In classe entrano ogni giorno 1,33 milioni di bambini

Scuole dell’infanzia, accoglienza in giardini e cortili: difficoltà nei controlli del green pass dei genitori nelle non statali

di Nicoletta Cottone

Primo giorno di scuola a Milano, i genitori: "Bambini hanno bisogno di tornare in presenza"

6' di lettura

L’accoglienza nella maggior parte delle scuole dell’infanzia si fa nei giardini e nei cortili. Quando ci sono. Altrimenti è davvero un problema. L’aggravante è che nelle scuole non statali per i bambini da 3 a 5 anni mancano le disposizioni operative per fare i controlli sui green pass dei genitori che accompagnano i piccoli a scuola. A loro, infatti, è interdetto l’uso della piattaforma online della Sogei, che ha funzionato a dovere per le altre scuole di ogni ordine e grado. E le scuole si sono organizzate con il “fai da te”, privilegiando l’accoglienza dei più piccoli all’aria aperta. In quelle che, per assenza di spazi aperti, hanno fatto accedere i genitori, si sono registrati dei rallentamenti all’ingresso e all’uscita dei piccoli.

Sono 1,33 milioni i bambini che frequentano le scuole dell’infanzia

In classe entrano ogni giorno un milione e 330 mila bambini dai 3 ai 5 anni, per forza di cose accompagnati da genitori o baby sitter che si trovano, loro malgrado, coinvolti nei problemi organizzativi. E visto che le scuole non statali non sono collegate alla piattaforma ministeriale, spesso gli istituti si sono organizzate con controlli con la app o richiesta di pass cartacei. La maggior parte ha scelto di lasciare i genitori fuori dalla scuola, per eliminare alla radice il problema. Effettuando i controlli del green pass in entrata e in uscita, sono necessari circa 2,7 milioni di controlli al giorno nelle 13.234 sedi delle scuole statali dell'infanzia e nelle 8.590 scuole paritarie (comunali e private). In classe sono circa 850mila i bambini che frequentano la scuola statale, 480mila nelle scuole dell'infanzia paritarie. E senza controllo del green pass non si può accedere agli edifici. L’Associazione nazionale presidi ha chiesto di organizzare l’accoglienza all’esterno dove possibile.

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I bambini di tre anni possono sentirsi abbandonati

«Nella maggior parte delle scuole dell’infanzia - spiega la dirigente di alcune scuole dell’infanzia di Roma nord - si controllano i pass degli insegnanti, ma non quelli dei genitori perchè mancano le modalità operative per effettuarli. L’accoglienza si fa in giardino. Il problema è che, per esempio, mercoledì a Roma è prevista pioggia e ci si domanda già cosa fare. Fra le altre i nuovi bambini che arrivano a scuola, quelli di tre anni, hanno poco tempo per abituarsi e non sentirsi abbandonati. Inizialmente le insegnanti per loro sono persone estranee. Non tutti, poi, hanno già frequentato l’asilo nido e quindi hanno già esperienza del distacco dalla famiglia nelle ore che trascorrono in classe».

In caso di contagi scatta la lead

Nelle scuole dell’infanzia non è possibile parlare di dad dal punto di vista didattico, ma si parla di lead, acronimo di “legami educativi a distanza”. E ogni volta che c’è un positivo a scuola fra i bambini o fra gli insegnanti per i piccoli si passa alla lead. «I bambini della scuola dell’infanzia - spiega una insegnante della scuola dell’infanzia e psicologa di Roma nord - nonostante l’enorme capacità di adattamento al cambiamento, hanno sofferto molto l’instabilità della scuola in presenza e la sua sostituzione con la lead. É davvero difficile soddisfare il bisogno di relazionarsi con i coetanei e con gli adulti attraverso un computer che spesso spaventa, inibisce e blocca la libera espressione e la spontaneità di cui i bambini sono portatori».

Garante dell’infanzia: i bambini hanno bisogno della presenza di insegnanti e compagni

«Il rientro a scuola dopo quasi due anni di pandemia è un momento importante per tutti, ma in particolare per i più piccoli, per i quali la didattica a distanza, lead nella scuola dell’infanzia – ancorché circoscritta a brevi periodi - ha rappresentato una grave privazione educativa. All'età della scuola dell'infanzia, infatti, i bambini hanno bisogno del rapporto fisico e di un’accoglienza e di un’affettività che richiedono la presenza dell'insegnante e dei compagni», ha detto al Sole24 Ore Carla Garlatti, garante per l'infanzia e l'adolescenza.

Nelle paritarie si chiede il pass cartaceo

«Nella Capitale - spiega un papà che ha seguito l’inserimento della propria bambina nella scuola dell’infanzia - in alcune scuole paritarie, come quella di mia figlia, i green pass sono stati chiesti in forma cartacea, perchè non c’è a disposizione la piattaforma ministeriale o la app che usano i ristoratori. L’accoglienza è stata fatta nei cortili e solo i bambini sono entrati nelle aule. E ingressi e uscite a orari scaglionati non hanno evitato assembramenti fuori dall’istituto, in un certo senso inevitabili, vista l’età dei bambini che vanno consegnati solo ai genitori o a nonni e baby sitter delegati».

