per una settimana

Milano chiude per coronavirus: stop a scuole, cinema, bar dalle 18 alle 6

Dalle scuole ai teatri, fino ai musei, ai cinema, ai bar e ai locali notturni dalle 18 alle 6: tutto chiuso per 7 giorni che potrebbero anche diventare 14 in seguito all’ordinanza di Regione Lombardia

Coronavirus, quali sono i sintomi e come si trasmette

Dalle scuole ai teatri, fino ai musei, ai cinema, ai bar e ai locali notturni dalle 18 alle 6: tutto chiuso per 7 giorni che potrebbero anche diventare 14 in seguito all’ordinanza di Regione Lombardia


3' di lettura

Milano chiude per cercare di proteggersi dal Coronavirus, che però è ormai arrivato in città con il primo caso di positività di un dermatologo del Policlinico.
Dalle scuole ai teatri, fino ai musei, ai cinema, ai bar e ai locali notturni dalle 18 alle 6: tutto chiuso per 7 giorni che potrebbero anche diventare 14 in seguito all’ordinanza di Regione Lombardia, che prevede la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi o di ogni forma di riunione in luogo pubblico anche di carattere culturale.

Assalto ai supermercati
Cambia tutto in città, con l'Arcidiocesi che ”salva” funerali e matrimoni ma solo per parenti stretti, e la gente si riversa nei supermercati per riempire i carrelli di cibo, con lunghe code e scaffali vuoti. Con il passare delle ore, la città pian piano chiude.
Cancellata già nella giornata del 22 febbraio Inter-Sampdoria, prevista a San Siro il 23 febbraio, già nella mattinata del 23 febbraio ci sono i primi ingressi sbarrati di musei ed esposizioni e poi arriva la richiesta di chiudere le scuole da parte del sindaco, Giuseppe Sala, che ha definito l'intervento “prudenziale”, accolta poi dalla Regione.

Spettacoli e cinema «sospesi»
Le istituzioni culturali più importanti della città sospendono gli spettacoli e i cinema la programmazione dei film nelle sale. Il teatro alla Scala sospende tutte le rappresentazioni a titolo cautelativo fino a nuove disposizioni delle autorità. Fuori dal teatro viene affisso un avviso in italiano e in inglese per comunicare la decisione ai turisti e ai cittadini. Così come fuori dalla Pinacoteca di Brera che il 23 febbraio chiude in anticipo, alle 17, e rimarrà chiusa fino al 2 marzo.
Sospesi gli spettacoli anche al Piccolo Teatro fino a nuova comunicazione; chiusi poi l’Hangar Bicocca e il museo delle Gallerie d'Italia.
Nessuna limitazione per i ristoranti
Bar, locali notturni e gli esercizi di intrattenimento dovranno chiudere secondo l’ordinanza regionale dalle 18 alle ore 6.00, mentre non ci saranno limitazioni per i ristoranti.
Chiuso il Duomo
Anche il monumento simbolo della città, il Duomo, resterà chiuso ai turisti in via cautelativa fino al 25 febbraio. I fedeli potranno entrare per pregare ma non potranno partecipare alle messe che sono state sospese fino a data da definire, come ha comunicato l'arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini.

Uffici pubblici e trasporto pubblico regolare
Si salvano per il momento gli uffici pubblici della città, i negozi e tutto il sistema del trasporto pubblico ma, se la situazione dovesse «degenerare, nella fase due si potrebbero assumere iniziative più drastiche e rigorose», che in Cina sono state adottate “a Wuhan”, come ha spiegato il governatore lombardo, Attilio Fontana. Fontana si è detto però convinto che «non si arriverà a questo».
Settimana della moda «a porte chiuse»
Anche la Milano della moda ha preso le sue precauzioni: durante la settimana delle sfilate c'è chi ha deciso di sfilare a porte chiuse come Giorgio Armani e Laura Biagiotti.

In centro città quella del 23 febbraio non è stata una domenica come le altre: piazza del Duomo e corso Vittorio Emanuele non erano affollate di persone come sempre, niente code di turisti fuori dal Duomo, che si poteva ancora visitare, e nemmeno fuori da Palazzo Reale, che ospita importanti mostre. Molti di coloro che non hanno rinunciato alla passeggiata in centro indossano una mascherina, «così ci sentiamo più tranquilli», hanno spiegato due ragazzi.

Ed è scattato ’'assalto ai supermercati dopo l'ordinanza della Regione: scaffali della carne e di frutta e verdura si sono svuotati rapidamente e alle casse ci sono lunghe file. Le persone girano anche con due o tre carrelli e alcune indossano mascherine. Decisamente una domenica diversa per una città che chiude per coronavirus.

Altri articoli
Coronavirus, Governo: vietato uscire ed entrare da zone in quarantena. Stop a gite, lavoro ed eventi sportivi
Coronavirus, mercati nervosi. Come andrà la riapertura di Piazza Affari
Milano: tram semivuoti, meno persone in strada ma più auto

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti