Attualità

Scuola, ultime notizie: il 26 settembre sindacati in piazza. Misurazione febbre, ministero Istruzione impugna ordinanza Piemonte

● A Milano 4 classi in isolamento per i primi casi positivi
● Ministro Azzolina: bilancio ok, ripartenza non scontata
● In Lombardia da coprire oltre 15mila cattedre
● Furlan (Cisl): scuola non era pronta a riapertura. Mancano professori e banchi



  • Snals: troppa improvvisazione, è falsa partenza

    Il 26 settembre i sindacati scenderanno in piazza aderendo alla manifestazione per la scuola promossa da Priorità alla scuola “perchè la situazione è gravissima”. Lo ha detto Elvira Serafini dello Snals alla conferenza stampa sulla scuola. “La situazione è critica - ha spiegato - l'organico previsto per il Covid è solo del 10%, non si riuscirà a coprire le esigenze reali della scuola, c'è tanta improvvisazione, quella avviata è una falsa partenza”.

    “Da sempre i sindacati hanno chiesto tavoli di confronto siamo aperti alla collaborazione - ha detto Serafini - anche quando c'è stato il muro abbiamo ribadito che siamo pronti a collaborare per il bene dell'istruzione. C'è stato un lavoro sottile di chi ha voluto screditarci, ma non è assolutamente l'idea dei sindacati chiedere la didattica a distanza, la scuola per noi deve essere in presenza, nessun docente mai è stato invitato a fare richiesta di lavoratore fragile quando non ce ne erano le condizioni”.

  • Francia: 81 scuole chiuse, sono lo 0,13% del totale

    Ad oggi, a causa del Coronavirus, “81 istituti scolastici sono stati chiusi e un po' più di 2.100 classi. Abbiamo circa 1.200 nuovi casi fra gli studenti rispetto alla settimana scorsa”: lo ha annunciato il ministro dell'Educazione, Jean-Michel Blanquer, parlando alla tv LCI. “Sono cifre che restano molto limitate - ha osservato il ministro - e che corrispondono allo 0,13% delle scuole”.

  • Unicef: metà degli studenti del mondo senza scuola

    Circa 872 milioni di bambini in età scolare di 51 Paesi - ovvero la metà della popolazione studentesca mondiale - non sono ancora in grado di tornare a scuola a causa del coronavirus. E' l'allarme lanciato dal direttore esecutivo dell'Unicef, Henrietta Fore, che sottolinea il persistere dell'emergenza, anche se al culmine della pandemia, ha sottolineato, a chiudere i battenti erano state le scuole di 192 Paesi, per un totale di 1,6 miliardi di studenti. Oggi, un Paese su 4 non ha ancora fissato una data per la riapertura. “Milioni di questi bambini hanno avuto la fortuna di continuare a studiare a distanza tramite la radio, tv o Internet. Tuttavia, i dati Unicef, mostrano che per almeno 463 milioni non c'è stata questa possibilità”, ha detto Fore a un briefing dell'Oms sull'impatto del coronavirus sui bambini.

  • In quarantena alcuni studenti di un liceo di Rimini

    Alcuni studenti di due classi di un liceo scientifico di Rimini sono finiti in isolamento domiciliare perché, in base alle indagini epidemiologiche, hanno avuto contatti ravvicinati con un giovane di un altro istituto risultato positivo al coronavirus prima di rientrare a scuola. A riportare la notizia è la stampa locale. Gli studenti posti in quarantena hanno ricevuto la comunicazione dal Servizio di Igiene pubblica nel weekend prima dell'inizio della scuola e, come precisa l'Ausl Romagna, non si sono mai presentati in classe.

    Così hanno fatto anche i loro compagni di classe non tenuti all'isolamento, i quali hanno preferito comunque rimanere a casa. Il preside ha sottolineato sui quotidiani che il contagio è avvenuto al di fuori della scuola e di non aver ricevuto comunicazioni ufficiali dall'azienda sanitaria. Al momento, dunque, non c'è nessun caso di positività tra gli studenti del liceo.

  • Sindacati: 30mila prof immessi in ruolo, solo il 35%

    Sono state effettuate finora 30.000 immissioni in ruolo di docenti su un contingente di 85 mila (il 35,3 %), dato peggiore del 2019/20, quando a fronte di un contingente pari a 53.627 posti sono state effettuate 21.236 assunzioni (il 39,6%). Per il sostegno, su oltre 21.000 posti, sono stati assunti meno di 2.000 docenti. Sono i dati forniti dai sindacati della scuola che oggi hanno indetto la conferenza stampa “Scuola quale ripartenza?” indetta da Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda. “I numeri sono impietosi, abbiamo un record storico di precari, sono oltre 210 mila. E' un record mondiale per il precariato”, ha commentato Pino Turi segretario Uil Scuola. I sindacati indicano che sono solo 2.500 le assunzioni con la cosiddetta “chiamata veloce”. “Sono rimaste 60 mila cattedre vuote”, ha lamentato anche Elvira Serafini dello Snals.

  • Cgil: dal Governo non c'è stata attenzione alla scuola

    “Tutti chiediamo che sulla scuola ci sia quell'attenzione che anche questo Governo non ha riservato; non è il primo, anche se c'è stato in passato chi ha massacrato la scuola con i tagli. L'obiettivo deve essere rilanciare la scuola pubblica. La manifestazione del 26 settembre ha questo come tema”. Lo ha detto il segretario della Cgil Scuola, Francesco Sinopoli alla conferenza stampa dei sindacati della scuola per fare il punto sulla ripartenza. Per Sinopoli il Governo ha accumulato ritardi, “se le risorse si fossero stanziate a maggio, la riapertura sarebbe stata più semplice” e sulle assunzioni, “ora è evidente che la strada da noi indicata era la più sensata”.

  • “Priorità alla scuola”, il 26 settembre sindacati in piazza

    I sindacati della scuola saranno in piazza il 26 settembre per la manifestazione Priorità alla scuola: lo hanno ribadito oggi tutte le sigle sindacali - Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda - presenti in conferenza stampa. “La iniziativa del 26 è solo una manifestazione non uno sciopero, chi parla di sciopero sbaglia”, ha chiarito Maddalena Gissi (Cisl) . Sinopoli (Cgil) ha detto che il 25 settembre ci sarà una assemblea dei quadri e il 26 la manifestazione “noi vogliamo essere protagonisti di questo cambiamento la scuola così come è non ci piace e va cambiata”.

  • Azzolina: già nominati 70mila supplenti

    “Ora per ora stiamo nominando i supplenti: solo oggi sono 25 mila quelli nominati, sinora ne abbiamo nominati 70 mila, domani ci saranno altre convocazioni, per il 24 avremo i docenti in cattedra. In passato i supplenti arrivavano a ottobre in classe, con graduatorie cartacee. Una parte di questa procedura ora è digitalizzata: sono giunte 1 milione e 900 mila domande. Così la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina a Carta Bianca. La ministra ha assicurato che il concorso straordinario a ottobre si farà.

