Ordine sparso

Scuole superiori, da lunedì si torna in classe in tre regioni. In Lombardia si prosegue a distanza

Il Tar dell’Emilia-Romagna e quello del Fvg sospendono l’ordinanza sulla didattica a distanza, rispettivamente fino al 24 gennaio e fino a fine mese: ridotto «immotivatamente» e «ingiustificatamente» il diritto degli adolescenti a frequentare di persona la scuola

Azzolina: "Dopo medici e over 80, vaccini al personale della scuola"

Il Tar dell’Emilia-Romagna e quello del Fvg sospendono l’ordinanza sulla didattica a distanza, rispettivamente fino al 24 gennaio e fino a fine mese: ridotto «immotivatamente» e «ingiustificatamente» il diritto degli adolescenti a frequentare di persona la scuola


4' di lettura

Lunedì potrebbe essere il giorno del ritorno parziale in classe per ragazze e ragazzi delle scuole superiori di tre regioni: Lazio, Molise e Piemonte. Dai dati del monitoraggio sulla situazione sanitaria è emerso che nessuna di queste regioni diventerà “zona rossa”. Colore al quale tornerà invece la Lombardia a partire da domenica 17 gennaio: nella Regione si dovrà perciò continuare con la didattica a distanza al 100%.

A Milano due licei occupati contro Dad

Resta così senza effetto la decisione del Tar della Lombardia che aveva sospeso l’ordinanza che imponeva l’insegnamento a distanza fino al 24 gennaio. A Milano gli studenti continuano la loro protesta contro la didattica a distanza. Dopo il Manzoni occupato martedì, venerdì mattina alcune decine di studenti che fanno parte dei collettivi studenteschi hanno occupato due licei, il classico Tito Livio e lo scientifico Severi-Correnti, per chiedere di tornare a scuola in presenza il prima possibile.

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Emilia-Romagna: il Tar accoglie il ricorso contro l’ordinanza sulla Dad

Anche in Emilia-Romagna il Tar ha sospeso l’efficacia dell'ordinanza dell'8 gennaio 2021 con cui il presidente Stefano Bonaccini aveva disposto la didattica a distanza al 100% per le scuole superiori fino al 23 gennaio. Il ricorso era stato presentato da 21 genitori. Secondo i giudici amministrativi l’ordinanza comprime in «maniera eccessiva», «immotivatamente» e «“ingiustificatamente», il «diritto degli adolescenti a frequentare di persona la scuola quale luogo di istruzione e apprendimento culturale nonché di socializzazione, formazione e sviluppo della personalità».

Tar Fvg accoglie ricorso contro ordinanza su Dad

Analogo scenario in Friuli Venezia Giulia, dove il Tar, come già in altre regioni, ha accolto il ricorso presentato da genitori di studenti delle superiori e ha sospeso l'efficacia dell'ordinanza del 4 gennaio scorso del Governatore Massimiliano Fedriga che disponeva la chiusura delle scuole secondarie di secondo grado - con attività solo in didattica a distanza - fino alla fine del mese. Lo ha reso noto il Tgr Rai precisando che il ricorso scaturiva dai problemi sull'efficacia dell'azione didattica a distanza, sottolineando il divario tra le apparecchiature in possesso tra gli studenti e le conseguenze sulla salute psico-fisica dei ragazzi.

In classe ma al 75%

Secondo le disposizioni del Dpcm in scadenza, confermate in quello nuovo, nelle zone rosse le scuole superiori e la seconda e terza media seguiranno le lezioni a distanza e non in presenza. Anche nelle cinque regioni dove le classi superiori potranno tornare in aula da lunedì, tuttavia, la presenza degli studenti sarà limitata non più al 75%, come previsto in passato, ma al 50%, come dovrebbe essere indicato nel nuovo provvedimento del premier che entrerà in vigore sabato 16 gennaio.

La situazione

Lazio, Molise e Piemonte si aggiungeranno alle altre quattro regioni - Valle d'Aosta, Toscana, Abruzzo e Trentino Alto Adige - in cui le superiori sono già tornate in classe. Per quanto riguarda invece Campania e Umbria il rientro in classe è previsto per il 25 gennaio. Dureranno fino al 1° febbraio, invece, le lezioni a distanza in Friuli Venezia Giulia, Marche, Sardegna, Veneto, Calabria, Sicilia e Basilicata.

Toti, superiori in Liguria chiuse ancora una settimana

Anche in Liguria gli studenti delle superiori dovranno attendere per tornare in classe. «Abbiamo deciso, consultandoci con la nostra task force sanitaria, di andare avanti con la didattica a distanza per le scuole superiori ancora per una settimana, proprio per mantenere in calo» i parametri del contagio, ha annunciato il governatore della Liguria Giovanni Toti.

Emiliano, didattica a distanza per un'altra settimana

«Verrà prorogata l'attuale didattica digitale integrata al 100% nelle scuole secondarie di secondo grado per almeno un'altra settimana, in modo da contenere ulteriormente la curva dei contagi. Per le scuole primarie e secondarie di primo grado si manterrà come sempre un sistema che consenta alle famiglie che non desiderano la didattica in presenza di ottenere la didattica digitale integrata senza essere obbligati alla presenza». È quanto ha comunicato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano con riferimento alla prossima ordinanza sulla scuola che sarà emanata nelle prossime ore. «Siamo estremamente preoccupati - spiega Emiliano - per quanto l’Istituto superiore di Sanità ha reso pubblico e per quanto il Governo ha fatto di conseguenza, rendendo più rigide le regole di zonizzazione al punto da mandare in zona arancione molte regioni italiane. L’Istituto superiore di sanità ci chiede di mantenere inalterate le misure di contenimento della curva epidemiologica. E una delle misure adottate in Puglia per ottenere tale contenimento è l’alleggerimento della didattica in presenza attraverso la libera scelta della didattica digitale integrata da parte delle famiglie che lo desiderino».

Trasporto pubblico potenziato

In vista della ripresa, si stanno predisponendo piani per potenziare il trasporto pubblico, attraverso anche l'utilizzo di bus turistici. Così come ha fatto il Lazio, che ha potenziato i propri servizi affittando mezzi privati in modo da poter incrementare l'offerta delle corse. Tra le regioni virtuose, rivela il Comitato bus turistici (un raggruppamento di aziende del settore che raccoglie oltre cento operatori), ci sono anche Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Abruzzo e Veneto, con un minore impegno, invece, nel Centro-Sud.

Azzolina: lavoro sui ristori

Davanti ad un quadro epidemiologico che potrebbe pesare ancora sul sistema scolastico, la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, spiega che il governo sta provando a riportare in classe «le studentesse e gli studenti del secondo ciclo» ma allo stesso tempo sta “lavorando per analizzare gli effetti di questi mesi”. “Noi sappiamo - ammette - che questa crisi pesa e ha pesato sui nostri studenti e sappiamo anche che chi appartiene alle fasce sociali deboli paga di più questa crisi”. “Non sappiamo - conclude Azzolina - quando usciremo da questa pandemia. Dobbiamo continuare a lavorare come abbiamo fatto fino ad oggi per questo chiederò ulteriori ristori formativi per studenti e studentesse. E' qualcosa di più che ci servirà per potenziare i provvedimenti e lavoreremo ancora di più rispetto a quanto è stato fatto per dare supporto psicologico agli studenti, al personale scolastico, e alle famiglie perché la pandemia ha evidentemente ampliato i divari sociali».

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