che meritano”.

  • Preside scuola Genova, domani banchi, bimbi strumentalizzati

    “I banchi, ordinati con largo anticipo, arriveranno domani pomeriggio e nel primo giorno di scuola, che è stato un giorno di festa, abbiamo solo evitato di rimettere quelli vecchi”: il dirigente scolastico dell'Istituto Castelletto di Genova, Renzo Ronconi ha giustificato così la foto, diventata virale, che ritrae i bambini della scuola elementare in ginocchio che usano le sedie come banchi per scrivere, oppure con il quaderno sulle ginocchia piegati per riuscire a disegnare o seduti per terra. “La foto - ha spiegato il preside - ritrae bambini che, durante una attività didattica stanno disegnando sereni in libertà: una ingenuità da parte dell'insegnante farla girare ma sbagliato e grave strumentalizzarla, strumentalizzando, con essa, soprattutto i bambini”.

  • Scuola:a via riunione Conte con Azzolina,De Micheli,Speranza

    E' iniziata a Palazzo Chigi, a quanto si apprende, la riunione del premier Giuseppe Conte con i ministri della Scuola Lucia Azzolina, della Salute Roberto Speranza e dei Trasporti Paola De Micheli. L'incontro serve a tracciare un primo bilancio della riapertura delle scuole. Azzolina è collegata in videoconferenza, così come il capo della Protezione civile Angelo Borrelli e il commissario all'emergenza Coronavirus Domenico Arcuri.

  • Mattarella,aiutare migliori laureati per insegnamento

    «Dobbiamo fare in modo che i migliori laureati abbiano come obiettivo l'insegnamento. Professione di valore e gratificante, che deve riscuotere il dovuto riconoscimento sociale». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando all'apertura dell'anno scolastico a Vo'. «Dobbiamo investire nella scuola - ha esortato il Presidente -, a partire da un'adeguata programmazione del reclutamento del personale, da alcuni anni carente».

  • Mattarella,Vo' esempio e anticipazione per tutta Italia

    “L'esempio che avete fornito nei giorni dell'emergenza sanitaria è stata un'anticipazione di quanto è avvenuto Italia ed è servito al nostro Paese”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante il saluto istituzionale nel centro di Vo' Euganeo.

  • Calabria, su insegnanti di sostegno caos vergognoso

    “Il caos sugli insegnanti di sostegno che ha costretto dei bambini bisognosi di un supporto scolastico a ritornare a casa, come accaduto a Roma e a Pisa, è una vergogna indegna di un Paese civile”. Lo dichiara in una nota la deputata di Forza Italia Annagrazia Calabria. “I bluff mediatici non hanno vita lunga e la scuola comincia con gravi disservizi, specie ai danni degli studenti più deboli. Una debacle in piena regola per il duo Conte-Azzolina, incapace di gestire la ripresa del servizio educativo: mancano ancora i banchi monoposto e le mascherine. Non è accettabile che tutto questo resti senza l'assunzione di una piena responsabilità politica”, conclude

  • Roma, in metro +11,5% passeggeri

    “Oggi, nel giorno di riapertura delle scuole, sulle linee della metropolitana romana, secondo il dato delle 13, ha viaggiato l'11,5% in più dei passeggeri rispetto a lunedì scorso. A fine giornata, secondo la proiezione, gli utenti saranno circa 380mila. Il dato coincide con uno degli scenari di previsione che, a luglio, erano stati elaborati da Roma Servizi per la Mobilità - in collaborazione con i tre Atenei romani, Atac e Dipartimento Mobilità- ed hanno contribuito a calibrare il servizio di trasporto pubblico in modo da non creare disagi ai cittadini rispettando gli standard di sicurezza”. Lo si legge in una nota. “I numeri - afferma il presidente e amministratore delegato di Roma Servizi per la Mobilità, Stefano Brinchi- confermano gli scenari che avevamo previsto un mese e mezzo fa. Abbiamo iniziato la settimana evitando la peggiore delle situazioni che avevamo ipotizzato. La bontà dei nostri modelli di calcolo è particolarmente utile alla città: essa consente di calcolare in anticipo la domanda di trasporto pubblico dando ai gestori uno strumento essenziale per offrire un servizio adeguato. Le percentuali odierne ci dicono anche che molte realtà produttive della Capitale continuano a puntare sullo smart working. Uno strumento fondamentale in termini di sostenibilità ambientale che anche noi, già dalla fine del 2019, abbiamo iniziato ad attuare in azienda”.

  • Boccia: riapertura esame più difficile, serve unità

    “La riapertura delle scuole è l'esame più difficile della ripartenza e per questo ringrazio tutti i presidenti di Regione per la collaborazione e gli sforzi messi in campo. Trattandosi di una situazione mai avvenuta nella storia, e cioè la ripresa delle lezioni durante una pandemia, è naturale che ci siano questioni da risolvere in corsa ma, come accaduto durante l'emergenza sanitaria, è fondamentale che Stato, Regioni e Enti locali continuino a lavorare fianco a fianco perché in gioco non c'è un primato politico ma la sicurezza di studenti, famiglie e personale della scuola”. Così il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, a Frattamaggiore (Napoli) per alcune iniziative elettorali del Pd.

  • Mattarella, c’è l’assoluta necessità banda larga. «Ringrazio insegnanti per quanto hanno fatto»

    “Questo periodo ha sottolineato, con grande evidenza, l'urgenza e la necessità assoluta di disporre della banda larga ovunque nel nostro Paese”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la festa per la scuola a Vo', sottolineando le difficoltà che la scuola ha dovuto superare per garantire la didattica. “Il lockdown - ha aggiunto - ci ha mostrato che hanno sofferto pesanti esclusioni i ragazzi senza computer a casa, quelli che erano privi di spazi sufficienti, coloro che già vivevano una condizione di marginalità. Dobbiamo evitare che il divario digitale diventi una frattura incolmabile”.

    “Se si è data continuità alla didattica pur in condizioni di inedita difficoltà, questo è stato possibile grazie alla dedizione, all'impegno, al forte senso della missione educativa degli insegnanti. Li ringraziamo per ciò che hanno fatto” ha aggiunto Mattarella, nel suo intervento a Vo', ha lodato il lavoro degli insegnanti durante i mesi del lockdown. Il Capo dello Stato ha espresso riconoscenza anche “ai dirigenti scolatici, e al personale ausiliario, che con loro hanno strattamente collaborato per riorganizzare le scuole in sicurezza”. “Ringraziamo molto anche chi ha seguito negli studi i bambini ricoverati nei reparti pediatrici degli ospedali, a Padova come in altre parti d'Italia” ha concluso Mattarella.

  • Mattarella: scuola sfida decisiva per ripartenza Italia, iI Paese non può dividersi

    “L'inaugurazione dell'anno scolastico, mai come in questa occasione, ha il valore e il significato di una ripartenza per l'intera società. Lo avvertono i ragazzi, lo comprendono gli adulti e le istituzioni. Ci troviamo di fronte a una sfida decisiva”. Lo ha detto il presidente Sergio Mattarella a Vò per l'inaugurazione dell'anno scolastico.
    «Siamo sconvolti per la morte di Willy, pestato a morte per aver difeso un amico contro la violenza. Il suo volto sorridente resterà come un'icona di amicizia e di solidarietà, che richiama i compiti educativi e formativi della scuola e dell'intera nostra comunità - ha detto Mattarella -. La scuola, la cultura, il confronto continuo - ha aggiunto - sono anche antidoti al virus della violenza e dell'intolleranza, che può infettare anch'esso la comunità se viene ridotta l'attenzione».

    I mesi del lockdown sono stati duri per tutti, «ma a subire le conseguenze più pesanti sono stati gli studenti con disabilità. Per tanti di loro le rinunce hanno avuto un costo altissimo, a volte non sopportabile - ha detto il presidente della Repubblica -. Di queste sofferenze si son fatte carico le famiglie. Nella ripartenza della scuola l'attenzione a questi studenti dovrà essere inderogabile, a cominciare dall'assegnazione degli insegnanti di sostegno».

    “Conosco i ritardi e le difficoltà e so bene che vi saranno inevitabili polemiche. So anche che, in atto, vi sono risorse limitate. Ma un Paese non può dividersi sull'esigenza di sostenere e promuovere la sua scuola” ha detto Mattarella -. Occorre mantenere un adeguato livello di precauzione finché non cesserà la grande pericolosità del virus. Il diritto allo studio dovrà procedere di pari passo con il diritto alla salute. Tutti siamo responsabili, e dobbiamo sentirci tali nei confronti degli altri».

  • Azzolina, errore dimenticare didattica a distanza

    “Durante la didattica a distanza la scuola ha fatto squadra forse più che in passato. Archiviare e semplicemente dimenticare tutto sarebbe un grave errore”. Lo ha sottolineato la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, alla cerimonia per l'anno scolastico a Vo' Euganeo. “Vogliamo che nessuno si senta solo - ha aggiunto Azzolina - e, a tal proposito, penso alle scuole del territorio in cui ci troviamo oggi e agli sforzi titanici fatti, per non abbandonare le ragazze e i ragazzi, durante il periodo più duro della pandemia. E penso anche a tutte le altre cosiddette 'ex zone rosse', che hanno dovuto affrontare per prime la sospensione delle attività didattiche. Tante scuole in quei mesi si sono gemellate, il Sud con il Nord e viceversa, tanti istituti hanno prestato soccorso ad altri che erano più indietro”, ha concluso

  • Renzi, risolvere problema insegnanti sostegno

    “Il problema della mancanza degli insegnanti di sostegno ce lo portiamo dietro da tanto tempo, non da oggi, e credo che affrontarlo e risolverlo sia un dovere, senza strumentalizzazioni e sciacallaggi politici”. Lo ha detto Matteo Renzi, leader di Italia Viva, a proposito della vicenda di un alunno di 6 anni con sindrome di Down di Pontedera (Pisa) che ha dovuto rinviare il suo primo giorno di scuola per la mancanza di un insegnante di sostegno che lo potesse seguire. “Purtroppo sono episodi vergognosi che però si ripetono tutti gli anni, non è la prima volta che accade”, ha osservato Renzi, a margine di una iniziativa a Fucecchio (Firenze) a sostegno di Eugenio Giani. “Io penso che l'obiettivo sia quello di risolvere il problema - ha aggiunto - non di fare polemiche, né di fare strumentalizzazioni, né di fare sciacallaggio, lo dico da zio di una bambina che ha la sindrome di Down”.

  • Azzolina commossa, riportare scuola al centro del Paese

    Commozione da parte della ministra all'Istruzione, Lucia Azzolina, al termine del suo discorso a Vo' per l'avvio dell'anno scolastico. “È arrivato il momento - ha detto, con voce rotta dall'emozione - di riportare la scuola al centro del sistema Paese. Di rilanciarla come Istituzione di primaria importanza dove davvero si gettano le basi dell'Italia di domani. Ogni minuto perso ritarderà i progressi di una Nazione intera. Per questo dico, adesso alziamo tutti bene la testa e guardiamo avanti: Itaca è proprio là. La nostra casa, il nostro futuro. Andiamo a riprenderceli. Facciamo tutti insieme il tifo per questa ripresa. Rientriamo a scuola”, ha concluso Azzolina.

  • In avvio anno 100mila “cattedre vuote”

    Sono quasi centomila le 'cattedre vuote' in questo avvio di anno scolastico. E' quanto si apprende da ambienti della scuola e di categoria. Il dato, più alto nei giorni scorsi, sarebbe comunque in progressivo calo perché sono in corso da giorni le nomine del ministero dell'Istruzione.

  • Studente cade da lucernario, precipitato durante ricreazione

    E' uno studente del terzo anno di istituto professionale Buitoni di Sansepolcro (Arezzo) il 16enne caduto da un lucernario questa mattina: l'incidente è avvenuto durante l'ora di ricreazione, in uno spazio adiacente l'edificio scolastico a disposizione della scuola. Il 16enne era regolarmente in classe e si è spostato insieme ad altri nell'area esterna per l'intervellao. I carabinieri di Sansepolcro stanno lavorando alla ricostruzione soprattutto per verificare se il 16enne sia caduto da solo oppure si debbano rilevare eventuali responsabilità di altre persone. Da accertare anche perché si trovasse nel lucernario da dove è caduto facendo un volo di circa sei metri. Al momento dalla scuola nessuna dichiarazione circa l'accaduto. Le indagini dei carabinieri dovranno stabilire anche in questo caso se ci siamo eventuali responsabilità. Il 16enne si trova tuttora all'ospedale di Careggi, al trauma center, dove è arrivato in codice 2, ovvero giallo: in attesa di concludere tutti gli accertamenti i sanitari si sono riservati al momento la prognosi.

  • Sardegna parte il 22 ma a Oristano si profila ottobre

    Scuole aperte in quasi tutte le Regioni ma in Sardegna, in virtù dell'autonomia, la data di inizio delle lezioni era già stata fissata per il 22 settembre. A Oristano però si profila sin da ora uno slittamento all'1 ottobre. Due le criticità emerse negli ultimi incontri tra il sindaco Andrea Lutzu, i dirigenti scolastici e i sindacati: l'appuntamento di domenica 21 con il referendum sul taglio dei parlmentari con l'esigenza di sanificare per tempo gli istituti sede di seggio, e le prescrizioni anti Covid che ogni scuola deve seguire per la ripartenza in sicurezza di docenti, studenti e personale Ata. “Le scuole dove si vota, concluse le operazioni di spoglio, dovranno essere liberate dai seggi e poi sanificate e prudentemente non potrebbero essere messe a disposizione prima del 24 o 25 settembre”, spiega il sindaco. Quanto al problema legato all'emergenza Covid, il vicesindaco Massimiliano Sanna chiarisce: “rimangono da definire ancora troppi aspetti legati all'organizzazione del servizio mensa, dello scuolabus, degli ingressi, dei banchi, degli spazi esterni e di quelli comuni. Sono ancora tante, quindi, le questioni irrisolte e le incombenze tecniche e amministrative che suggeriscono di adottare il criterio della maggiore prudenza e guadagnare ancora qualche giorno per garantire una riapertura in condizioni di sicurezza”.