  • Azzolina: escludo un nuovo lockdown come a marzo

    “Mi sento di escludere un nuovo lockdown generalizzato della scuola: non siamo più quelli di marzo, abbiamo lavorato, le conoscenze scientifiche si stanno evolvendo. I protocolli servono ad isolare i positivi ma ci auguriamo che un lockdown della scuola non sia più pensabile”. Così la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina a Carta Bianca.

  • Consiglio Calabria: posticipare al 28 inizio lezioni

    Rinviare l'inizio dell'anno scolastico in Calabria, inizialmente fissato al 24 settembre, al 28 settembre negli istituti che saranno seggi elettorali il 20 e 21 settembre. È quanto si afferma in una mozione d'indirizzo approvata dal Consiglio regionale della Calabria con il voto favorevole dei 16 consiglieri presenti su 31. Con la mozione “s'impegna il Presidente della Giunta regionale e l'esecutivo a valutare la possibilità di posticipare l'inizio dell'anno scolastico, almeno alla data dal 28 settembre 2020, solo negli istituti scolastici sede di seggio elettorale, al fine di garantire un rientro a scuola più sicuro e per dare maggiore tranquillità e serenità alle famiglie, agli studenti e agli addetti ai lavori”.

  • Studente cade dal lucernaio in un edificio messo a disposizione da un privato per i nuovi spazi Covid, aperta indagine

    Studente cade dal lucernario, la procura di Arezzo apre un fascicolo per lesioni colpose. Le indagini, portate avanti dai carabinieri di Sansepolcro (Arezzo) dove è avvenuto il fatto, stanno cercando di fare chiarezza sulla dinamica dell'incidente verificatosi intorno alle 10.30 di ieri durante l'orario di ricreazione in un edificio adiacente l'istituto professionale Buitoni frequentato dallo studente sedicenne attualmente ricoverato all'ospedale fiorentino di Careggi per le fratture riportate. Nel fascicolo, che sarebbe ancora senza alcun nome iscritto, si ipotizza il reato di lesioni colpose. L'edificio dove è accaduta la caduta sarebbe un privato che lo avrebbe messo a disposizione della scuola che necessitava di nuovi spazi per le norme Covid. Gli investigatori sono chiamati a capire con esattezza chi ricopra il ruolo di responsabile per la sicurezza all'interno della scuola e se altre figure possano essere coinvolte a vario titolo in quanto accaduto.

  • A Milano 4 classi in isolamento per i primi casi positivi

    Primi casi di positività tra gli alunni e gli operatori e prime 4 classi in isolamento a Milano. Lo ha comunicato l'Ats del capoluogo lombardo. “Viste le numerose richieste sul tema dei rientri a scuola - scrive l'Ats Città Metropolitana di Milano in una nota - comunichiamo che oggi sono state ricevute segnalazioni di 4 casi di tamponi positivi al Covid-19 (uno in una scuola primaria, uno in una scuola dell'infanzia, uno in un nido e uno in un nido/scuola dell'infanzia) che hanno portato all'isolamento delle classi frequentate” dai soggetti. Nel caso del nido, è stata isolata anche una educatrice.

  • Scuola: protesta Anli, sciopero fame per avere nostri diritti

    “Sciopero della fame e proteste davanti agli Uffici scolastici regionali'. E' la protesta organizzata dall'Associazione Nazionale Liberi Insegnanti. “La nostra è una storia annosa che non ha mai avuto una soluzione né politica né giudiziaria per mancanza di volontà da ambo le parti”, spiega Alessandra Gammino Presidente Anli. Una vicenda iniziata “nel 2007 con il Governo Fioroni con il cambio delle graduatorie fino a sfociare con un maxi ricorso nel 2014 tramite il Consiglio di Stato con sentenza passata in giudicato per 10.000 Diplomati Magistrali e per gli altri 10.000 no... Una sentenza che ancora oggi ha del mistero”.

  • Scuola: le uniche linee guida sono quelle dell’Iss

    Le uniche linee guida per la gestione dei casi sospetti di Covid-19 nelle scuole sono rappresentate dal documento 'Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell'infanzia', realizzato dal gruppo di lavoro dell'Istituto Superiore di Sanità. Il documento è stato approvato all'unanimità dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, da ANCI e UPI il 28 agosto”. Lo afferma in una nota il ministero della Salute.

  • Cirio: ordinanza tutela salute,la difenderemo

    Difenderemo con forza l'ordinanza perché siamo convinti sia utile e necessaria, oltre a ricadere appieno nelle competenze della Regione, tra le quali c'è quella di tutelare la salute dei suoi cittadini”. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, commenta così la decisione del governo di impugnare davanti al Tar l'ordinanza che impone di verificare la temperatura degli studenti alle scuole, “peraltro già applicata senza particolare difficoltà - osserva il governatore - come evidenziato dall'avvio dell'anno scolastico”.

  • Positivo durante homeschooling in Alto Adige

    Uno studente della scuola professionale di lingua tedesca a Bolzano è risultato positivo al coronavirus, ma era in homeschooling e per questo non è scattata la quarantena per i compagni di classe. La maggior parte delle nuove infezioni in Alto Adige riguardano nuovamente viaggiatori di ritorno dai Paesi dell'Europa sudorientale e orientale (Romania, Bulgaria, Albania, Ucraina). Inoltre ci sono pazienti sintomatici “autoctoni” e contatti stretti di persone infettate già registrate. Una persona risultata positiva è collegata al salumificio di Chiusa, uno studente risultato positivo è un contatto stretto di una persona già registrata positiva.

  • Roma, ambulatorio mobile per test immediati

    Consegnato, allestito e pronto a partire il primo dei due ambulatori mobili della ASL Roma 5 . Nelle scuole l'Unità mobile interverrà nel caso in cui si riveli la positività di uno studente o docente, con necessità di effettuare uno “screening” su tutta o parte della popolazione scolastica dell'istituto. L'Unità mobile, costituita da personale infermieristico e tecnico (ove necessario supportati da un medico) sarà utilizzata per intervenire tempestivamente, per l'esecuzione di test antigenici rapidi, in caso di rischio di diffusione del virus nelle scuole, al fine di fornire nel giro di pochissimo tempo il referto a studenti e docenti. A bordo del mezzo è installato un analizzatore F-200, analogo a quello presente negli aeroporti e nei drive-in - in grado di fornire in 30 minuti l'esito della ricerca antigenica sul tampone

  • 118, misurazione febbre e saturazione non a casa

    “La misurazione della temperatura e la saturazione del sangue, cioè dei parametri vitali, sono compiti istituzionali, non possono essere in carico alle famiglie. Devono essere fatti a scuola”. Lo ha detto il presidente nazionale dei Sistemi 118, Mario Balzanelli, nell'ambito del Premio Sis 118 ai “Giornalisti dell'emergenza sanitaria” oggi a Roma. “Se tra gli studenti, i professori, il personale non docente vi è un caso sospetto, non si può far rientrare la persona in famiglia a casa prima dell'esito del test, allertando prima di tutto la centrale operativa del 118, con il rischio di infettare i parenti”.