Fronzoni (Mary Mount): «Green pass ai genitori solo per l’accesso agli edifici»

Nessun controllo del green pass ai genitori per entrare nel cortile dell’Istituto Mary Mount delle Suore del Sacro Cuore di Maria Immacolata, una storica scuola cattolica paritaria della Capitale in via Nomentana, che ospita oltre 900 ragazzi dall’infanzia alla secondaria superiore, 220 solo fra asilo ed elementari. La certificazione verde, fino a ulteriori precisazioni del ministero dell’istruzione, è stata controllata il primo giorno di scuola e lo sarà in futuro soltanto per l’accesso ai locali al chiuso. La scuola non ha accesso alla piattaforma statale per il controllo delle certificazioni verdi, ha spiegato il preside Andrea Fronzoni: «Abbiamo usato gli ipad e l’app di controllo tradizionale e ha funzionato tutto senza intoppi». In attesa di una ordinanza del Miur «che chiarisca se con accesso ’alle strutture delle istituzioni scolastiche’ si intenda (come appare logico) l’ingresso dentro gli edifici e i locali scolastici e non il semplice accesso ai cortili per portare o riprendere gli alunni - si legge in una circolare inviata alle famiglie - il controllo del green pass sarà effettuato esclusivamente per i genitori che avranno necessità di entrare nei vari edifici scolastici per riunioni, convocazioni, incontri con segreterie o business office e inserimento bambini Ec 1 (tre anni)».

Insostenibile il controllo di tutti gli accompagnatori

Per il preside «controllare il green pass a tutti gli accompagnatori sarebbe insostenibile nonostante la nostra situazione sia privilegiata, grazie al cortile. Ma in altri contesti, come la scuola sotto casa mia, si paralizzerebbe il traffico per ore. Ci auguriamo dunque che il ministero limiti l’esibizione del pass all’accesso a edifici e locali». Preoccupa in particolare il momento dell’uscita. «Potrebbe piovere: ma come si fa con la pioggia a controllare 500 certificazioni? E soprattutto - spiega il preside - non si può impedire a un genitore di prendere il proprio figlio. Potrebbe venire una baby sitter in emergenza sprovvista di certificazione, le situazioni possono essere infinite e le implicazioni non banali».

A Bergamo il padre senza green pass: «O mi riportate i figli o chiamo i carabinieri»

A Bergamo un episodio limite, che narra l’improvvisazione con cui è stata affrontata la misura. Un padre di due bambini di 3 e 5 anni, che frequentano la scuola dell’infanzia ha dovuto minacciare il ricorso ai carabinieri per riprendere i figli dopo il suono della campanella alle 12. È successo all’Istituto comprensivo Mastri Caravaggini, a Caravaggio, in provincia di Bergamo. «Ho chiesto al bidello se poteva prendere i miei figli poiché non avendo il green pass non potevo entrare nell’edificio. Mi ha risposto che loro non erano autorizzati a condurre gli allievi dall’aula alla porta d’ingresso. Dunque i bambini restavano in classe - ha raccontato all’Adnkronos il padre, F.R. -. Ho minacciato di chiamare i carabinieri per allontanamento di minore e solo allora la preside chiamata da una collaboratrice ha autorizzato il personale ad accompagnarli all’uscita». Nella circolare 11 settembre la dirigente scolastica comunicava l’obbligo di esibizione del green pass a chiunque dovesse accedere alle strutture della scuola, poi il 13 settembre, primo giorno di scuola, distribuito in chat «arriva un messaggio a caratteri maiuscoli della dirigente, comunicato ai rappresentanti», in cui si legge: «Si comunica che nel rispetto della normativa vigente da domani 14-09-21 il genitore delegato potrà accedere all’interno della scuola fino alla porta della sezione solo ed esclusivamente esibendo al collaboratore scolastico il green pass. Qualora sprovvisti della certificazione verde non si potrà accedere all’interno dell’edificio scolastico e non si potrà chiedere ai collaboratori scolastici di accompagnare in sezione il proprio figli». Dopo l’episodio è arrivato un correttivo.

Isole sul manto stradale per evitare di chiedere il green pass a mamma e papà

Orari scaglionati all’Istituto comprensivo Regina Elena nella Capitale che ospita bambini dall’infanzia alle medie. Un escamotage per scongiurare le complicazioni legate all’obbligo di green pass per i genitori, in particolare quelli dei più piccoli. Isole disegnate sul manto stradale di via Puglie, da cui si accede alle due scuole, con indicate anno e sezione delle classi su cui per appartenenza far disporre bambini e famiglie. «Abbiamo la fortuna di avere l’isola pedonale dopo anni di battaglia», ha spiegato una docente addetta alla sicurezza. All’ingresso i genitori portano i bambini nello spazio disegnato per terra e dedicato alla classe di appartenenza. All’uscita invece invece sono gli insegnanti ad accompagnare i bimbi nell’isola. «Così non dovremo chiedere il green pass a nessuno a parte chi ha necessità di entrare all’interno degli edifici scolastici». Chi «non ha l’isola pedonale - commenta la maestra - non ho davvero idea di come faccia».

Crimì (Forum Famiglie): «Qualche problema per l’infanzia ma finalmente normalità»

Per Pinella Crimì, delegata per la scuola del Forum Famiglie nel Lazio, in Piemonte e in Lombardia «non ci sono state grosse difficoltà. Forse qualche problema di comunicazione per i genitori dei bambini più piccoli per quanto riguarda l’obbligo di esibizione di green pass per i genitori, ma niente di eclatante. Mi hanno parlato tutti di una ripresa in presenza che finalmente ha un sapore di normalità». Crimi era « preoccupata per il recupero dei bambini al termine delle lezioni, che il genitore non in possesso di green pass potesse avere difficoltà a riprendere il proprio figlio. Ma fortunatamente ciò non è avvenuto. Le scuole si sono organizzate portando i bambini fuori dal cancello e i problemi che si sono presentati sono stati per lo più legati alla comunicazione ma sono stati casi sporadici».


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