  • Genova, bambini in ginocchio usano sedie come banchi. Toti, inaccettabile

    Bambini delle elementari in ginocchio che usano le sedie come banchi per scrivere, oppure con il quaderno sulle ginocchia piegati per riuscire a disegnare o seduti per terra. la foto dei bambini scattata da alcuni genitori è diventata virale sul web. Questo è stato il primo giorno di scuola per alcune sezioni di scuole primarie genovesi che non hanno ancora ricevuto i banchi monoposto pensati per la scuola post Covid. Nelle scuole genovesi, circa 15 mila banchi monoposto o a rotelle sono ancora in attesa di essere consegnati.“Cara Azzolina, questi sono gli alunni di una classe genovese che scrivono in ginocchio perché non hanno i banchi che avevate promesso. E non sarebbero gli unici. I nostri bambini, le maestre e le famiglie non meritano questo trattamento, soprattutto dopo i sacrifici fatti in questi mesi in cui era anche un dovere morale lavorare per evitare tutto questo”. scrive il governatore ligure Giovanni Toti sulla sua pagina Facebook. “Lo trovo inaccettabile e sto già scrivendo una lettera alla Direzione scolastica per intervenire immediatamente. Un'immagine come questa non è degna di un Paese civile come l'Italia”

  • A Milano situazione mezzi regolare, +20% passeggeri

    Nella prima giornata di rientro a scuola la situazione sulla rete dei mezzi pubblici a Milano, gestiti da Atm, è stata regolare sia in metropolitana sia in superficie. Come ha spiegato la società in una nota, si è registrato un aumento dei passeggeri pari al 20% rispetto allo scorso lunedì, il coefficiente di riempimento è stata intorno al 65-70%, quindi inferiore rispetto a quello massimo consentito (pari all'80%) previsto dal decreto del 7 settembre. Per la ripresa Atm ha messo in campo oltre 350 persone per prestare assistenza nelle principali stazioni di interscambio e alle fermate delle linee di superficie più frequentate. Inoltre da oggi è on air sugli schermi presenti in metro e sui bus il video che mostra l'attività di sanificazione dei mezzi, che è stata intensificata ai capolinea anche durante il giorno.

  • Gorizia: professore positivo, 115 studenti in quarantena

    Un docente dell'Isis Michelangelo Buonarroti di Monfalcone (Gorizia) è risultato positivo al coronavirus e 115 studenti, appartenenti a cinque classi dell'istituto, sono stati sottoposti, in via cautelativa, a isolamento fiduciario. A partire da domani su tutti gli studenti saranno eseguiti i tamponi. Lo rende noto la Regione Friuli Venezia Giulia, sottolineando che si tratta di un caso di infezione derivante da un contatto indiretto con una persona proveniente dall'Est Europa.
    Il professore - ricostruisce la Regione - è stato sottoposto a tampone l'11 settembre, contestualmente all'applicazione della disposizione di quarantena, quando le lezioni curricolari erano già riprese (lunedì 7 settembre). Oggi, una volta confermato l'esito positivo del test, è quindi scattato l'isolamento fiduciario.
    Il caso, spiegano il vicegovernatore del Fvg con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, e l'assessore regionale all'Istruzione, Alessia Rosolen, è emerso durante l'azione di screening e di contact tracing effettuata dall'Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (Asugi).
    Ricostruendo la catena dei contagi, le autorità sanitarie - informano Riccardi e Rosolen - hanno scoperto che l'uomo è stato infettato dalla moglie, la quale aveva contratto la malattia dalla badante della madre, recentemente rientrata dalla Romania.
    La decisione di isolare gli alunni, conclude la Regione, è stata assunta “per garantire la massima tutela per alunni e docenti”. L'avvio dei tamponi è previsto per domani, “dato che per non sfalsare l'esito del test, questo deve essere eseguito a partire da 4 giorni dopo la possibile esposizione al virus”.

  • Dopo la scuola riprende anche il catechismo, “stesse regole”

    Lavarsi spesso le mani, osservare un metro di distanza, indossare la mascherina nei luoghi chiusi. Sono le indicazioni per la ripresa del catechismo nelle parrocchie. Sospesi gli incontri a causa del lockdowon anche le diocesi si avviano a riprendere con i bambini le normali attività. “Abbiamo deciso con senso di responsabilità di ottemperare alle indicazioni che ci sono state date per ripartire in sicurezza - spiega il cardinale vicario di Roma, Angelo De Donatis, in una lettera inviata oggi ai parroci -, attenendoci alle stesse misure che anche le scuole osservano, anche se questo richiede molta pazienza”, ammette il cardinale. E lui che ha conosciuto sulla sua pelle il Covid, chiede a sacerdoti e catechisti di non lasciarsi “scoraggiare dai comportamenti irresponsabili che ogni tanto vediamo intorno a noi”. Come a Roma, in quesi giorni si riprendono un po' ovunque le iscrizioni al catechismo per le Prime Comunioni e per la Cresima. I ragazzi che non hanno potuto ricevere i sacramenti a maggio-giugno, si stanno in molte diocesi preparando in questi giorni. Per evitare chiese troppo affollate si moltiplicano i turni, con due-tre messe per diverse domeniche. Per l'inizio dell'anno catechistico si chiede alle famiglie di firmare il 'Patto', proprio come si sta facendo per le scuole, per condividere gli oneri per il rispetto delle norme sanitarie. Nelle parrocchie di Roma ai bambini è chiesto di portare la mascherina da casa anche se “è bene che la parrocchia ne abbia qualcuna di scorta” indica il Vicariato. E' richiesta alle parrocchie la puntuale disinfezione dei locali che ospiteranno i bambini del catechismo, ma anche degli oggetti di uso comune, dai banchi ai pennarelli. Come a scuola, il compito di misurare la temperatura ai bambini prima di arrivare al catechismo spetta ai genitori.

    Studenti in un aula ricavata dalla chiesa dell'Istituto ''La Salle Aventino Pio IX'' il primo giorno di ripresa delle scuole durante l’emergenza per il Covid-19 (Ansa)
  • Presidenti Consiglio Istituto: ci sono ritardi, agire

    Il Coordinamento presidenti Consiglio d'Istituto Roma e Lazio “augura a tutti gli studenti della regione e alle loro famiglie un buon inizio di Anno Scolastico! Siamo felici di rivedere nuovamente, i ragazzi in classe, dopo mesi bui di isolamento, ma a quale condizione? I banchi, le mascherine, le aule mancanti: oramai a questo non si può più rimediare”. Il Coordinamento, “in questo momento significativo, vuole svolgere un'azione di denuncia per tutti i ritardi e la disorganizzazione creatasi che poteva essere evitata ma soprattutto ribadisce la propria vicinanza agli studenti e alle famiglie e la volontà di lavorare in sinergia con tutti per una scuola migliore. Vogliamo da oggi in poi porre la nostra massima attenzione a questi punti fondamentali: massima presenza degli studenti in persona e in sicurezza: utilizzo della Dad solo se strettamente necessaria e con l'ausilio reale di tutti gli strumenti messi a disposizione; nei giorni in cui deve essere svolta necessariamente la Dad che ci sia una maggiore concentrazione di uscite didattiche, sportive e quindi un utilizzo degli spazi aperti propria al fine di favorire sempre e comunque la socializzazione. attenzione agli studenti fragili e disabili, si auspica un maggior contatto con le famiglie al fine di poter concordare la corretta strategia protezione. Si apriranno i portoni al suono delle campanelle e su tutto aleggerà il nostro augurio accompagnato dall'impegno che servirà”, conclude la nota

  • Arcuri, autonomia mascherine per altre due-tre settimane

    “Abbiamo distribuito fino a ieri 94 milioni di mascherine. Oggi ne distribuiamo altri 65 milioni, considerando che gli studenti sono otto milioni e mezzo, il personale docente e non docente un milione e mezzo, abbiamo almeno due settimane se non tre di autonomia”. Lo ha detto a Voì', in occasione della festa della scuola con il presidente Mattarella, il commissario straordinario oer l'emergenza Covid Domenico Arcuri “Abbiamo fatto uno sforzo straordinario in pochi giorni - ha aggiunto - contribuendo a riaprire tutte le scuole in sicurezza, siamo molto soddisfatti, non mancherà mai nessuna mascherina a nessuno fino alla fine dell'anno scolastico”.

    Il commissario sull'emergenza Coronavirus, Domenico Arcuri, (Ansa)
  • In Friuli si parte il 16/9, ma primi ingressi già oggi

    La prima campanella in Friuli Venezia Giulia suonerà ufficialmente mercoledì 16 settembre, dando così il via all'anno scolastico di oltre 141 mila studenti residenti in regione. Ma, da Trieste a Udine, sono diversi gli istituti che hanno anticipato i tempi e accolto già da questa mattina i primi alunni nelle loro classi. Mascherine a coprire naso e bocca, ingressi differenziati, obbligo del mantenimento delle distanze di sicurezza, ma anche emozione tra gli studenti, per un rientro in presenza dopo circa sette mesi di stop a causa dell'emergenza coronavirus. Secondo dati del Ministero dell'Istruzione, in Friuli Venezia Giulia sono 141.042 gli alunni iscritti alle scuole statali, divisi in 7.410 classi. A questi si aggiungono i bambini e ragazzi degli istituti paritari. Dei 141.042 studenti, 14.406 frequenteranno la scuola dell'infanzia, 46.182 la primaria, 30.641 la secondaria di primo grado e 49.813 la secondaria di secondo grado. Tra questi ultimi 23.247 hanno scelto un percorso liceale, 18.532 un istituto tecnico e 8.034 uno professionale. In Fvg sono 4.050 gli alunni con disabilità.

  • A Milano 5.106 cattedre vacanti, una su cinque

    All'avvio del nuovo anno scolastico sono 5.106 i posti di ruolo vacanti nelle scuole di Milano e provincia, di cui 2.065 di sostegno. Il rapporto è di un docente su cinque che manca all'appello, su un organico totale di 28.574. Rapporto che si aggrava nel caso degli insegnanti di sostegno: su 4612 cattedre previste ne mancano circa una su due, quindi quasi il 50%, e questo a fronte di 960 nuove certificazioni di disabilità pervenute al 31 di agosto. A fornire i numeri è l'Ufficio scolastico territoriale milanese. La situazione più critica si riscontra alle medie, dove i posti di ruolo mancanti sono 2.184, di cui 906 di sostegno. Alle superiori le cattedre vacanti sono 1.795 (di cui 380 di sostegno), alle elementari 994 (di cui 696 di sostegno) e alle materne 133 (di cui 83 di sostegno).

  • Documento per studenti e genitori dei medici di famiglia

    La Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg) pubblica da oggi una guida consultabile sul web per orientare la popolazione alla ripresa della scuola e della vita collettiva. “No agli allarmismi, sì alla prevenzione”, è il titolo della pubblicazione che ha come sostenitori anche di Simit (Società delle malattie tropicali) e Fimmg (Federazione dei medici di medicina generale). Anche il Ministero dell'Istruzione e della Sanità “hanno sostenuto questa iniziativa ed hanno rivisto e corretto le indicazioni del documento offrendo suggerimenti preziosi”, sottolinea Claudio Cricelli, presidente Simg. “La guida - aggiunge - riporta la dimensione della vita quotidiana con le domande, i dubbi, le preoccupazioni, i problemi e le soluzioni che famiglie, genitori, nonni, studenti pongono ogni giorno al loro medico di famiglia”.

  • Conte vede ministri alle 19 per primo bilancio

    Il premier Giuseppe Conte farà un punto sul primo giorno di scuola alle 19 a Palazzo Chigi con i ministri competenti. Il presidente del Consiglio, come da lui stesso annunciato stamane, traccerà un primo bilancio. Alla riunione, a quanto si apprende, dovrebbero prendere parte la titolare dell'Istruzione Lucia Azzolina e il ministro della Salute Roberto Speranza.

  • Protesta studenti su tetto ufficio regionale a Milano

    Una decina di manifestanti di Adl Cobas Lombardia, di Rete Studenti Milano e di altre associazioni studentesche hanno occupato il tetto dell'Ufficio Scolastico Regionale in via Polesine, a Milano, in protesta contro una ripartenza dell'anno scolastico “da paura” e in scuole trasformate in “caserme fatte di regole che non tuteleranno la salute di nessuno”. “Oggi la campanella suona annunciando un disastro che poteva e doveva essere evitato: nonostante la propaganda del governo le scuole riaprono senza insegnanti e personale ata”, spiegano i manifestanti. “I tanto decantati dispositivi di sicurezza individuali, che dovrebbero essere distribuiti gratuitamente e quotidianamente, non sono sufficienti a garantire il fabbisogno giornaliero delle comunità scolastiche - proseguono -. Neanche i famosi banchi a rotelle, che per mesi hanno distolto l'attenzione della Ministra dal risolvere i reali problemi della scuola, sono arrivati. Permane quindi il problema di spazi già malandati e non adeguati a garantire le distanze di sicurezza”. “Non c'è mai stata la reale volontà di superare la DAD” e “lo dimostrano i piani organizzativi delle singole scuole che costringono docenti e studenti a una modalità di didattica mista”, concludono gli organizzatori del presidio che chiedono anche un piano di stabilizzazione straordinario di precari in Lombardia, la riduzione a classi di massimo 12 studenti, la riapertura delle scuole chiuse dai piani di ristrutturazione e il ripristino nelle scuole dei presidi sanitari con presenza di personale medico e infermieristico.

  • Presidi, prof mancano perché il Nord è caro

    “E' appena cominciato l'anno scolastico e mancano ancora parecchie migliaia di docenti, con percentuali variabili da città a città e che cambiano in continuazione. Il problema è che i posti ci sono ma non si trovano gli insegnanti nel settentrione in quanto la maggior parte non vuole trasferirsi: con lo stipendio da docente non si vive al Nord”. Così il presidente dell'Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli. “Inoltre - prosegue Giannelli - nelle discipline scientifiche non ci sono abbastanza laureati e quelli che ci sono non puntano al lavoro nella scuola, visto come poco attrattivo. I laureati più brillanti vogliono giustamente che gli aumenti di stipendio non siano per anzianità ma in base al merito. Questo dimostra che il sistema va cambiato e gli incentivi per gli insegnanti devono essere a discrezione dei dirigenti”.

  • Bimba positiva, in quarantena 18 compagni e 3 maestre

    Entrano in classe alle 8 di mattina, ma alle 8,30 sono già in quarantena. E' accaduto alla scuola elementare nel comune di Fosdinovo, in provincia di Massa Carrara. Una bambina ha ricevuto l'esisto del tampone anti Covid questa mattina e poiché è risultato positivo e la scorsa settimana aveva già partecipato ad alcune lezioni prescolastiche con i suoi compagni, l'Ufficio di Igiene ha predisposto la quarantena per l'intera classe, 18 bambini, e per le tre maestre. La bambina e anche il resto della sua famiglia erano in attesa del risultato dei tamponi, in parte risultati positivi.

  • Non c'è insegnante di sostegno, alunno resta a casa

    Il suo banco stamani è rimasto vuoto e così accadrà probabilmente anche domani nella scuola primaria alla quale è iscritto nonostante lui da giorni non vedesse l'ora di ricominciare. E' la storia di un alunno di 6 anni con sindrome di Down di Pontedera (Pisa) che ha dovuto rinviare il suo primo giorno di scuola per la mancanza di un insegnante di sostegno che lo possa seguire. La notizia è stata riportata oggi dal quotidiano Il Tirreno.

  • Di Maio: «Nessun manuale di istruzioni per riaprire le scuole, ma sono ottimista»

    «Non esisteva un manuale di istruzioni per far ripartire le scuole», vediamo «cosa accadrà nei prossimi giorni, il nostro obiettivo è portare avanti il percorso educativo degli studenti» in presenza e «fare in modo che siano il più tutelati possibile in un momento difficile per tutta l'umanità». Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ricordando che ci sono Stati di nuovo in lockdown mentre l'Italia «è il paese con il numero più basso di contagi». «Affrontiamo l'autunno in maniera ottimista», ha concluso.

