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Sdf compra la francese VitiBot, elettro trattori per lo champagne

Il big di Treviglio rileva il controllo dell’azienda di veicoli autonomi. L’ad Bussolati: «Avanti con forza verso un’agricoltura connessa e sostenibile»

di Luca Orlando

La svolta. (Adobe Stock)

3' di lettura

Guida autonoma, motore elettrico, controllo remoto. La multinazionale della meccanizzazione agricola Sdf effettua un salto nel futuro rilevando la maggioranza di VitiBot, Pmi francese in possesso di una tecnologia rivoluzionaria nei mezzi per viticoltura. Azienda giovane, nata appena nel 2016, ma già in grado di sviluppare grazie al team di oltre 50 tra ingegneri e softwaristi uno strumento innovativo per le lavorazioni nei vigneti. Non prototipi ma trattori reali, già venduti in decine di unità sul mercato, oggetti da due tonnellate alimentati a batteria che per 12 ore, in modo autonomo e dunque senza guidatore, sono in grado di effettuare le principali attività necessarie sul campo.

«Da un paio d’anni - spiega l’ad di Sdf Lodovico Bussolati - avevamo identificato nell’agricoltura sostenibile e digitale una direttrice chiave dello sviluppo e dopo uno scouting approfondito ci siamo resi conto che quella di VitiBot, nei vigneti, era la soluzione più avanzata al mondo».

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Valutazione del resto condivisa dalla “crème” della viticoltura transalpina, con alcuni dei più noti produttori di Champagne (le maisons Roederer, Martell Mumm Perrier-Jouët, Laurent-Perrier, Piper-Heisieck, Charles Heidsieck) ad aver sostenuto l’ex start-up nel duplice ruolo di azionisti e clienti. «Un atto di fiducia da un lato ma anche un banco di prova eccezionale per testare sul campo e sviluppare il prodotto - spiega Bussolati -, che peraltro è già presente anche in Italia e vede solo nel nostro Paese ordini acquisiti per un’altra ventina di unità».

Oggetti sofisticati, l’ordine di grandezza di prezzo è 150mila euro, in grado di rivoluzionare l’attività nei vigneti, effettuando ad esempio le attività di tosaerba o sarchiatura in totale autonomia e assenza di emissioni.

«La tecnologia utilizzata è avanzatissima - spiega Bussolati - e pensiamo che lo stesso schema possa essere replicato anche per alcune lavorazioni nei frutteti, dove le potenze richieste non sono elevate e la batteria elettrica è una soluzione adeguata. La battaglia ai diserbanti chimici apre inoltre spazi di mercato aggiuntivi: se in passato per eliminare le erbe indesiderate poteva bastare un solo passaggio all’anno oggi ne occorrono molti di più. Ecco perché una guida autonoma a zero emissioni è la strada del futuro». Per Sdf, big basato a Treviglio da 1,5 miliardi di ricavi, quasi 40mila mezzi prodotti all’anno, un ebitda che sfiora l’11% e 4.500 addetti, si tratta di una prosecuzione della strategia avviata da tempo. Che vede procedere in parallelo internazionalizzazione e rinnovamento/ampliamento della gamma-prodotto. Schema che proprio in Francia, nel 2011, aveva portato all’acquisizione di Grégoire, leader assoluto nelle vendemmiatrici, lavorazione che invece richiede potenze superiori rispetto a quelle possibili con VitiBot.

«Così come abbiamo fatto allora - aggiunge Bussolati - anche in questo caso intendiamo accompagnare lo sviluppo dell’azienda e l’industrializzazione del prodotto assecondando una domanda di mercato che pensiamo sarà formidabile, perché l’agricoltura connessa e sostenibile rappresenta il futuro. Le maisons dello Champagne restano nel capitale, così come il fondatore dell’azienda, elementi questi che avevamo fortemente auspicato per valorizzare al meglio l’operazione. Ora vediamo grandi opportunità nella reciproca contaminazione dei know-how, così come sinergie nella ricerca e nell’attività commerciale, puntando in primis ai grandi paesi produttori: Francia e Italia, naturalmente, ma anche la California e in generale ovunque vi siano grandi vigneti». Ricavi aggiuntivi che per il gruppo si innestano su una macchina comunque già “lanciata” e ancora in crescita nel 2022, oltre i livelli record dello scorso anno. «La fatica di reperire componenti ed elettronica è quotidiana - spiega Bussolati - ma ad ogni modo il nostro mercato continua a tenere e la domanda di trattori resta tonica: il portafoglio ordini non è mai stato per noi così ampio e stiamo lavorando al massimo della nostra capacità produttiva».

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