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Scuole superiori in 4 anni, l’esperimento parte da mille istituti

Il nuovo decreto amplia la sperimentazione dei licei e degli istituti tecnici quadriennali al posto delle tradizionali superiori quinquennali

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

Sperimentazione: in mille scuole le superiori si fanno in 4 anni

2' di lettura

Per avvicinare i nostri giovani ai loro coetanei europei, che in tanti casi si diplomano a 18 anni anziché a 19 guadagnando un anno per gli studi universitari o per la ricerca del lavoro, si allarga la sperimentazione dei licei e degli istituti tecnici quadriennali al posto delle tradizionali superiori quinquennali. A partire dal 2022/23 la sperimentazione dei percorsi di studio abbreviati decuplica (dal suo avvio) e raggiunge le mille scuole. La novità è contenuta nella bozza di un decreto del ministero dell’Istruzione inviato al Cspi, l’organo tecnico consultivo del dicastero di viale Trastevere, per il parere di rito.

Cosa prevede il nuovo Dm

Stando alla bozza di Dm, infatti, l’Istruzione potrà autorizzare mille nuove prime classi sperimentali, caratterizzate da percorsi altamente innovativi e in linea con le nuove direttrici tracciate dal Pnrr, oltre che di un anno più brevi. Sulla falsariga di quanto già accade in altri Paesi, come Francia, Belgio, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito.

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I percorsi quadriennali dovranno garantire l’insegnamento di tutte le discipline previste dall’indirizzo di studi di riferimento, comprese educazione civica, transizione ecologica, sviluppo sostenibile, potenziamento delle discipline Stem, attraverso flessibilità didattica-organizzativa, incluso il digitale, e laboratoriale. Il tutto con una forte apertura a mondo del lavoro, ordini professionali, università e Its. Istituti tecnici e licei, autorizzati dal ministero, potranno partire dall’anno scolastico 2022/23; gli istituti professionali dal 2023/24.

I precedenti

In Italia è da Luigi Berlinguer che si parla di sperimentare percorsi «abbreviati», fino al 2017 quando l’idea fu messa in pratica da Valeria Fedeli con l’ok alle prime 100 scuole deputate ad offrire corsi in 4 anni, poi estese, l’anno successivo, di un altro centinaio. Il nuovo Piano di innovazione ordinamentale targato Patrizio Bianchi prevede una selezione pubblica a cui potranno partecipare sia le statali che le paritarie. Non si tratta di scorciatorie e non ci saranno «sconti»: i corsi di studi dovranno infatti assicurare agli studenti il raggiungimento degli obiettivi specifici di apprendimento e delle competenze previsti, per il quinto anno di corso, entro il termine del quarto anno. Restano ferme anche le disposizioni sugli esami di Stato e il rilascio dei titoli di studio finali.

Come partecipare al progetto

Le scuole che vorranno partecipare alla sperimentazione quadriennale dovranno presentare un progetto: gli studenti, per i quali si richiede l’abbreviazione, dovranno aver effettuato «un pregresso e regolare» percorso scolastico di otto anni; ci dovrà essere un potenziamento dell’apprendimento linguistico (attraverso l’insegnamento di almeno una disciplina non linguistica con metodologia Clil, a partire dal terzo anno di corso), più laboratori e insegnamenti opzionali e personalizzati, e una rimodulazione del calendario scolastico annuale e dell’orario settimanale delle lezioni.

Chi effettuerà la valutazione

I progetti saranno valutati da un’apposita commissione che ha disposizione 100 punti. L’ok si ottiene con almeno 50. I percorsi quadriennali autorizzati saranno attentamente valutati da un comitato scientifico nazionale, assieme a Invalsi e Indire, e ogni anno trasmette una relazione al ministero. Tutto ciò mentre una nuova grana in tema di scuola si profila all’orizzonte. Insoddisfatti delle misure su manovra e manovra del contratto i sindacati di categoria hanno proclamato lo stato di agitazione. E - come ha spiegato una nota unitaria di Flc Cgil, Uil Scuola, Snals-Confsal e Gilda - «non è esclusa alcuna forma di protesta compreso lo sciopero».

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