  • Chiusa paritaria dell'infanzia a Bari dopo contagio

    Una scuola paritaria dell'infanzia di Bari, Flyfamily, è stata chiusa per precauzione dopo che è stata rilevata la positività di una operatrice. La notizia è confermata all'ANSA da fonti sanitarie. Il dipartimento di Prevenzione dell'Asl Bari è intervenuto con la sanificazione della struttura che è in gestione ad una cooperativa. L'azienda sanitaria sta anche ricostruendo tutti i contatti dell'operatrice, che è già in isolamento fiduciario.

  • Rete Studenti Milano, così non è educazione

    “Qualche ora di didattica verticale affrontata in fretta e furia, dal momento che le ore scolastiche, nella maggior parte delle scuole, sono state ridotte per favorire le turnazioni delle classi, non è per noi considerabile come educazione”: è quanto si legge sulla pagina Facebook di Rete Studenti Milano (Rsm), la principale associazione dei liceali milanesi. Questa mattina, gli studenti di Rsm hanno appeso striscioni con la scritta “Siamo tornati, ma come?” davanti a diverse scuole “affinché il maggior numero di studenti possibile - scrivono - possa fermarsi a riflettere su questa domanda, sulle modalità di rientro a scuola: contestiamo il fatto che il sistema scolastico non abbia in alcun modo pensato a come reintegrare una parte fondamentale della scuola, ovvero i momenti di socialità e confronto, fondamentali per la crescita personale e culturale degli studenti e delle studentesse”. “Crediamo nella Scuola come luogo formativo, di condivisione e confronto, come comunità che non lasci indietro nessun e esigiamo una scuola che si impegni nell'educare completamente i ragazzi e le ragazze, anche e sopratutto su temi che non vengono trattati ne discussi durante le lezioni, temi ricorrenti e ora più che mai fondamentali come l'antifascismo, l'antisessismo, l'antirazzismo e l'ecologismo”, concludono, ricordando l'assemblea pubblica in programma dopodomani e la manifestazione del 25 settembre.

  • No lezioni ad Amatrice. Pirozzi: Manca il personale

    “Mentre tutti i tg mandano immagini della riapertura delle Scuole, ce n'è una che è malinconicamente Chiusa. Si tratta della scuola di Amatrice. Mancano spazi? NO. Mancano banchi? No. Manca il personale!”. E' quanto scrive l'ex sindaco di Amatrice e consigliere regionale del Lazio di FdI, Sergio Pirozzi, a proposito del mancato avvio dell'anno scolastico nel comune reatino colpito dal sisma del 2016. “Sarebbe stato bello - aggiunge il consigliere regionale - se un telegiornale si fosse recato in questa terra per parlare di questa situazione incredibile. Ma in fondo non conviene a nessuno”.

  • Scuola: insegnante positiva, slitta ripresa in istituto Cuneo

    Inizio delle lezioni rinviate di un giorno alle Medie di Borgo San Giuseppe e Castelletto Stura, nel Cuneese, in seguito alla segnalazione di un insegnante positiva al Coronavirus. Ha invece aperto oggi in modo regolare il nido comunale di Mondovì, la cui apertura era slittata di tre giorni: la scorsa settimana una maestra era risultata positiva al test sierologico. Oggi primo giorno di lezione senza intoppi a Cuneo: l'utilizzo della teledidattica nei primi giorni alle Superiori ha permesso ai ragazzi di viaggiare su bus e treni senza affollamento, mentre fuori da alcune scuole, dalle superiori alle elementari, volontari della Croce rosa hanno misurato la temperatura a campione con pistole a infrarossi acquistate della Fondazione Crc. Nessuna criticità anche sulla misurazione della febbre, dopo l'ordinanza della Regione di mercoledì: alcune famiglie l'hanno solo misurata a casa, altre hanno compilato fogli anonimi o scritto sui diari dei figli, alcuni istituti hanno predisposto moduli cartacei o i registri elettronici. “Serviranno pazienza e flessibilità”, è l'invito del presidente della Provincia di Cuneo, Federico Borgna.

  • Scatta la stretta in Gran Bretagna, ma riaprono scuole private

    E' da oggi in vigore in Inghilterra, Scozia e Galles la rinnovata restrizione sui contatti sociali annunciata nei giorni scorsi dal premier Boris Johnson quasi come un'ultima spiaggia per provare ad allontanare lo spettro di un secondo lockdown nazionale dopo il rimbalzo recente dei contagi da cornavirus registrati nel Regno Unito a una quota giornaliera consolidata di oltre 3.000.

    Il provvedimento - che impone con vincolo legale un tetto di 6 persone al massimo per qualsiasi incontro privato, in casa e non, pena interventi della polizia e multe salate - vede la luce nello stesso giorno in cui si completa la riapertura delle scuole nel Paese, con il ritorno in classe anche negli ultimi istituti privati dopo il via libera alla generalità di quelli pubblici scattato nei primissimi giorni di settembre.

    La cosiddetta 'regola del 6' sarà applicata con severità, ha ammonito oggi il viceministro dell'Interno Kit Malthouse, arrivando a invitare la popolazione a denunciare eventuali violazioni da parte di vicini di casa. Critiche contro questo giro di vite continuano peraltro a piovere da esponenti dell'ala della destra più libertaria della stessa maggioranza Tory a Westminster. Con alcuni deputati che fanno pressione sul governo Johnson per ottenere almeno un'esenzione dalla stretta per i bambini anche in Inghilterra: così come già previsto dalle autorità locali in Galles e in Scozia, dove gli under 11 e gli under 12 non saranno rispettivamente conteggiati nel limite delle sei persone.

  • Nasce App gratis per tutti i pagamenti

    Anche quest'anno milioni di studenti avranno la necessità di effettuare molti piccoli pagamenti alle scuole per laboratori, acquisto di materiali, uscite didattiche, sport, libri, gare e altro. Un insieme di transazioni che complessivamente vale, è stato calcolato, circa 2,8 miliardi di euro ogni anno. Già prima del virus, il 79% dei genitori italiani e più della metà dei rappresentanti di classe dichiarava di avere problemi a ricordare e a gestire questo genere di pagamenti e il 65% di loro si lamentava delle perdite di tempo che portavano con sé. Per questo, Growishpay, scaleup italiana specializzata nei pagamenti digitali, ha deciso di accelerare il lancio della sua nuova app ScuolaPay, dedicata ai pagamenti scolastici. L'app, disponibile da fine agosto sugli store Apple e Google, consente ai genitori ed ai rappresentanti di classe di gestire raccolte soldi (casse comuni, collette, uscite didattiche, regali, ecc.) e effettuare i pagamenti scolastici (contributi, attività didattiche, acquisto di libri di testo, programmi per didattica a distanza, ecc.) direttamente dallo smartphone in modo semplice e sicuro, senza commissioni e soprattutto, senza la necessità di scambiarsi fisicamente i soldi. Per effettuare pagamenti e acquisti non serve avere una carta di credito (la piattaforma si appoggia al conto corrente dell'utente, dal quale è possibile effettuare in pochi click ricariche e trasferimenti di denaro, sempre senza costi). ScuolaPay inoltre non ha costi di attivazione, né commissioni sulle transazioni. È totalmente gratuita.

