IMPOSTE INDIRETTE

Scuole guida, l’Economia lavora per far partire l’Iva solo dal 2020

Il viceministro Misiani annuncia un intervento per evitare la retroattività

di Marco Mobili e Giovanni Parente


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(Fotogramma)

2' di lettura

Il Governo cerca una via d’uscita alla stretta retroattiva dell’Iva sulle scuole guida. La soluzione allo studio prevede la possibilità di applicare l’Iva solo per il futuro. Una soluzione che dovrebbe passare da una norma nella prossima legge di Bilancio. In questo modo lo spartiacque tra Iva esente e Iva dovuta (come chiesto dalla Corte di giustizia Ue) potrebbe essere individuato con il 2020. Se, invece, il Governo dovesse accelerare, inserendo l’intervento normativo in un altro provvedimento d’urgenza da qui a fine anno, la decorrenza sarebbe quella dell’entrata in vigore.

La soluzione è allo studio dei tecnici, anche perché la misura va “blindata” dai possibili rischi di infrazione comunitaria qualora fosse impugnata da un altro Stato membro. Intanto nella giornata di ieri è stato incassato l’ok politico con il viceministro all’Economia Antonio Misiani (Pd). Nel corso della trasmissione televisiva «Mattino 5» Misiani ha affermato che «sul futuro vale la sentenza comunitaria» mentre sul futuro l'intenzione è di «evitare che le scuole guida debbano chiedere ai clienti degli ultimi 5 anni di versare un'imposta (Iva) che all'epoca non era dovuta» e «lo faremo con una norma che inseriremo nel primo provvedimento utile».

Del resto, le associazioni rappresentative delle scuole guida erano subito insorte a seguito della risoluzione 79/E con cui il 2 settembre scorso l’agenzia delle Entrate ha preso atto della sentenza della Corte di giustizia Ue (causa C-449/2017) del 14 marzo 2019 con cui sono state escluse le lezioni di scuola guida tra i casi di esenzione Iva. E , ad avviso degli operatori del settore, ilcosto della restituzione per gli anni ancora accertabili (ossia dal 2014) sarebbe di circa 110mila euro ciascuno per un importo complessivo che supererebbe il mezzo miliardo di euro.

Già dall’opposizione era stata la Lega a sollecitare il Governo a un intervento per evitare la restituzione retroattiva dell’Iva da parte delle scuole guide. Una sollecitazione arrivata con un emendamento al decreto privacy in corso di conversione al Senato, che potrebbe rischiare l’inammissibilità per estraneità di materia, e una risoluzione alle commissioni Finanze e Trasporti della Camera. Proprio la risoluzione del Carroccio punta a impegnare l’Esecutivo anche sul frontre delle «imposte dirette, tenuto conto che alla detrazione sugli acquisti pregressi in beni e servizi riferiti all'attività imponibile seguirebbe la rettifica in aumento della deduzione del costo Iva, prima indetraibile». Mentre l’ex sottosegretario al Mef Massimo Bitonci chiede di introdurre una detrazione al 19% per compensare i futuri costi delle lezioni di guida per le famiglie.

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