    Primo giorno di scuola al liceo Gioberti di Torino. Misurazione della temperatura e mascherine per entrare in aule (Ansa)
  • Regione Lazio: 24,5mln a nidi pubblici e convenzionati

    La Regione Lazio assegna 24,5 milioni di euro agli asili nido pubblici e privati convenzionati. Lo rende noto la Regione. I fondi, derivanti dal Miur, sono stati ripartiti in quattro obiettivi: 10 milioni ai Comuni per il sostegno alle spese di gestione degli asili nido pubblici e privati convenzionati per l'anno 2019/2020, in aggiunta alle somme riconosciute dalla programmazione regionale (pari a 10,5 milioni); altri 10 milioni per l'anno 2020/2021; 2,5 milioni per lo scorrimento della graduatoria relativa alla riqualificazione degli edifici di proprietà pubblica destinati ai servizi di scuola dell'infanzia e asili nido; e infine, oltre 2 milioni sono riservati al potenziamento e alla qualificazione del personale educativo e docente. Quest'ultima azione riguarda la formazione continua e la promozione dei coordinamenti pedagogici territoriali. “Con un investimento di 24,5 milioni di euro - commenta il governatore Nicola Zingaretti - aggiungiamo un tassello importante al percorso di ripartenza, a favore degli asili nido pubblici e privati. Grazie a questi fondi sarà possibile avere un sostegno alle spese di gestione, alla riqualificazione degli edifici di proprietà pubblica e alla formazione dei lavoratori. Sappiamo quanto sia cruciale investire sulla scuola che in questo momento sta tornando a fare parte della quotidianità delle famiglie e lo scopo degli interventi è ampliare e sostenere la rete dei servizi per bambine e bambini nella fascia di età compresa tra zero e sei anni ed evitare in ogni modo che i costi possano gravare sulle famiglie”. “La Regione Lazio - spiega l'assessore alle Politiche Sociali Alessandra Troncarelli - conferma l'impegno in favore dei servizi educativi per i più piccoli. Tra gli ultimi provvedimenti adottati, ricordo il bando rivolto ai Comuni per l'erogazione di contributi volti alla riduzione delle rette a carico delle famiglie per l'anno educativo 2020/2021 con uno stanziamento di 6,2 milioni di euro. E, ancora, l'avviso pubblico per riqualificare edifici scolastici di proprietà pubblica, già esistenti e sottoutilizzati, al fine di farne 'Poli per l'Infanzia', promuovendo progetti di continuità pedagogica per la fascia 0/6 anni. A questa iniziativa sono destinati 975mila euro. Abbiamo dato il via libera, inoltre, allo scorrimento della graduatoria per la riqualificazione degli edifici di proprietà pubblica destinati ai servizi di scuola dell'infanzia e asilo nido, con un investimento di 7,2 milioni. Con questi ulteriori fondi - conclude Troncarelli - si rafforza il nostro impegno in favore delle famiglie e delle amministrazioni locali”.

  • 118, se caso sospetto ambulanza e test rapido

    Un caso sospetto di Coronavirus a scuola impone la chiamata immediata alla centrale operativa del 118, il triage telefonico, l'invio di un mezzo di soccorso dedicato e il test rapido. In classe durante le lezioni gli studenti si proteggeranno con la visiera para-droplets e indosseranno la mascherina solo quando il distanziamento sarà impossibile. Sono alcuni dei punti previsti dalle Linee di indirizzo del Sistema 118 sul contrasto alla Covid-19 nella scuola che vengono poste all'attenzione del Presidente del Consiglio e dei Ministri della Salute e dell'Istruzione in base alla visione strategica maturata sul campo, in ambito specifico extraospedaliero.

    Le linee di indirizzo della Sis 118 prevedono poi che gli istituti scolastici vengano dotati di termo-scan e saturimetro per studenti, docenti e personale scolastico in modo da individuare il più velocemente possibile un caso sospetto di Covid-19. Nel documento si legge ancora: “È di assoluta importanza strategica assicurare le 3 fasi di intercettazione precoce, isolamento precoce, terapia precoce dei casi affetti da Covid-19 e garantire la più tempestiva esecuzione del test rapido molecolare”. Quando l'equipaggio del 118 arriva a scuola provvede, nella stanza dedicata al temporaneo isolamento dei casi sospetti, alla rilevazione dei segni vitali, alla valutazione clinica complessiva del soggetto (eventualmente inclusiva di ecografia polmonare) ed alla effettuazione di test rapido molecolare mediante tampone naso-faringeo. Se non si dispone di tecnologia in grado di effettuare diagnosi in loco, il tampone viene portato nel laboratorio dell'asl competente con obbligo di risposta entro 120 minuti. In caso di riscontro positivo alla infezione, il 118 provvederà ad accompagnare in condizioni di elevato biocontenimento, la persona positiva al proprio domicilio se asintomatico o paucisintomatico (nel caso di uno studente eventualmente insieme con il genitore) o al trasporto protetto in ospedale Covid se è sintomatico “maggiore”. “È un momento delicatissimo per la vita del nostro Paese, per il futuro dei nostri figli e della comunità nazionale”, sostiene Mario Balzanelli, presidente nazionale della SIS118. E conclude: “Non possiamo permetterci errori, contagi, ricoveri e morti evitabili, chiusura delle scuole subito dopo l'apertura, come già accaduto in numerosi Paesi. Indispensabile, a nostro parere, l'osservanza di alcune raccomandazioni essenziali ed insostituibili e l'implementazione di percorsi gestionali fondamentali, già ampiamente collaudati”.

  • Treviglio, tamponi “drive in” a studenti e docenti

    Anche studenti e docenti inviati dagli istituti scolastici possono ora sottoporsi al tampone 'drive in' attivo da fine luglio nel piazzale dell'ospedale di Treviglio (Bergamo). “L'aumentata richiesta di screening sulla popolazione al fine del miglior contenimento della diffusione del virus, la riapertura delle scuole ed il ritorno dei turisti da paesi considerati a rischio, impone una sempre più ampia e tempestiva risposta alla domanda di tamponi”, spiega l'Asst Bergamo Ovest in una nota . Il servizio 'Drive-Through' ha già permesso di sottoporre al tampone 2 mila turisti rientranti da Grecia, Spagna, Malta e Croazia, compresi tutti quei cittadini segnalati dai medici di medicina generale e dai pediatri di famiglia. Ora, con accesso diretto e autocertificazione, dalle 9 alle 13, dal lunedì al sabato, il 'drive in' accoglie anche studenti e personale scolastico inviati dagli istituti scolastici. Il servizio è già attivo, ma non sono ancora stati sottoposti al tampone studenti e docenti. A breve, inoltre, saranno attivate nuove sedi per il servizio a Ponte San Pietro, nei locali della Protezione civile, a Martinengo, nel tendone di fronte alla sede degli alpini e a Dalmine nel Tendone dell'Area feste,

  • Sindaco Castellammare Stabia, apertura primo ottobre

    A Castellammare di Stabia, comune di oltre 65mila abitanti, il sindaco Gaetano Cimmino ha deciso di rinviare l'apertura delle scuole al primo ottobre (rispetto all'avvio fissato in Campania al 24 settembre) alla luce dell'incremento quotidiano di casi di Covid, soprattutto tra i giovani. Oggi la notizia di due nuovi contagi, una 25enne e un 19enne. Il sindaco del vicino comune di Sant'Antonio Abate, Ilaria Abagnale, nei giorni scorsi aveva stabilito di posticipare l'apertura al 28 settembre.