  • Con chiusura scuole per Covid più disturbi depressivi alunni

    Aumento dei disturbi depressivi tra i bambini e i ragazzi connesso alla chiusura delle scuole durante il lockdown: il fenomeno è stato documentato in Cina e riferito in uno studio pubblicato sulla rivista Jama Network Open. Lo studio è stato condotto presso l'Università della provincia di Anhui ad Hefei, presso il Dipartimento di Salute Materno-Infantile, Scuola di Salute Pubblica, coinvolgendo 1241 bambini e giovani dalla 4 elementare alla terza media. È emerso anche un raddoppio dei tentativi di suicidio. Lo studio ha confrontato lo stato di salute mentale del campione prima della chiusura delle scuole (a Novembre) e poi a maggio a scuole appena riaperte a fine lockdown. È emerso che i bambini e ragazzi con disturbi depressivi erano uno su 4 (25%) a maggio, contro meno di uno su 5 (19%) a novembre, mentre i tentativi di suicidio sono passati a oltre il 6% di maggio dal 3% di novembre. Lo studio suggerisce che l'isolamento sociale abbia avuto un peso non indifferente sulla salute mentale dei più piccoli.

  • Presidente pediatri: se si rispettano le regole, rischio quasi 0

    Per arginare il rischio che possa esserci un eventuale contagio in classe, l'unico modo è “il rispetto delle regole. Se si evitano gli assembramenti, se si rispetta il distanziamento, l'uso della mascherina e il lavaggio frequente delle mani, anche nell'ipotesi che un compagno di classe risulti positivo, il rischio concreto di contagio è pressoché zero”. Lo ha spiegato il presidente della Società Italiana di Pediatria (Sip), Alberto Villani, intervenendo su Sky Tg24, nel giorno in cui sono riprese le lezioni per 5,6 milioni di studenti italiani.

    “La scuola - ha precisato Villani, che dirige l'Unità Operativa Complessa di Pediatria e Malattie Infettive dell'Ospedale Bambino Gesù - è uno dei luoghi più sicuri, perché ci sono delle regole precise e c'è chi le fa rispettare. Il problema è ciò che avviene fuori. E' molto più facile che il virus entri nella scuola piuttosto che esca da scuola”. D'altronde, “bambini e ragazzi sono molto più ossequiosi delle regole rispetto agli adulti”. Anzi, come si è visto per la raccolta differenziata che, dopo tante campagne pubblicitarie non fruttuose, venne portata realmente all'interno delle famiglie quando fu insegnata a scuola, “lo stesso avverrà in questo caso, cioè i saranno i bambini a diventare diffusori di un nuovo modo di relazionarci”. Rispetto ai consigli concreti ai genitori, che dovranno misurare la temperatura ai figli prima di portarli a scuola, ha ribadito Villani: “si considera febbre sopra i 37,5 gradi, quindi 37,2 non è febbre. Ma soprattutto, il genitore saprà riconoscere il bambino sta bene o se c'è qualcosa che merita attenzione. Nessuno meglio di lui sa valutare se il figlio sta per iniziare ad avere qualcosa”. Quindi, il consiglio è approcciarsi con “piena serenità e tranquillità”.

  • Fontana (Lombardia): protocollo per test rapidi a studenti

    «Abbiamo chiesto di avere test rapidi e di fare in modo che ci sia il minor numero di giorni di dubbio e che si dia una risposta subito ai ragazzi». Lo ha detto il governatore lombardo Attilio Fontana parlando del protocollo che la Regione sta elaborando per la gestione dei casi Covid a scuola. «Si deve sapere se sono positivi o negativi, in modo che se sono positivi vadano in isolamento. Il protocollo va nella direzione giusta e speriamo di poterlo applicare presto», ha aggiunto Fontana.

  • Il sindaco di Alzano: «Al via anno delicato e cruciale»

    «Auguri sinceri e affettuosi a tutti i bambini, i ragazzi e alle loro famiglie per questo inizio scolastico così particolare e un augurio particolare, per un buon lavoro, ai docenti e a tutto il personale scolastico, per il loro ruolo fondamentale, che quest'anno è ancora più delicato e cruciale». È il commento del sindaco di Alzano Lombardo, Camillo Bertocchi, per il riavvio delle scuole nel comune epicentro dell'epidemia da coronavirus. «Oggi un giorno speciale per tutti: ragazzi, famiglie, docenti ed in generale per tutta la comunità, soprattutto un giorno speciale anche perché segna l'inizio di una nuova fase in questa nuova dimensione, in cui tutti, per un po', dovremo convivere - ha aggiunto -. I preparativi hanno comportato un grande lavoro collegiale sollecitato e avviato fin da fine giugno e, nonostante la difficoltà di reperire indicazioni ministeriali, l'impegno di tutti ha consentito di essere finalmente pronti. Sarà necessaria una costante attività di monitoraggio e confronto, soprattutto nei primi giorni di scuola, per comprendere la situazione reale e valutare anche eventuali correttivi e migliorie. La richiesta è quindi quella della massima collaborazione e responsabilità da parte di tutti».

  • Cirio (Piemonte): «Inaccettabile 20mila cattedre vuote»

    «Inizio la scuola con 20mila cattedre vuote in Piemonte, 20mila insegnanti che mancano, soprattutto quelli di sostegno. Nell'anno del Covid, e con tre mesi di tempo, è ingiustificabile». Lo afferma il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio. «In Piemonte ci sono bambini che hanno la necessità di essere assistiti - aggiunge intervistato da Sky - e che questa mattina non hanno trovato l'insegnante. In un Paese civile non è accettabile».

  • Fontana (Lombardia): ripartenza è sensazione di normalità

    «Sono soddisfatto innanzitutto perché la scuola è ricominciata. Ho sempre detto che era fondamentale che ricominciasse la scuola per dare una sensazione di ritorno alla normalità». Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana a margine della sua visita all'Istituto di istruzione superiore Lagrange di Milano in occasione del primo giorno di scuola. «Presidi e personale scolastico hanno lavorato in modo molto positivo, anche se c'è qualche evidente problema nella copertura (degli insegnanti, ndr) delle classi, problemi che avrebbero dovuto essere anticipati e invece sono stati ritardati creando qualche problema. Lo dico da tempo: se ci fosse maggiore autonomia, non vivremmo queste preoccupazioni», ha aggiunto Fontana.

    Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. (ANSA / MATTEO BAZZI)
  • A Norcia l’anno scolastico comincia in nuovi istituti

    Il nuovo anno scolastico in tempi di Covid a Norcia è iniziato con una doppia inaugurazione: quella dell'istituto superiore temporaneo “De Gasperi-Battaglia” e della definitiva scuola materna. Due nuovi plessi che permettono a tutti gli alunni di frequentare le lezioni in presenza. La struttura delle Superiori dà anche, dopo il sisma del 2016, di dare una collocazione certa agli studenti, molto dei quali costretti in questi anni a fare lezione prima nelle tende e poi nei container.

  • Alla Leopardi di Roma traffico e genitori in coda

    Qualche assembramento e un po' di traffico per il primo giorno di scuola della 'Giacomo Leopardi' di Roma. L'istituto comprensivo pubblico 'Parco della Vittoria', che si trova all'interno del parco naturale di Monte Mario, lungo la via Trionfale, comprende sia una materna comunale che una scuola primaria: per le due scuole gli ingressi sono stati scaglionati e divisi; la scuola dell'infanzia, in particolare, deve sfruttare un cancello posteriore. Secondo le norme della scuola, i bambini devono essere accompagnati da un genitore fino alla porta della classe, ma senza poter entrare in aula; prima dell'ingresso viene misurata la temperatura a bimbi e ad adulti, e il dato viene registrato su un foglio che poi deve essere firmato. Questo, spiega la madre di un bambino della materna, unito ai dubbi del personale sulle corrette procedure da mettere in atto, ha creato assembramenti di genitori all'ingresso. Il problema sollevato dalle maestre invece è più di ordine didattico: l'obbligo di distanziamento e di mascherina toglie alle docenti la possibilità di abbracciare e toccare fisicamente i bambini, oltre che di mostrare loro le espressioni del volto, il che, specie con i più piccoli, può creare delle difficoltà. Infine, disagi al traffico: la stretta via asfaltata che dalla Trionfale sale al complesso della scuola nel parco è stata interdetta al traffico dai vigili urbani dalle 8 alle 8,30 per evitare intasamenti tra chi sale e chi scende, e così sarà anche nei prossimi giorni. Questo ha creato congestioni nelle vie limitrofe, dove i genitori hanno dovuto lasciare le auto per accompagnare i figli a piedi lungo la salita.

