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Se l’arredo è sospeso tra l’ordine e la magia

di Fabrizia Villa


Italia leader europeo della Design Economy

3' di lettura

Più ordine e pulizia: questo accade quando al design manca la terra sotto i piedi. Lo hanno predicato per primi gli Shaker, il gruppo religioso fondato da Anne Lee in America alla fine del 1700 e precursore degli arredi minimalisti. Costituitisi in comunità rurali e villaggi, gli Shaker costruivano mobili, rigorosamente in legno di faggio, acero o rovere, che perseguivano la praticità, in un rapporto strettissimo fra forma e funzione. In quest’ottica progettavano arredi che potevano essere appesi facilmente per fare spazio oppure dotati di ruote per poterli spostare. A loro si deve la molletta da bucato, il pezzo di design sospeso per eccellenza.

Oggi gli Shaker rimarrebbero sicuramente colpiti da Fluttua di Lago, il letto sospeso su un unico supporto centrale regolabile in altezza, che sostiene il telaio, attaccato a parete con un pianale che risulta impercettibile alla vista, creando un magico effetto di galleggiamento. L’impressione è di trovarsi di fronte al gioco di un illusionista.

Sono tutte da appendere al muro anche le nuove testiere presentate da Gebrüder Thonet Vienna all’ultimo Salone del Mobile. Tre le proposte della collezione pensate per abbinarsi a sommier neutri e che ripropongono i classici codici del brand, dal legno curvato a vapore agli inserti di paglia di Vienna. A firmarle sono gli Storagemilano, con l’architettonica Ottow, Chiara Andreatti con Yvette, ispirata alle forme decorative della Belle Époque e i GamFratesi, che regalano il loro stile leggero ed essenziale a Rue, testiera discreta nel disegno, ma generosa nelle forme. Proprio alla coppia di designer formata da Stine Gam ed Enrico Fratesi si deve uno dei pezzi sospesi che ha avuto maggior successo negli ultimi anni. Si tratta di Waltz, vincitore del Wallpaper Design Award 2017, che rendere omaggio alle origini viennesi del marchio. Questo attaccapanni da parete modulare apparentemente semplice è ispirato ai passi del più classico dei balli da sala, il valzer, evocato dalle evoluzioni del legno.

Oggetti di design per e da appendere

Oggetti di design per e da appendere

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La leggerezza è proprio l’elemento comune al design di oggetti pensati per appendere come attaccapanni e servimuti, forse anche perché è loro richiesto un impegno provvisorio, leggero appunto. Lieve nel design quanto prezioso è Viae, servomuto disegnato dal duo Analogia Project per Frag, ispirato ai ciottoli delle antiche strade romane la cui forma liscia e levigata deriva dall’uso e dal tempo. La struttura in tondino si alza verso l’alto – tenuta insieme da quattro cerchi dello stesso materiale – andando a creare tre punti di appoggio di differenti altezze, con diverse funzioni: due appendiabiti e uno svuotatasche, legati stilisticamente dal rivestimento in cuoio.

Di assoluta semplicità è Joly, la “sedia-guardaroba” presentata da Colé al Salone del Mobile. Si tratta di un autentico jolly, firmato da Lorenz + Kaz, in cui si fondono la classica sedia che si tiene accanto al letto, il servomuto e lo svuotatasche, un pezzo camaleontico e facile da spostare fatto per seguire chi lo sceglie. È un vero e proprio guardaroba a cui appendere abiti e accessori il servomuto della collezione Frame per la zona notte firmato da Carlo Colombo per Giorgetti. In acero e cuoio, con inserto della base in marmo, è modulabile con accessori diversi, tra cui ganci in metallo, grucce, specchi e vassoio svuotatasche.

Elemento comune a molti degli oggetti di design che non tengono i piedi per terra è il gioco, come insegna Booken, di Raw Edges per Lema, progetto che interpreta in chiave unica e insolita il concetto di libreria. Qui il libro, trasformando la sua funzione, si reinventa e diventa materiale; così Booken è contemporaneamente tavolino, mensola e libreria. L’ironia è già nel nome di Trespolone di Michele De Lucchi per Danese. La struttura in legno s'ispira a un cavalletto da pittore a tre gambe che sostiene un piano, rettangolare o tondo, o il corpo appendiabiti con sei ganci e un portaombrelli.

Uno scherzo sofisticato è anche Vizio, di Leonardo Talarico per Living Divani: due semplici steli in tondino d’acciaio che s’incrociano nell’aria da tenere vicino a sé quando si è seduti per appoggiare un bicchiere o una tazzina da caffè. Sempre Living Divani propone un oggetto multifunzionale per gli spazi d’ingresso e d’attesa, Aero V, l’appenderia/valet stand firmato dallo studio Shibuleru, insieme di montanti e piani di appoggio verniciati nero. Se non fosse per colore e materiale, decisamente contemporanei, questo pezzo d’arredo che punta alla sostanza potrebbe stare a buon diritto nella casa di un villaggio Shaker.

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