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Se l’azienda è infiltrata lo dice l’algoritmo: ecco i sei indici di allerta

L’Università di Padova ha elaborato un sistema predittivo che segnala il rischio di contatto delle aziende con le mafie

di Ivan Cimmarusti

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4' di lettura

Danilo C., 44 anni, 1.000 euro al mese in busta paga, faceva il magazziniere. La ‘Ndrangheta l’ha portato in 24 ore al ruolo di amministratore delegato di una società di Roma, con stipendio da 3mila euro ma senza competenze se non quella di firmare carte e di accollarsi debiti per mezzo milione.

L’ascensore sociale che offre la criminalità organizzata, tra alte retribuzioni e ruoli di prestigio, ha un prezzo da pagare. Danilo C. è rimasto imbrigliato nella recente inchiesta dei pm di Roma, anche se il cognato, sotto intercettazione, l’aveva messo in guardia: «Io, da esterno, ti dico che ti hanno messo in mezzo...questi sono calabresi, se ti vogliono mettere in mezzo ti mettono quando, come e dove vogliono».

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Il sistema predittivo

Il caso di Danilo C. non è isolato, anzi. Il suo profilo ricalca uno dei sei “indicatori” messi a punto per stanare l’impresa sotto il controllo delle mafie: il prestanome, più comunemente detto «testa di legno».

A elaborare gli alert (elencati nella scheda qui sotto) è stato un gruppo di lavoro accademico coordinato da Antonio Parbonetti, professore ordinario all’Università di Padova, e da Michele Fabrizi e Francesco Ambrosini. L’analisi di oltre 10mila aziende controllate dalle cosche di ‘Ndrangheta, Camorra e Cosa nostra ha permesso di mettere a punto un algoritmo alla base di un sistema di Intelligenza artificiale in grado di stanare le imprese infiltrate. Figure apicali prive di ruolo, come quella di Danilo C., variazioni societarie, multiple transazioni e crescite imprenditoriali possono celare la mano delle mafie. Certo non sempre. Ma quando gli indicatori convergono su valori anomali è il caso di svolgere approfondimenti per evitare spiacevoli “legami”.

Lo hanno capito a Cassa depositi e prestiti. La società partecipata dal ministero dell’Economia già sfrutta questo Data intelligence per conoscere in anticipo le imprese con cui entra in rapporti. L’elenco delle “big” partecipate che si avvalgono di questo sistema predittivo è più ampio, ma molte imprese non hanno autorizzato la pubblicità dell’accordo. Intanto, però, con l’imminente avvio degli stanziamenti da 240 miliardi del Next generation Eu, anche le imprese private che vorranno partecipare alle ricche commesse del Pnrr potrebbero avvalersi di questi strumenti, quantomeno per capire con quale partner intendono collaborare o a chi affidare i subappalti e le forniture di servizi.

L’ombra del titolare effettivo

L’impresa “pulita” dovrà fare attenzione ai soggetti con cui entra in contatto. Il rischio di avviare un dialogo con un “uomo ombra” che negli accordi imprenditoriali compare dal nulla è un alert tra i più importanti del sistema predittivo.

Il caso di Danilo C. torna a essere un esempio: quando si è trattato di mettere a punto un business plan e di stringere rapporti commerciali è intervenuto un altro personaggio, V.A., formalmente un dipendente della società ma cugino di Vincenzo Alvaro, uno dei due boss della cellula Locale della ‘Ndrangheta di Roma. È lui materialmente a stipulare accordi di fornitura per strutture alberghiere e diversi locali commerciali e bar disseminati nella Capitale. Questo è un elemento di non poco conto nelle rielaborazioni del sistema di intelligenza artificiale.

Gli indicatori comprendono anche altre voci, quali il valore del capitale sociale (sempre limitato nelle infiltrate), il patrimonio netto contenuto rispetto al valore attivo, il basso numero di dipendenti rispetto ai ricavi di vendita e il tasso di crescita del volume d’affari raffrontato alla dotazione delle risorse umane, patrimoniali, finanziarie e di struttura. Secondo Parbonetti «tali indicatori di coerenza assumono rilievo alla luce del fatto che le aziende legate alla criminalità organizzata sono parte di un’organizzazione complessa e unitaria».

Spiega che l’analisi «ha consentito di mettere in evidenza come le mafie operano differenziando e gestendo in apparente autonomia le attività connesse alle diverse aree di affari. Tuttavia, anche in un contesto in cui le attività appaiono segregate e differenziate la dimensione unitaria ha un’importante implicazione perché consente alle aziende connesse con la criminalità di svolgere un’attività economica contando sulle risorse di soggetti apparentemente terzi. In questa prospettiva, gli indicatori evidenziati sono orientati a cogliere un basso livello di coerenza tra risorse e attività economica».

I sei indicatori

1

Presenza di «teste di legno»

La presenza di figure apicali che non rivestono alcun ruolo formale pur in presenza di un ampio potere decisionale. La circostanza è legata al fatto che in alcuni casi figura come proprietario e amministratore un prestanome, di conseguenza nei momenti di particolare rilievo della vita aziendale si palesa il titolare effettivo che però non avrebbe formalmente alcun titolo per decidere e gestire l’aziendaPer esempio, il vero titolare, potrebbe farsi avanti nel momento in cui l’azienda deve contrattare un mutuo o l’acquisto di una nuova attività economica, o l’affitto di un ramo di azienda.

2

Transazioni sproporzionate

Le aziende, a dispetto della struttura, evidenziano una operatività nella quale si susseguono numerose transazioni non giustificate e spropositate rispetto alla struttura aziendale stessa. In questo ambito assume rilievo, per esempio, il basso numero di dipendenti rispetto alle attività che devono essere svolte o l’esigua dotazione di impianti, macchinari e attrezzature rispetto al volume di attività.

3

Amministratori comuni

Le aziende legate alle organizzazioni criminali spesso condividono gli amministratori anche se sono localizzate in luoghi distanti che rendono non immediata la possibilità di esercitare in modo efficace un’adeguata attività di governo, anche in considerazione del fattoche la struttura organizzativa non prevede un adeguato livello di deleghe.

4

Volume d’affari incoerente

Il ricorso alla falsa fatturazione rende non coerente il volume di affari con Profili imprenditoriali multipl la struttura aziendale.

5

Gli imprenditori delle aziende criminali spesso gestiscono

un numero rilevante di aziende operanti in settori molto diversi e che per tali ragioni richiederebbero competenze differenziate. Si tratta di figure imprenditoriali che in un arco temporale limitato riescono a costituire e guidare apparentemente con successo un numero consistente di aziende. Ad esempio, in una recente operazione antimafia si è evidenziato come una singola persona fosse coinvolta in qualità di amministratore in più di venti diverse società tutte costituite in un arco temporale brevissimo.

6

Rapida crescita dell’attività

Rapida crescita dell’attività economica. L’utilizzo delle fatture false consente di conseguire una crescita rapida anche perché non necessita di investimenti e di acquisizione di competenze.La rapidità e apparente facilità con cui alcune aziende criminali crescono generano consenso e rafforzano il ruolo dell’organizzazione criminale.

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