  • Uil, ha dimostrato resilienza e flessibilità

    “ll sistema scuola ha dimostrato grande resilienza e flessibilità. Questo grazie all'impegno di tutti, dirigenti, docenti, personale ATA. Un sistema che, nella difficoltà, ha mostrato di sapersela cavare da solo. Ciò che lascia qualche dubbio è il supporto organizzativo al sistema, sia che provenga dello Stato che dalle Regioni o dai Comuni”. Lo dice all'ANSA il segretario Uil Scuola, Pino Turi. “La scuola autonoma, tra mille difficoltà, ha tenuto insieme grazie soprattutto agli organi di autogoverno, nei quali genitori e alunni sono coinvolti e fanno squadra”. Il dirigente sindacale della Uil fa alcuni calcoli sulle supplenze: secondo le dichiarazioni del ministro, dice Turi, le supplenze annuali saranno le stesse dello scorso anno, 180.000. “Se a queste aggiungiamo, rispetto allo scorso anno, i 30.000 posti in più (residuati sebbene autorizzati dal Mef) siamo a 210.000 supplenti. A questi andranno sommati i posti dell'organico Covid. Anche questi difficilmente quantificabili. Si può fare una stima di altri 50 mila supplenti. Complessivamente saranno assegnati circa 260.000 contratti a tempo determinato, con l'aggravante dell'utilizzo di graduatorie viziate da errori ed omissioni, tanto da indurre il ministero a trasferire l'onere della rettifica ai dirigenti scolastici, all'atto dell'assunzione in servizio. Un compito improprio distribuito su 8 mila istituti scolastici, con possibili ulteriori errori e disservizi in termini di continuità didattica e di servizio .Questo sarà il fabbisogno minimo per garantire il tempo scuola a cui vanno aggiunti contratti a tempo determinato per circa 20 mila ATA”.

  • Preside Genova: consegna banchi come da programma

    “I banchi sono arrivati nel primo pomeriggio e il personale li sta collocando nelle aule. Tutto questo segue esattamente la tempistica comunicata dalla ditta, e non avviene in seguito alla polemica mediatica”. Lo sottolinea Renzo Ronconi, preside dell'IC Castelletto di Genova, dopo le polemiche seguite ieri alla foto di una lezione con i bambini in ginocchio a scrivere sulle sedie, in assenza dei banchi. “È stata una giornata molto concitata - commenta - e adesso, forse, mi rimane spazio per il mio lavoro ordinario”.

  • Flc Cgil: Governo ha sottovalutato difficoltà ripartenza scuola

    “Il rientro a scuola è stato condizionato dalle situazioni territoriali, come era del tutto prevedibile: chi ha un organico adeguato e spazi, ha fatto una partenza accettabile, altri si sono trovati in forti difficoltà, soprattutto nelle grandi città ci sono tante scuole dove le lezioni non sono riuscite a ripartire. Vediamo confermati i problemi che avevamo detto ci sarebbero stati e insistiamo perchè si trovino le soluzioni. E' del tutto evidente che se ci si fosse mossi da maggio molti problemi si sarebbero risolti e si avrebbero molti docenti in più se si fossero adottate le soluzioni che avevamo avanzato per i precari da almeno 3 anni”. Lo ha detto Francesco Sinopoli. leader della Flc Cgil.

    “La ripartenza è garantita dalla resilienza delle scuola italiana e dalla spinta intrinseca che hanno i docenti, i dirigenti scolastici, la scuola tutta”, ha proseguito il dirigente sindacale. “Le difficoltà che sta incontrando il Paese sono dovute al fatto che il governo ha sottovalutato la complessità della riapertura e le risorse arrivate ad agosto potevano essere stanziate subito, già nel primo scostamento di bilancio. Poi sono venuti al pettine i problemi strutturali che aveva ed ha la scuola italiana. Ora il Recovery plan è la vera partita da giocare”, ha concluso Sinopoli.

  • Positivo insegnante di scuola d’infanzia a Ferrara

    Un insegnante di una scuola d'infanzia di Ferrara è risultato questa mattina positivo al Sars-Cov2. Scattato il protocollo previsto in questi casi: il Comune ha comunicato contatti e recapiti del “gruppo classe” che ora è preso in carico dal Dipartimento di sanità pubblica dell'Ausl ferrarese. Si tratta di 14 bambini e di altri due componenti del personale educatore per i quali è scattato l'isolamento domiciliare in attesa di essere sottoposti a tampone per il coronavirus. Sarà attivata anche la sanificazione straordinaria del plesso scolastico.

  • Ministero Istruzione impugna ordinanza Piemonte

    Il ministero dell'Istruzione ha impugnato l'ordinanza della Regione Piemonte, al centro delle polemiche nei giorni scorsi, che obbliga le scuole a verificare la temperatura degli studenti e alle famiglie di certificarla. Lo si apprende da ambienti della Regione Piemonte. Nei giorni scorsi il ministro Azzolina aveva definito l'ordinanza “intempestiva e inopportuna”, preannunciando l'intenzione di impugnare il provvedimento.

    OItre che dal ministro Azzolina, secondo quanto si apprende, l'impugnativa è firmata anche dal ministro della Salute, Roberto Speranza. “Se l'ordinanza del Piemonte sarà impugnata ci difenderemo nelle sedi opportune”, aveva detto il governatore Alberto Cirio di fronte all'ipotesi dell'impugnativa. “Crediamo di essere nel giusto - aveva aggiunto -. Io penso di avere dalla mia la ragione, perché si tratta della tutela della salute dei piemontesi. Questa non è una scelta mia personale, è una decisione condivisa dal mondo medico e scientifico”.

  • Cisl ad Azzolina: Recovery Fund non in solitudine

    «La scuola come sempre dimostra di avere forze ed energie per affrontare i problemi. Anche senza banchi,senza sedie e con pochi docenti, ai bambini e ai ragazzi, i pochi docenti e maestre in servizio hanno regalato un sorriso. Ci aspettiamo dalla ministra una convocazione: è arrivato il momento di interrompere la chiusura che fino ad oggi ha impedito di riconoscere i problemi ed affrontarli con le parti sociali responsabilmente. Il Recovery Fund è un momento fondamentale per tutti, non si può gestire in solitudine anche perchè quello che è stato fatto in questi sei mesi dimostra che da soli non si lavora per il bene del Paese». Lo dice la segretaria della Cisl Scuola, Maddalena Gissi.

  • Produttori banchi: precedenza alle urgenze

    «Ora stiamo dando la precedenza alle consegne urgenti, ma entro fine ottobre tutti i banchi arriveranno a destinazione». A parlare è Nicola Forzato, responsabile relazioni esterne della Mobilferro Srl, un'azienda di Rovigo tra le vincitrici della gara europea. «Noi abbiamo consegnato ad oggi 15 mila banchi sui 190 mila previsti - sottolinea -. La macchina produttiva ormai è ben oliata e sta andando avanti spedita. Stiamo cercando di fare tutte le consegne che umanamente riusciamo a completare». L'azienda veneta ha tre stabilimenti a disposizione, «ma due sono stati interamente dedicati alla produzione dei banchi».