  • Codogno, dirigente scrive lettera a studenti

    Una lettera ai suoi studenti, alle relative famiglie e a chi lavora nella sua scuola. Ha deciso di scriverla la dirigente scolastica dell'Istituto comprensivo Ognissanti di Codogno Cecilia Cugini. «Sono stati mesi duri, difficili: l'isolamento, la paura, la malattia e la sofferenza per noi e per i nostri cari ci hanno provato nel corpo e nell'animo - vi si legge tra l'altro -, e siamo tutti consapevoli che dovremo purtroppo convivere con questo terribile virus ancora per il futuro. È per questo che non dovremo mai abbassare la guardia e osservare scrupolosamente, in ogni momento della nostra giornata scolastica, le indicazioni e le regole che ormai accompagnano la nostra quotidianità: igiene delle mani, distanziamento fisico, cura della propria salute, pulizia degli ambienti in cui soggiorniamo, corretto indosso della mascherina. Il periodo che ci aspetta - continua la preside - è pieno di incognite e non vi nascondo che nutro apprensione e a volte scoramento. Pian pianino le tessere di questo complicato mosaico organizzativo, didattico e amministrativo stanno andando a posto. Ci saranno sicuramente altri momenti difficili, non nascondiamocelo… ma se ce l'abbiamo fatta fino ad ora, non c'è motivo di arrendersi proprio adesso. Abbiamo dimostrato a tutti che non ci arrendiamo, e lo faremo ancora guardando con dignità e determinazione verso il futuro. Ringrazio tutti - conclude - per il lavoro svolto, per la disponibilità che questa comunità (nel senso più largo del termine) ha dimostrato nei confronti della scuola e auguro a tutti di cuore un buon anno scolastico».

  • Torino, anche l'applauso per salutare il nuovo anno

    Mani di genitori che salutano da lontano e, improvvisamente, un applauso mentre i bambini si avviano verso la porta d'ingresso. Succede anche questo in un primo giorno di scuola che ha un sapore diverso da tutti gli inizi d'anno scolastico vissuti finora. Alla scuola elementare dell'istituto comprensivo Marconi Antonelli di Torino, questa mattina il rito del primo giorno si è ripetuto in modo diverso dal solito, così come nelle altre scuole della città, fra ingressi scaglionati, mascherine e distanziamento. Per garantire il rispetto delle norme anti Covid-19 i genitori non hanno potuto accompagnare i figli fino alla porta d'ingresso, ma sono rimasti fuori dalla cancellata che circonda il cortile, dove sono stati posizionati cartelli con le lettere delle diverse sezioni. Uno a uno i bimbi sono entrati ordinatamente raggiungendo le maestre mentre mamme e papà, con la mascherina ben calzata sul volto, salutavano con la mano. Un saluto che è diventato corale, trasformandosi in applauso, nel momento in cui la classe si è mossa per entrare a scuola e iniziare questo nuovo anno.

  • Il sindaco di Genova Bucci: mai più banchi vuoti

    «Tutto è scuola: tutto fa diventare grandi. La didattica non si è fermata nei mesi scorsi, il resto purtroppo sì. Riprendetevi quel tempo e osservate con attenzione tutte le regole sanitarie che sono previste: non vogliamo più vedere banchi vuoti!». Così il sindaco di Genova Marco Bucci augura, dalle sue pagine social. un buon inizio di scuola agli studenti, agli insegnanti e al personale scolastico genovese. «Cari ragazzi - scrive Bucci -, l'emozione che state per provare rientrando a scuola dopo tanti mesi sarà unica! Un momento particolare delle vostre vite nel quale ritroverete amici, compagni e insegnanti. Godetevi questo giorno importante, tornate a vivere la scuola apprezzandone ogni momento: dal viaggio da casa alla mattina, al momento in cui tornerete per raccontare ai vostri genitori quelli che è successo». IL sindaco conclude con un ringraziamento «per l'impegno e la dedizione» a «maestri e professori e al personale delle scuole di Genova».

  • Al via le lezioni anche ad Alzano e Nembro

    Trepidazione, emozione e anche un po' di apprensione caratterizzano la riapertura delle scuole stamattina ad Alzano Lombardo e Nembro, i due paesi bergamaschi della valle Seriana che sono stati, a marzo e aprile, epicentro dell'emergenza sanitaria per il Covid-Sars2. Le operazioni di accesso alle scuole elementari e medie, ma anche al liceo, si sono svolte regolarmente. «I ragazzi sono preparati e sanno che devono comportarsi così - commenta un genitore -. Sono responsabili e hanno rispettato tutte le norme, ben consci che questo sarà un anno un po' particolare per loro e anche per noi. Vederli con indosso una mascherina è un po' singolare, ma di alternative non ce ne sono». Qui erano arrivati, primi in Italia come simbolo e già tre settimane fa, i primi banchi inviati dal governo.

  • Toti (Liguria): torniamo a costruire il futuro del Paese

    «In bocca al lupo agli oltre 160mila studenti liguri che dopo 7 mesi di stop torneranno finalmente in classe. E grazie agli insegnanti, al personale scolastico, ai presidi e alle famiglie che con impegno e tanti sacrifici hanno permesso al nostro Paese di tornare oggi a costruire un pezzo importante del proprio futuro, che vive con la scuola e con i nostri giovani». Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti stamani via Facebook commenta la ripartenza della scuola dopo lo stop a causa del coronavirus. «Inizia un anno diverso, inedito, con regole nuove da seguire insieme, con un nuovo modo di condividere il tempo e gli spazi ma vi auguro con lo stesso entusiasmo e la stessa voglia di imparare e di stare insieme. - commenta - Buon rientro a scuola bambini e ragazzi, conservate per sempre l'emozione unica e la curiosità di questo giorno: così si diventa grandi e da qui si riparte insieme».

  • Primarie e medie a Milano, solo sei classi fuori dalle aule

    Su circa 250 scuole elementari e medie di Milano, sono al momento solo sei le classi rimaste “fuori”. Al momento ci sono solo 6 classi (le altre non hanno problemi) della scuola elementare di via Graf che per oggi non riprendono dentro le aule. Domani e per tutta la settimana faranno lezione al parco vicino. E se pioverà o ci saranno altri problemi usufruiranno dei locali della parrocchia. Dal Comune fanno sapere che rientreranno nelle loro classi dopo il referendum.

  • Primo giorno anche per il figlio del premier Conte

    Primo giorno di scuola anche per il figlio del premier Giuseppe Conte, Niccolò, arrivato questa mattina alla scuola media Belli -Col di Lana, nel quartiere Prati, dove frequenta la classe terza. I ragazzi sono stati accolti dalla dirigente scolastica. Il presidente del Consiglio, atteso da telecamere e giornalisti all'entrata dell'istituto, non si è visto.

