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Cts: valutare stop scuole in zona rossa e oltre certe soglie. Dalle Marche alla Campania superiori in Dad al 100%

Crescono i territori che hanno riportato gli studenti da remoto a causa del virus. Da lunedì si aggiungono Basilicata e Molise. Bonaccini (Emilia Romagna): se aumentano i contagi, pronti a disposizioni più restrittive

di Cl.T.

Ecco i nuovi colori delle regioni: Sardegna zona bianca

3' di lettura

Con il passaggio in zona rossa di Basilicata e Molise la didattica a distanza torna prepotentemente alla ribalta. Questo nonostante nel nuovo Dpcm messo a punto dal governo Draghi si confermi l’obiettivo del 50% di lezioni in presenza, elevabile a 75%, nelle zone gialle.

A correre, e a preoccupare, sono soprattutto le varianti al Covid-19; e da qualche giorno diversi governatori hanno espresso la volontà di chiudere o mettere tutti gli studenti on line.

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Il Cts: c’è impatto contagi su scuola, ma misure in base a zone
Il tema è stato posto al Cts, che sembrerebbe confermare l’impatto dei nuovi contagi nelle scuole, ma differenziato. Per questo, secondo gli esperti sanitari, sarebbe auspicabile una modulazione delle misure a seconda delle zone, variabile in base a comuni o province e non soltanto su base regionale.

Valutare stop scuole in zone rosse e oltre alcune soglie
La linea potrebbe essere quella di prevedere lezioni a distanza in tutte le scuole nelle zone rosse regionali o in quelle locali, ma anche oltre il superamento di una determinata soglia di incidenza, a prescindere dal colore. Nella riunione del Cts la soglia di cui si è parlato si attesta sui 250 contagi settimanali ogni centomila abitanti, numeri che già determinano il passaggio in zona rossa. L’altra ipotesi, che non è stata oggetto della riunione ma riguarda ambienti esterni al Comitato, è di valutare l'incidenza di 100 contagi settimanali su 100mila abitanti e viene supportata da altre componenti.

Da quanto si apprende, il Cts stilerà un verbale dal quale potrebbero arrivare indicazioni che saranno prese in considerazione nel nuovo Dpcm. Secondo il Cts, con la stabilità dei contagi in zona gialla per 3 settimane consecutive, le attuali disposizioni sulle lezioni in presenza non dovrebbero cambiare. Al verbale sarà allegato uno studio Iss, sul quadro contagi-scuole. Ma andiamo con ordine.

Il nuovo Dpcm
Al momento la cornice resta il nuovo Dpcm. La scuola resta in presenza per gli alunni dell’infanzia, delle elementari e delle medie mentre per quelli delle superiori la didattica è in presenza «almeno al 50% e fino ad un massimo del 75%». Nel testo si introduce un’ulteriore misura: «Al fine di mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa».

Le ipotesi sul tavolo
Queste norme non convincono del tutto i governatori. Nelle prossime ore - sulla base del quadro epidemiologico delle nuove varianti del Covid che sarà esaminato dai tecnici - non si esclude che possano arrivare dal Governo ulteriori provvedimenti restrittivi sulla didattica in presenza, in particolare nelle zone arancioni, in particolare “scure”, e sull’utilizzo delle mascherine da parte dei bimbi tra i 6 e 11 anni. Il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, è stato chiaro: se aumentano i contagi, pronti a misure più restrittive.

Giro di vite in Campania
Chi già ha annunciato lo stop alle lezioni in presenza in tutti gli istituti è stato il governatore campano Vincenzo De Luca, dopo che a Napoli si sono registrati diversi casi di variante inglese. Un provvedimento che resterebbe in vigore fin quando tutti coloro che lavorano in ambito scolastico della regione, quindi non soltanto i prof, non saranno immunizzati.

Nelle Marche Dad fino al 5 marzo
Sulla stessa linea le Marche, che dispongono la didattica a distanza per gli studenti delle scuole secondarie. Il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, ha firmato un’ordinanza che prevede fino al 5 marzo, la Dad al 100% in tutte le scuole superiori.

Nelle sole province di Ancona e Macerata la stessa modalità in Dad al 100% riguarderà anche le seconde e terze classi delle scuole medie. Anche in questo caso l’obiettivo è ridurre la pressione sul sistema sanitario regionale, alla luce di un incremento di contagi covid nelle fasce di età giovanili.

Anche in Puglia lezioni on line
Le chiusure saranno anche legate ai “colori” delle regioni: con l'entrata in zona rossa di Basilicata e Molise anche queste ultime entrano nella modalità della didattica a distanza.

Restano chiusi anche gli istituti della Puglia, dove il Tar Puglia ha rigettato il ricorso di un gruppo di genitori baresi contro l’ultima ordinanza del governatore Michele Emiliano che dispone, fino al 14 marzo, per ogni ordine e grado, la didattica integrata digitale (Did) al 100%, riservando la presenza per l’uso di laboratori, o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’inclusione degli alunni con disabilità e bisogni educativi speciali.

In Sardegna - che diventa zona bianca - resta al momento la riduzione al 50%, ma solo alle superiori, sulla presenza dei ragazzi, così come già previsto per tutte i territori in area gialla.


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