    «Noi realizziamo anche arredi d'ufficio - spiega - e dobbiamo comunque avere cura anche degli altri clienti. In tanti anni non abbiamo mai assistito a tanto lavoro>. Sui ventilati ritardi nella consegna dei banchi, Forzato spiega che “l'unico modo per evitarlo era cominciare la produzione a marzo, quando eravamo ancora in piena pandemia, e quindi ovviamente era impensabile».

  • Gravina, 'con Conte d'accordo,prima scuola poi stadi'

    Con il Premier Conte abbiamo condiviso un percorso: priorità alla scuola, se poi questo percorso dovesse dare risultato positivo e anche facendo leva sul senso di responsabilità che il calcio ha già dimostrato, la riapertura degli stadi creda possa essere naturale”. Così il presidente della Figc Gabriele Gravina a margine del consiglio federale di oggi a Roma. “Non vogliamo insistere, abbiamo ripresentato la nostra stessa idea progettuale sperando che possa trovare condivisione da parte del Cts e che la parte politica possa poi autorizzarci ad aprire agli spettatori”, ha aggiunto il capo del calcio italiano.

  • Bando per altre 230 aule in 13 Comuni del Barese

    La Città metropolitana di Bari ha pubblicato un avviso esplorativo per reperire altre 230 aule scolastiche per gli istituti superiori di 13 Comuni. Grazie ai fondi messi a disposizione dal Ministero, circa 1 milione e 500 mila euro, l'avviso, che è già on line, servirà alla locazione immobili da adibire ad attività didattiche. Nel bando si cercano complessivamente 230 nuove aule da reperire ad Acquaviva delle Fonti, Alberobello, Altamura, Bari, Bitetto, Bitonto, Conversano, Corato, Grumo Appula, Locorotondo, Molfetta, Polignano a Mare e Putignano. La Città metropolitana di Bari è beneficiaria di ulteriori 600 mila euro circa di fondi ministeriali per il noleggio di strutture temporanee, quali tensostrutture o prefabbricati, da installare, dove possibile, negli spazi esterni delle scuole. “Con questo nuovo provvedimento intendiamo offrire ai nostri studenti e docenti un'ulteriore disponibilità volumetrica, per garantire i distanziamenti necessari per la didattica in presenza con aule di maggiori dimensioni rispetto a quelle attualmente a disposizione - spiega il consigliere delegato all'Edilizia scolastica, Marco Bronzini - . Nel frattempo continuano a ritmo serrato i lavori di edilizia leggera negli istituti scolastici interessati e numerosi cantieri sono già ultimati. Siamo fiduciosi, dunque, di riaprire in totale sicurezza i nostri istituti superiori”.

  • Presidi, la riapertura ha funzionato

    “Più entusiasmo che preoccupazione per la riapertura, ieri le cose hanno funzionato. Eccessiva enfasi mediatica sulla questione banchi, nelle scuole in cui non sono arrivati si possono utilizzare due soluzioni creative. I presidi si lamentano per un carico di responsabilità che non ha paragoni nella storia delle scuola. Per questo stiamo chiedendo con forza di rivedere la questione della responsabilità penale sui datori di lavoro”. Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi, è intervenuto a Cusano Italia Tv. Sulla riapertura delle scuole, il dirigente ha detto di aver “carpito sicuramente più entusiasmo che preoccupazione. Ieri è stato un giorno bellissimo perché è ricominciata la scuola in presenza e ci godiamo questo, il fatto che le cose sono andate bene e che tutto abbia funzionato. Diciamo che in mezzo ai problemi che già c'erano, non si sono creati problemi nuovi”. Per Giannelli la questione banchi “è stata caratterizzata da una sovraesposizione mediatica che onestamente io ho trovato eccessiva. Noi abbiamo solo voluto mettere in luce le criticità del sistema che è nostro dovere segnalare. Per quanto riguarda i banchi monoposto, ne sono stati ordinati 2 milioni e 400mila. Nelle scuole in cui non sono stati ancora consegnati, che sono la maggior parte, il problema del distanziamento si pone. Allora ci sono almeno due soluzioni dettate dalla creatività, la prima è togliere i banchi, distanziando le sedie di almeno un metro l'una dall'altra. E' una soluzione un po' scomoda che può andare se dopo qualche giorno arriveranno i banchi nuovi. L'altra soluzione è la disposizione cubana, per cui si prende un banco doppio e si mette un alunno sul lato lungo ad un estremo e un altro alunno sul lato corto all'altro estremo. Questo aumenta un po' la distanza tra loro. Penso sia stato giusto acquistare banchi nuovi perché tantissimi banchi nelle scuole sono davvero vetusti”. Infine il presidente di Anp ha ricordato che i presidi si lamentano “per un carico di responsabilità che non ha paragoni nella storia delle scuola. Per questo stiamo chiedendo con forza di rivedere la questione della responsabilità penale sui datori di lavoro. Abbiamo avuto un riscontro da parte del governo perché nella conversione in legge del Dl liquidità è stata introdotta una norma che interpreta in senso più restrittivo, come da noi voluto, la responsabilità civile del datore di lavoro che ha degli effetti di natura penale, però l'aspetto penale non è stato toccato. Ora stiamo collaborando col Ministero per lavorare ad una modifica del profilo penale che consenta di affrontare con più tranquillità questo lavoro. Noi chiediamo che venga modificato il codice per stabilire che quando viene attuato il protocollo di sicurezza, uno a quel punto ha assolto ai suoi obblighi e non gli si può chiedere di più. Anche i docenti ovviamente hanno la loro fetta di responsabilità perché sono a stretto contatto con gli studenti. Spesso i docenti sono un po' avanti con l'età e in alcuni casi rientrano nella categoria dei lavoratori fragili. Su questo sono state date indicazioni su come gestire queste situazioni”.

  • Ministro Boccia, accetto critiche ma chi ha idee le tiri fuori

    “A me dispiace che una parte politica abbia tentato prima di dare una spallata al Governo quando si faceva fatica a trovare le mascherine che non c'erano. Ora le produciamo noi, quelle distribuite nelle scuole sono tutte italiane. La nostra rete sanitaria per fortuna ha tenuto e l'abbiamo rafforzata. L'ultimo tentativo di spallata c'è stato con la scuola”. Così il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia intervistato da Nicola Caprera e Gabriele Ziantoni nel programma 'Gli Inascoltabili' in onda su Nsl Radio e Tv, riporta una nota dell'emittente. “Va bene la critica e l'accetto - aggiunge - ma ogni tanto un contributo un tentativo di darci una mano va fatto. Non era mai successo nella storia di riaprire le scuole con una pandemia in corso e l'abbiamo fatto perché era giusto farlo e l'abbiamo fatto in sicurezza. Se c'è qualcuno che ha una ricetta vincente lo dica e noi siamo qui a loro disposizione. Lo candidiamo anche al Nobel se serve. Oltre alle critiche ci dicano però cosa farebbero al nostro posto. Noi li ascoltiamo”. “Quando abbiamo chiuso - ha proseguito il ministro - era l'unica strada percorribile per salvare il Paese. Siamo passati dall'essere un paese di untori a una delle nazioni più sicure dal punto di vista igienico sanitario. Abbiamo imparato tutti noi a convivere con il covid. Dobbiamo continuare a mantenere la virtù della prudenza: il covid c'è, non è scomparso. Il virus circola di meno ma dobbiamo stare attenti. Siamo contenti che i numeri siano così bassi ma l'unico modo per non farlo circolare è il rispetto delle regole da parte degli italiani. Io - ha concluso - rivendico il modello del regionalismo italiano. E' stato criticato per le discussioni aspre, ma basta guardare in giro per il mondo per vedere quello che è successo: il tanto blasonato federalismo americano ha provocato dei disastri, la gente nel momento più drammatico è uscita di casa per comprare delle armi per difendersi dal prossimo. In Italia le persone invece hanno chiesto allo Stato chi potevano aiutare. Il volontariato si è ulteriormente rafforzato. L'Italia è un paese straordinario che si è tenuto per mano”.