  • Al via anche in Piemonte, si misura febbre a ingressi

    «Febbre misurata, autocertificazione firmata». Anche a casa del governatore del Piemonte, Alberto Cirio, ci si prepara all'inizio dell'anno scolastico rispettando l'ordinanza regionale che impone alle famiglie di certificare la temperatura dei figli e alle scuole di verificarla. «In casa Cirio ci si prepara per andare a scuola», scrive sul suo profilo Facebook il presidente della Regione, commentando la foto in cui misura la temperatura alla figlia. L'ordinanza regionale ha suscitato nei giorni scorsi numerose polemiche, ma le scuole si sono adattate alle disposizioni. Al momento, viene segnalata qualche coda di studenti all'ingresso di alcuni istituti, ma in generale non risultano esserci state particolari criticità. Molte le scuole che si sono attrezzate con termoscanner, differenziando gli ingressi per evitare gli assembramenti.

  • Al Liceo Cremona di Milano inizio con qualche timore

    Un sensazione di “stranezza” nel riprendere le lezioni in aula mista a “timore” per i possibili contagi e alla “voglia di ricominciare” . Così vivono il rientro in classe gli studenti e le studentesse del Liceo Scientifico statale Luigi Cremona di Milano, che è stato al centro delle cronache cittadine perché alcuni alunni di una classe quinta si trovano già in isolamento a casa per avere frequentato un compagno risultato positivo al rientro dalle vacanze. «Il ragazzo risultato positivo è nella nostra classe e ci hanno scritto il 7 settembre dalla scuola dicendoci che avremmo iniziato il giorno dopo ma con la didattica online, proprio per questo motivo - ha spiegato una studentessa -, perché c'era stato questo caso e la scuola voleva essere sicura». Gli studenti che non hanno avuto contatti con lui da questa mattina tornano in aula mentre gli altri studenti che hanno avuto contatti stretti «continuano la didattica online», come hanno spiegato i compagni. I ragazzi sono arrivati davanti alla scuola e si sono messi in fila per entrare, si è creata una piccola coda sul marciapiede ma tutti gli studenti indossavano la mascherina. «Siamo tutti un po' preoccupati ma sta a noi dimostrare maturità e osservare le regole», ha spiegato una studentessa che poi ha aggiunto come la scuola «si è organizzata per affrontare gli eventuali casi». «Un po' rappresenta un rischio il tornare a scuola. Vedremo come saranno gestiti i casi eventuali ma stare a casa è certamente peggio», ha aggiunto un altro ragazzo, mentre secondo altri «la scuola non è un luogo di contagio e lo ha dimostrato anche il caso dello studente risultato positivo che si è ammalato in vacanza». Anche al liceo Cremona le classi entrano ad orari e ingressi scaglionati e la didattica rimane mista, online per alcune classi e in presenza per altre.

  • Casellati: tenere aperta la scuola sia priorità per tutti

    «La mancanza della scuola reale, per questi lunghi sei mesi, ci ha evidenziato ancora di più la sua importanza per la società. Ed è per questo che oggi voglio dire con forza: basta con le incertezze. Tenere aperte le scuole tutti i giorni e senza criticità deve essere una priorità per tutti, perché stare in classe significa condivisione, crescita psicologica e sociale. Da qui riparte il Paese ed insieme le speranze dell'Italia. Buona scuola a tutti!». Lo dice la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati in un videomessaggio che ha pubblicato sui suoi canali social con una riflessione sulla riapertura della scuola.

  • Azzolina: anno complesso, andrà tutto bene

    «Gli studenti hanno tanta voglia di tornare in classe e riappropriarsi della socialità. Questo sarà un anno complesso, lo sappiamo, ma abbiamo lavorato tanto e costruito una strategia di prevenzione che funzionerà se ognuno farà responsabilmente la propria parte. Essere a Vo’ è un segnale importante per un territorio che ha sofferto ma che non ha mai abbandonato gli studenti. Sarà una bellissima giornata». Così la ministra Lucia Azzolina, stamani, ad Unomattina, augurando buon anno scolastico a studenti e studentesse.

    La ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina. (ANSA/POOL/ROBERTO MONALDO)
  • Si ritorna in aula a Codogno, presto mascherine bio

    Alle otto di questa mattina i circa 4.000 studenti di Codogno, da quelli che frequentano la scuola primaria a quelli delle superiori, come l'Istituto Tecnico Agrario Tosi, sono ritornati sui banchi. Le scuole del comune dove è stato accertato il primo caso di coronavirus in Italia sono state chiuse a partire dal 22 febbraio scorso, il giorno dopo l'accertamento del primo caso di coronavirus in Italia. E lo stesso è accaduto per gli altri nove comuni poi isolati in zona rossa. Al suono della campanella che dà il via alle lezioni il sindaco Francesco Passerini accompagnato dagli assessori all'Istruzione e ai Lavori Pubblici che in questi mesi, assieme al dirigente scolastico dell'Istituto Comprensivo (scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado), hanno organizzato la riapertura nel rispetto delle norme anti-Covid, girerà per alcune scuole per l' augurio di «buon inizio» agli allievi perché «sarà un anno delicato e complicato». Per l'occasione il sindaco donerà alla scuola media Ognissanti 5 mila mascherine chirurgiche. E proprio a proposito si mascherine, ha annunciato, non tra molto dovrebbero arrivare quelle biodegradabili, «in modo da preservare l'ambiente. È già stata contattata un'azienda lombarda che le produce e siamo in attesa del preventivo».

  • Mattarella inaugura anno scolastico a Vo'

    Il nuovo anno scolastico sarà inaugurato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella presso la Scuola primaria 'Guido Negri' di Vo' (Padova) oggi pomeriggio, a partire dalle 16.30. Presenzieranno alla cerimonia il presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, il segretario d'aula Francesco Scoma - in rappresentanza del presidente della Camera Roberto Fico -, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D'Incà e la viceministra dell'Istruzione Anna Ascani. Ad animare la cerimonia saranno gli alunni degli istituti che sono stati selezionati nell'ambito del concorso annuale del Ministero dell'Istruzione per aver realizzato i migliori percorsi didattici sui temi dell'educazione, della legalità, dell'integrazione e della lotta ai fenomeni di bullismo.

    Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. (EPA/Francesco Ammendola)
  • Oggi suona campanella per 5,6 milioni studenti

    Dopo circa sei mesi - le lezioni non sono più state in presenza dal 5 marzo in tutta Italia, da due settimane prima in alcune regioni del Nord - torna a squillare la campanella nelle scuole italiane: sono oltre 5,6 milioni gli alunni che riprenderanno le lezioni oggi in classe. Complessivamente sono 8,3 milioni le studentesse e gli studenti che rientrano quest'anno tra i banchi: 7.507.484 negli istituti statali, ai quali si aggiungono i circa 860 mila delle paritarie. Quelli delle scuole statali saranno distribuiti in 369.048 classi. Di questi, 876.232 sono iscritti alla Scuola dell'infanzia, 2.384.026 alla Primaria, 1.612.116 alla Secondaria di primo grado, 2.635.110 alla Secondaria di secondo grado. Si registra un leggero calo degli alunni: lo scorso anno erano 7.599.259. Sempre nella scuola statale, studentesse e studenti con disabilità aumentano dai 259.757 di un anno fa ai 268.671 di quest'anno. Di questi, 19.907 frequenteranno la Scuola dell'infanzia, 100.434 la Primaria, 70.431 la Secondaria di primo grado, 77.899 la Secondaria di secondo grado. Nelle Secondarie di II grado statali 1.327.443 ragazze e ragazzi frequenteranno un indirizzo liceale, 830.860 un Istituto tecnico, 476.807 un Istituto professionale.(

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