ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùEmergenza coronavirus

Scuola al via tra assenze del personale e caos Regioni

La stima dei presidi: tra 80-100mila assenze tra docenti e personale tecnico-amministrativo, circa il 10% del totale

di Claudio Tucci e Laura Virli

I dati dei vaccinati al 9 gennaio 2022

3' di lettura

A 24 ore dalla ripresa delle lezioni per oltre 8 milioni di studenti, in presenza o in Dad a seconda delle decisioni prese localmente e dall’andamento dell’epidemia, sale ancora la tensione governo-regioni.

Il fronte dei governatori

Dopo il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, che ha sospeso le attività scolastiche in presenza a infanzia, primaria e medie fino a fine gennaio - scelta motivata da una crescita del 30% dei contagi nella fascia under19 e dalle criticità del sistema sanitario campano -, è toccato al collega della Sicilia, Nello Musumeci, posticipare di tre giorni la riapertura dei plessi, sollecitando l’esecutivo a «rivedere la posizione» sulla didattica a distanza (almeno temporaneamente).

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Dalla Puglia, Michele Emiliano, si associa alla protesta e critica il governo «irremovibile». A muoversi è anche il presidente del Veneto, Luca Zaia, che ha chiesto un parere tecnico al Cts sulla scuola, ipotizzando, domani 10 gennaio, «un calvario», cioè una «falsa apertura» con «insegnanti colpiti dal Covid, altri assenti per malattia, altri no vax e nuove regole sulle quarantene», fortemente criticate da presidi, sindacati e ordine dei medici, secondo i quali con l’attuale livello di contagi è «imprudente aprire le scuole».

I DATI DEL CONTAGIO
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I presidi: possibile il 10% di assenze nel personale

In attesa dei numeri ufficiali su assenze e sospensioni (il ministero dell’Istruzione sta ancora completando il monitoraggio) è il presidente dell’Anp, l’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, a lasciar intendere come lunedì 10 gennaio potrebbe essere una giornata per nulla agevole: «Stimiamo tra 80-100mila assenze tra docenti e personale tecnico-amministrativo, circa il 10% del totale - ha sottolineato Giannelli -. Inoltre, ci sono migliaia di studenti positivi. Tutto ciò rende quasi impossibile attuare le nuove disposizioni» varate il 5 gennaio.

Le regole per il rientro

Dal canto suo l’Esecutivo tiene il punto, annuncia ricorsi contro le ordinanze “ribelli”, e con una circolare Istruzione-Salute illustra le novità in arrivo per studenti e docenti sulla gestione dei casi positivi nei plessi.

Per nidi e infanzia, con un positivo si sospende l’attività didattica per 10 giorni (si esce dalla quarantena con tampone negativo). Alla primaria, con un positivo, gli alunni restano in presenza, ma si raccomanda di consumare il pasto a una distanza interpersonale di almeno due metri (una disposizione inattuabile in moltissimi istituti per assenza di spazi). Si va quindi in regime di sorveglianza con primo tampone quando si è informati del contagio, e secondo tampone al quinto giorno. Il docente, che ha svolto lezione in presenza per almeno 4 ore, anche non continuative, nelle 48 ore precedenti l’insorgenza del caso, va in regime di autosorveglianza. Con almeno due casi, Dad, per tutta la classe, per 10 giorni e si esce dalla quarantena con tampone negativo.

A medie e superiori, con un positivo scatta l’autosorveglianza, si continua cioè a frequentare ma con le mascherine Ffp2. Con due casi nella stessa classe sono previste le lezioni on line per i non vaccinati e per chi ha completato il ciclo vaccinale o è guarito da più di 120 giorni. Per tutti gli altri, prosegue la scuola in autosorveglianza e con le mascherine Ffp2. Con tre casi è prevista la Dad, per tutti, di dieci giorni.

La circolare prevede che i requisiti per poter frequentare in presenza, durante il regime di autosorveglianza, devono essere dimostrati dell’alunno, autorizzando le scuole a prendere visione della loro situazione vaccinale (una previsione, quest’ultima, subito criticata da famiglie e presidi trattandosi nella stragrande maggioranza dei casi di minorenni).

Le norme gli insegnanti

Per i docenti, in presenza di due o tre casi di positività, si applicano le norme sui contatti stretti ad alto rischio. Ossia per i non vaccinati o per chi non ha completato il ciclo vaccinale, quarantena di 10 giorni, e poi tampone negativo. Per chi è vaccinato da più di 120 giorni, se asintomatico, quarantena di 5 giorni, e poi test. Per i vaccinati o guariti nei 120 giorni e per chi ha fatto il booster, autoserveglianza (che termina al quinto giorno) e mascherina Ffp2 per almeno 10 giorni dal contatto.

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