  • Ministro Azzolina: bilancio ok, ripartenza non scontata

    «Non era assolutamente facile la ripartenza di ieri che tanto ci ha emozionato: il bilancio è buono, rispetto a una ripartenza che non era per niente scontata anche perché ereditiamo una scuola che ha molto sofferto negli anni per i tagli». Lo ha detto la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, a Ravenna per assistere alla presentazione dei progetti realizzati dalle scuole e dedicati a Dante, in occasione del settimo centenario della morte del poeta. «Forse è stato proprio il lockdown a fare riscoprire all'Italia quanto la scuola sia importante, quanto senza la scuola il paese non esiste», ha aggiunto la ministra.

  • Norcia, Conte a studenti: qui a incitarvi e sostenervi

    “Siamo qui con voi a sostenervi e incitarvi”: lo ha detto il premier Giuseppe Conte agli studenti dell'istituto superiore di Norcia al quale ha fatto visita oggi. Soffermandosi con loro all'esterno della scuola. “Avete avuto un grande ruolo - ha aggiunto - perché questo vostro desiderio di apprendere è stato anche un fattore di aggregazione per le vostre famiglie. Probabilmente in qualcuna c'è stata anche la tentazione di trasferirsi altrove ma avere amici, amiche e compagni, dei professori con i quali avete già sperimentato un efficace lavoro insieme, vi ha indotto anche a convincere i genitori a rimanere. Ecco perché si dice che la scuola è un fattore di aggregazione”. “Voi siete doppiamente sofferenti - ha detto ancora Conte ai ragazzi - per il post sisma e per la vicenda Covid. Ma questi sono i giorni della ripartenza”.

    II presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante la sua visita a Norcia (Ansa)
  • Arcuri: con riapertura lockdown alle spalle

    «La riapertura delle scuole è stato il primo giorno in cui la nostra comunità può dire che il lockdown è davvero alle nostre spalle. L'Italia è l'unico Paese del mondo che manda tutti i giorni una mascherina gratis a tutti gli studenti, ricchi e poveri, senza distinzione». Lo ha detto il commissario straordinario per l'emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, ospite di “RiGenerazione”, l'evento organizzato dalla Fai-Cisl a Roma. «Ieri - ha aggiunto - i nostri uffici hanno raccolto 149 lamentele di genitori che sostenevano che nelle scuole dei loro figli non c'erano le mascherine. Noi abbiamo dimostrato, esibendo 149 bolle di consegna, che in quelle scuole le mascherine erano arrivate».

    «Fino a ieri sono stati consegnati 200mila banchi monoposto, a fronte di una richiesta complessiva avanzata dai dirigenti scolastici di 2,4 milioni di pezzi, 2mln con le 'gambette' e 400mila con le rotelle - ha ribadito Arcuri -. In Valle d'Aosta i dirigenti scolastici hanno chiesto l'8% dei banchi rispetto al totale degli studenti. In Veneto il 14%, in Emilia Romagna il 15%, in Campania il 61%, in Sicilia il 69%. Ecco - ha detto il commissario straordinario - non mi si venga a dire che servono tutti per il distanziamento. In ogni caso, faremo tutto in due mesi, i primi banchi sono stati consegnati il 28 agosto, e dopo 10 giorni stiamo a 200mila: la media annua di normale produzione in Italia. Tra un mese e mezzo ne avremo consegnati 2,4 milioni: 12 volte la produzione annua».

  • Liguria, Toti: mancano 100 mila docenti e 2 milioni banchi

    «Mancano 100 mila docenti e oltre 2 milioni di banchi. Mancano gli insegnanti di sostegno per gli alunni disabili, alcuni dei quali non hanno potuto iniziare l'anno scolastico, fatto che io ritengo ancora più grave dei bambini costretti a scrivere in ginocchio sulle sedie». Lo rimarca al Governo il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti con un post stamani via Facebook sulla ripartenza della scuola dopo l'emergenza covid. «Ma per i grillini e la sinistra il problema è Toti che pubblica una foto per denunciare l'episodio, dopo la richiesta di aiuto di alcuni genitori. - commenta - Il mondo è capovolto! Mi consola il fatto che forse, grazie a questo polverone, arriveranno già oggi i banchi. Smettetela di difendere l'indifendibile e mettetevi a lavorare».

  • In Lombardia da coprire oltre 15mila cattedre

    Per quest'anno scolastico, “tenendo presente la maggiore disponibilità di risorse avevamo da coprire 19.500 posti. Di questi ne sono state assegnate a tempo indeterminato circa 3500” e quindi sono oltre 15mila quelli da coprire con supplenze: la direttrice dell'ufficio scolastico regionale della Lombardia Augusta Celada lo ha spiegato sottolineando che il tema delle cattedre vacanti si presenta ad ogni anno scolastico. Per quanto riguarda gli insegnanti di sostegno, sono da assegnare 230 posti alla scuola dell'infanzia, 2000 alla primaria, 2700 alle medie e 1036 alle superiori. “In Lombardia, e in generale nel Nord, mancano insegnanti perché mancano aspiranti” ha detto, sottolineando che si tratta di una situazione non nuova e che non ha a che fare con l'epidemia. Celada ha spiegato che sta valutando “di autorizzare i dirigenti scolastici a fare supplenze brevi per affrontare la situazione”. Comunque “a memoria ha sempre richiesto una quindicina di giorni abbondanti” avere l'orario definitivo delle lezioni. “E' una situazione strutturale - ha concluso - che deve essere sanata”.

  • Fism, non tutti gli asili sono riusciti ad aprire

    “E' stato impegnativo, ma alla fine ce l'abbiamo fatta! Dopo mesi di confronti e proposte, un'attesa che sembrava infinita, e dopo settimane di preparazione, di lavoro intenso e attento ai dettagli riguardanti bavaglie o pannolini, i dubbi dei bambini che vogliono stare incollati ai loro amichetti o le modalità dei riposini, anche quest'anno le nostre scuole dell'infanzia e i nostri nidi hanno riaperto i battenti. E' stato possibile grazie agli sforzi di tutte le parti e di tutto il personale. Grazie a loro nidi e materne Fism hanno riaperto. Purtroppo non tutte, detto con sincerità: gli organici lievitati per rispettare le indicazioni antiCovid, il personale extra, gli adattamenti, hanno avuto costi non per tutti sopportabili”. Questo, dopo il primo giorno di scuola, il commento di Luigi Morgano, Segretario nazionale della Fism, associazione che rappresenta circa 9.000 realtà educative e di istruzione no profit. “Certo si torna a scuola, consapevoli che non tutto sarà più come prima, pronti a raccogliere la sfida di questo tempo presente che ci impone innanzitutto rispetto per sé stessi e per gli altri”, aggiunge Stefano Giordano, presidente della Fism.

