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Se l’aggiudicazione viene annullata, l’amministrazione deve rivalutare l’offerta

Il subentro automatico del ricorrente può avvenire solo in determinate condizioni

di Francesco Longo

(Zigmunds - stock.adobe.com)

I punti chiave

  • La decisione
  • Primo grado
  • Manodopera da indicare

2' di lettura

La sentenza 6014/2022 (ricorso 8132) del Consiglio di Stato, quinta sezione, ha affrontato la delicata questione delle conseguenze per l’affidamento nell’ipotesi di annullamento dell'aggiudicazione. Cioè se subentra il ricorrente non aggiudicatario o se la stazione appaltante debba agire.

Nei contratti pubblici, all'annullamento dell'aggiudicazione, discende il subentro nel contratto del ricorrente non aggiudicatario, a condizione che questi abbia richiesto, nel ricorso, il subentro del contratto in base all’articolo 122 del Codice del processo amministrativo e, al tempo stesso, il giudice amministrativo abbia pronunciato l'inefficacia del contratto stipulato con l'aggiudicataria (illegittima).

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La decisione

Diversamente, secondo quanto deciso dal Consiglio di stato nella sentenza 6014/2022, che ha richiamato le pronunce 7976/2019 e 2731/2020, all'annullamento dell'aggiudicazione, in assenza di una pronuncia espressa sulla parte del contratto d'appalto, non può seguire l'inerzia della stazione appaltante. Essa deve valutare se, sulla scorta delle ragioni che hanno provocato l'annullamento dell'aggiudicazione, «permangano o meno le condizioni per la continuazione del rapporto contrattuale in essere, con l'operatore economico (illegittimo) aggiudicatario», oppure se non risponda maggiormente all'interesse pubblico risolvere il contratto e ripetere la procedura di gara.

Primo grado

Il caso in questione riguardava la non aggiudicazione di un appalto di lavori per la riqualificazione di un edificio scolastico con procedura negoziata con il criterio del minor prezzo. La sostenuta illegittimità si fondava sull’offerta dell’impresa aggiudicataria ritenuta anomala, in relazione al costo del lavoro indicato.Il Tar Lazio, sezione di Latina, ha rigettato il ricorso, ritenendo congrua l’offerta.

Manodopera da indicare

Di diverso avviso il Consiglio di Stato, che ha riformato parzialmente la sentenza del primo giudice ritenendo che l’offerta sia da ritenersi sempre anomala laddove, in base all’articolo 95, comma 10, del Codice dei contratti pubblici, vi è l’obbligo di indicare «i costi della manodopera» nell’offerta economica, a pena d’esclusione.Aspetto che riguarda il singolo operatore e ha ad oggetto «i propri costi della manodopera», ossia i costi da sostenersi per garantire, nel concreto, l’esecuzione dell’appalto.

Si tratta, pertanto, del rispetto dei minimi salariali, con l’evidente finalità di tutela delle condizioni dei lavoratori cui si accompagna il consentire alla stazione appaltante la verifica della serietà dell’offerta economica.

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