Viaggio tra le ceneri del rogo che ha devastato la tendopoli di San Ferdinando

2/12i migranti dimenticati di rosarno

Se mangiare può costare la vita: fiamme da un braciere acceso per la cena

Credit Francesco Mollo (per gentile concessione)

Le fiamme sono partite da dentro, dalle scintille di un braciere acceso per cucinare. Alimentato anche dopo cena, per non sentire freddo. In questo periodo, nella Piana di Gioia Tauro, il termometro la notte si avvicina allo zero. Questione di attimi e la tendopoli di San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria, è già un inferno. Gli immigrati che alloggiano nell'accampamento - circa 700 persone, prevalentemente braccianti agricoli che in inverno lavorano nei campi per la raccolta delle arance - si svegliano di colpo. Si buttano addosso una coperta e scappano, portando via solo i documenti. Becky Moses non fa in tempo: pochi minuti e muore carbonizzata. Era nigeriana e aveva 26 anni. Due donne vengono soccorse e trasferite al Centro di grandi ustioni di Catania. Alcuni uomini, feriti e intossicati dal fumo, sono trasportati negli ospedali della zona.

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