  • Conte: la scuola è una sfida, convinto che la vinceremo tutti insieme. Bene Mattarella, non sia luogo polemiche

    “Io sono convinto, sono fiducioso che anche a questa sfida riusciremo a rispondere in modo assolutamente positivo, riusciremo a vincerla tutti insieme”. Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nel corso di un punto stampa a Norcia, dopo aver visitato l'Istituto tecnico e liceo classico “Roberto Battaglia” in occasione della ripresa dell'anno scolastico.

    “La garanzia - ha sottolineato Conte - è nell'impegno: abbiamo lavorato per assicurare che questo anno scolastico potrà svolgersi con didattica in presenza. Siamo consapevoli delle criticità - ha ammesso il capo del Governo - abbiamo lavorato però tanto e continueremo a lavorare per superarle man mano che si presenteranno. Quindi abbiamo predisposto una serie di regole, di precauzioni, di impegni finanziari” uniti agli “impegni e la dedizione personale e professionale di tutti coloro che partecipano a questo sforzo collettivo”.

    “Ho apprezzato le parole del presidente Mattarella ieri quando ha detto che la scuola non deve essere un luogo di polemiche. E' l'ennesima sfida che il nostro Paese sta affrontando e sono convinto, sono fiducioso, che anche a questa riusciremo a rispondere in modo assolutamente positivo. A vincerla tutti insieme”, ha detto il premier

    “Abbiamo lavorato per assicurare che questo anno scolastico possa svolgersi con didattica in presenza. Siamo consapevoli delle criticità e abbiamo lavorato tanto e continueremo a farlo per superarle mano a mano che si presenteranno” ha detto Conte al termine della visita alla scuola superiore di Norcia. “Abbiamo predisposto una serie di regole e precauzioni, di impegni finanziari - ha aggiunto - ma anche di dedizione personale e professionale di tantissimi, di tutti coloro che partecipano a questo sforzo collettivo”.

  • Bonetti, offrire norme per supportare le famiglie

    “Avremo mesi in cui evidentemente dovremo convivere con il virus, con dei casi di positività, speriamo il minore possibile, ma non dobbiamo negarci che questo può accadere. Ecco perché è importante tutelare nella scuola un percorso educativo per le nuove generazioni, per accompagnarli anche ad acquisire regole di custodia reciproca e, nello stesso tempo, dare alle famiglie la concretezza di norme che le aiutino e le supportino nel gestire tutto questo”. Lo ha detto la ministra delle Pari opportunità, Elena Bonetti (Iv), partecipando a un incontro a Bari a sostegno della candidatura di Ivan Scalfarotto a presidente della Regione Puglia. “Il rischio che la famiglie si ritrovino nel nostro Paese ad essere nuovamente presidio di resistenza c'è - ha aggiunto - e mi permetto di dire che in realtà le famiglie hanno dimostrato in questi mesi di essere luoghi primari di valore sociale. Io capisco le fatiche e le paure che oggi pervadono tante famiglie e credo anche che però il segno ieri di un Paese che è ripartito dalla scuola, come ha riconosciuto il presidente, è il segno anche di un Paese che sa creare una solidarietà importante tra l'istituzione scolastica e le famiglie, che sono i luoghi della comunità”.

  • Docente della scuola materna positivo, test per 50 persone

    Un docente di una scuola materna di Gorizia è risultato positivo al coronavirus e 50 persone, tra personale, alunni di due classi e genitori, saranno sottoposte a tampone. Lo rende noto la Regione Friuli Venezia Giulia. Il docente, che risiede a Manzano (Udine), ha aderito allo screening avviato sul personale scolastico. Dopo essere risultato positivo al test sierologico - spiega il vicegovernatore del Fvg con delega alla Salute, Riccardo Riccardi - è stato sottoposto, come da protocollo, a tampone. Quando anche quest'ultimo esame ha dato esito positivo sono state attivate dall'Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina, in forma precauzione, le misure di contenimento del virus: la scuola è stata quindi chiusa per la sanificazione di tutti gli ambienti e tutto il personale, i bambini delle due classi coinvolte e loro genitori, per un totale di 50 persone, verranno ora sottoposti a tampone. “Gli esami inizieranno dagli adulti - si legge nella nota della Regione - per proseguire poi sui bimbi in base all'indagine epidemiologica, poiché le probabilità di contagio dei bambini sono molto scarse. I tamponi verranno eseguiti questa settimana, a partire da quattro giorni dopo l'ipotetico contatto, in modo da ridurre la possibilità di falsi negativi e ottenere risultati attendibili”.

  • Crowfunding di banca Etica per inclusione didattica

    Banca Etica ed Etica Sgr hanno scelto di sostenere - attraverso un bando dedicato su Produzioni dal Basso, prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation - progetti innovativi in ambito educativo e culturale rivolti a minori in difficoltà di età compresa tra i 3 e i 18 anni. Il gruppo Banca Etica è alla ricerca di progetti capaci di offrire opportunità educative e culturali a bambini e ragazzi che si trovano in condizioni di particolare disagio: povertà educativa ed economica; disabilità fisica o psichica o difficoltà di accesso ai servizi e alle strutture di supporto. Il bando Impatto+ è aperto da oggi fino al prossimo 15 ottobre: durante questo mese, enti e organizzazioni con sede sul territorio nazionale e con almeno tre anni di esperienza nel settore educativo e/o culturale potranno presentare il proprio progetto contro la povertà educativa e accedere all'opportunità di cofinanziamento da parte di Banca Etica. I progetti selezionati, se riusciranno a raccogliere in crowdfunding il 75% del budget previsto, verranno cofinanziati da Banca Etica ed Etica sgr per il restante 25%, fino a un massimo di 7.500 euro ciascuno. Nella valutazione saranno prese in considerazione anche la capacità di coinvolgimento delle comunità locali nella realizzazione del progetto; la collaborazione con istituti scolastici; l'individuazione di soluzioni ad hoc per migliorare l'accesso ai servizi e l'inclusione dei ragazzi più a rischio e il corretto bilanciamento tra utilizzo dei canali digitali ed esperienze in presenza.

  • Oggi in classe a Pontedera bimbo disabile

    E' cominciata oggi la scuola per il bambino di sei anni di Pontedera (Pisa) affetto da sindrome di Down che ieri era dovuto restare a casa per la mancata assegnazione di un'insegnante di sostegno. La storia dell'alunno, denunciata dalla madre, ieri ha fatto il giro d'Italia e in serata la situazione si è sbloccata con la nomina della docente di sostegno. Il bambino, dunque, che da settimane non vedeva l'ora di cominciare la sua avventura nella scuola primaria, stamani era seduto regolarmente al suo posto in classe seguito dall'insegnante di sostegno appena nominata e ha potuto anche lui vivere, anche se con 24 ore di ritardo, il suo primo giorno di scuola.

  • Conte a Norcia per visitare una scuola

    Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è arrivato a Norcia in visita privata alla nuova scuola superiore temporanea “De Gasperi- Battaglia”. Il premier visiterà le aule e incontrerà sul piazzale antistante il plesso alcuni studenti. Il presidente si era occupato in prima persona del progetto dopo che a inizio anno, prima del lockdown, la preside Rosella Tonti, insieme a una delegazione di alunni e docenti era andata Palazzo Chigi per protestare sulla lentezza dei lavori. In quell'occasione Conte si era impegnato per portare a termine il cantiere in pochi mesi. La nuova scuola è stata inaugurata ieri in occasione dell'avvio del nuovo anno scolastico.

  • Furlan (Cisl): scuola non era ancora pronta alla riapertura

    “La scuola non era ancora pronta ad affrontare, in tutto il Paese, la riapertura”: con queste parole la segretaria nazionale della Cisl, Annamaria Furlan, oggi a Bari in occasione dell'elezione del nuovo segretario della Cisl Puglia, ha commentato l'avvio dell'anno scolastico in Italia. Secondo Furlan, “si è indugiato troppo, tanta è stata la voglia di fare da soli, in particolare da parte della ministra, e ora tutti i nodi vengono al pettine”.

    “Si poteva fare un lavoro - ha continuato - che tenesse conto delle tante questioni e dei tanti suggerimenti che le categorie dei sindacati hanno messo sul tavolo del Governo in tutti questi mesi. Già da marzo noi avevamo mandato alla ministra la bozza di un protocollo per far ripartire il sistema scolastico in sicurezza. Mancano gli insegnanti soprattutto nel centro nord e più in generale la scuola non era ancora pronta ad affrontare, in tutto il Paese, la riapertura”, sostiene Furlan.

    “Si è perso tempo - ha concluso - ma ora è indispensabile sostenere la scuola. Ci sono scuole senza banchi, mense che non possono ancora essere attivate e scuole in cui non è possibile riaprire a tempo pieno. Ecco, recuperiamo gli errori fatti ma per fare questo serve un confronto serio”.

  • Austria, sale l’allerta a Vienna e Innsbruck

    Peggiora l'andamento epidemiologico in Austria e il semaforo Covid, che indica il rischio contagio, passa - per la prima volta - ad arancione a Vienna, Innsbruck e in altri 5 comuni. Simile al bollettino valanghe, arancione rappresenta il grado 3 di 4. L'Austria ha attualmente 5.774 casi (+382 in un giorno). Solo a Vienna si registrano una settantina di casi nelle scuole, che riguardano 55 studenti, 6 insegnanti e 9 collaboratori. Tutte le classi con casi Covid sono in quarantena. Il passaggio ad “arancione” non comporta comunque la chiusura delle scuole e il passaggio alla didattica a distanza, come temuto in un primo momento, ha precisato in mattinata una portavoce del ministro Heinz Fassmann.

  • Oggi a Roma sit-in genitori alunni disabili

    Oggi alcuni genitori di alunni disabili manifesteranno in un sit-in di fronte all'istituto Pio la Torre, via di Torrevecchia 793 a Roma, “per denunciare la violazione del diritto allo studio, sancito dalla Costituzione, per l'assenza degli insegnanti di sostegno”. Il sit-in è promosso dall'associazione Oltre lo sguardo Onlus.

  • Salvini (Lega): ripartenza caotica che Italia non merita

    “Azzolina dovrebbe capire che dietro a ogni bimbo ci sono una mamma e un papà che lavorano. Quando neghi il tempo pieno ed imponi l'uscita anticipata come fanno i genitori? E' una ripartenza caotica della scuola che l'Italia non merita”. Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini a Mattino 5. “Mentre Azzolina diceva che i bambini avrebbero trovato tutto a scuola sono i genitori a provvedere per mascherine e gel. I docenti stanno facendo miracoli ma ci vuole un ministero che dia delle indicazioni e delle risposte”, conclude.

  • Classi tornano a lezione anche dove cadde aereo a Casalecchio di Reno

    Dopo 30 anni torneranno le lezioni nel luogo della tragedia. Per dare spazio agli studenti del nuovo anno scolastico verranno usati gli spazi dell'Istituto tecnico Salvemini di Casalecchio di Reno (Bologna), distrutti dallo schianto di un velivolo militare. Era il 6 dicembre del 1990, morirono 12 studenti che seguivano le lezioni nella succursale di via del Fanciullo e i feriti furono 88. Come riportano il Corriere di Bologna e Il Resto del Carlino, l'emergenza coronavirus ha imposto una riorganizzazione degli spazi dell'Istituto e i ragazzi potrebbero tornare a sedersi tra i banchi nell'edificio che, negli anni, è diventato sede di associazioni di volontariato e anche di quella dei familiari delle vittime del Salvemini.

    Secondo il Corriere in via del Fanciullo, torneranno cinque classi terze, che altrimenti avrebbero dovuto seguire la didattica a distanza. Spazio quindi a 120-130 studenti, un primo passo per dare risposte ai 300 ragazzi rimasti senza aule per le nuove misure di sicurezza. Nell'edificio è già stato eseguito un sopralluogo da parte dei tecnici della Città Metropolitana e ne seguirà un altro, se il progetto otterrà il via libera potrebbe concretizzarsi in un paio di settimane.

  • Toti: «Bimbi senza banchi in ginocchio? Non è l’unico caso»

    «Sono almeno cinque le classi della scuola primaria Mazzini di Genova Castelletto dove il primo giorno di scuola i bambini hanno scritto in ginocchio perché senza banchi». Lo afferma il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti stamani via Facebook. «Purtroppo non è l'unico caso e non mi pare, guardando anche le altre foto che ho, che fosse un gioco - commenta -. Non siamo noi a dire che la foto è vera, è la scuola stessa che lo conferma. Comunque in certe occasioni basterebbe chiedere scusa. O bastava comprare i banchi per tempo».

  • Tutto quello che c'è da sapere in 50 domande e risposte

    Distanza di sicurezza, obbligo di mascherine, protocolli da seguire in caso di contagio. E ancora: banchi monoposto, trasporti, nuove regole per le mense. Ecco in 50 domande e risposte i punti fermi della ripartenza della scuola e la guida di 104 pagine per gli abbonati di 24+

  • Raccontaci la ripartenza

    È la riapertura più attesa, dopo 6 mesi fuori dalle aule. Quali sono i nodi da sciogliere, quali le principali speranze e preoccupazioni? Lascia il tuo commento.

  • Scuola, si riparte ma mancano professori e banchi

    Ripartita la scuola per 5,6 milioni di alunni, con entusiasmo ma anche qualche criticità. Mattarella ha inaugurato l'anno scolastico a Vo', con la Azzolina che si è commossa. Subito i primi casi di positività e chiusure con quarantena. Mancano quasi 100mila professori. E anche i banchi monoposto. Entro fine ottobre ne arriveranno 2 milioni, oltre a 400mila sedute innovative: è l'annuncio fatto ieri da Palazzo Chigi.

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