come scegliere il finanziamento

Se il mutuo è green la banca ti aiuta

di Vitaliano D'Angerio


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(© Bob Turner)

3' di lettura

Se fai un mutuo green la banca ti verrà incontro con incentivi sul finanziamento, sui pannelli solari che utilizzerai o sugli infissi da cambiare: l’unica condizione è che la casa diventi efficiente dal punto di vista energetico. Se ne è discusso mercoledì 12 dicembre a Milano, nel building di UniCredit, che assieme ad altre banche italiane come Banco-Bpm, Bper e Mps è entrato nel gruppo pilota di istituti europei che nei prossimi mesi offriranno questo tipo di prodotto finanziario alla clientela. «Dopo sei mesi di lavoro e di confronto con la Commissione Ue, la Bei ed altre istituzioni europee, abbiamo elaborato la definizione di mutuo green –, spiega Luca Bertalot, segretario generale dell’European Mortgage Federation, organizzazione che ha promosso l’iniziativa in Europa –. Per essere definito come “Energy efficient mortgage”, il finanziamento dovrà aver garantito un miglioramento dell’efficienza energetica dell’abitazione di almeno il 30%». Secondo i dati forniti dall’European Mortgage Federation, ci sono in Europa 247 milioni di abitazioni e ben 220 sono state costruite prima del 2001. Un enorme potenziale, in prospettiva, per il miglioramento dell’efficienza energetica.

La definizione

La definizione del mutuo verde o, in inglese, Energy efficient mortgage (Eem) è la seguente: « Gli Eem sono destinati a finanziare l’acquisto, la costruzione e/o

il rinnovo di edifici residenziali (famiglia singola & multi-famiglia) e commerciali dove si dimostra: (1) prestazioni energetiche che soddisfano o
superano gli standard di migliori pratiche del mercato in linea con gli attuali requisiti legislativi dell’Ue e/o (2) miglioramento delle prestazioni energetiche di almeno il 30%». Quindi c’è un fattore di efficienza energetica ma ci saranno pure delle incentivazioni per la clientela che vuole sottoscrivere tali mutui. «Il progetto prevede che le banche pilota possano realizzare il funding sul mercato a dei costi più convenienti – sottolinea Bertalot –. Commissione Ue, Bei e le altre istituzioni aiuteranno gli istituti che hanno aderito al progetto. Una parte dei vantaggi economici provenienti dal funding, dalla raccolta quindi, dovranno essere riversati alla clientela. Abbiamo creato un Advisor Council, in cui sono coinvolte le istituzioni Ue, che supporterà e coordinerà tali iniziative». Sarà poi la singola banca, in seconda battuta, a decidere come spalmare i vantaggi del minor costo del funding sui propri clienti: per esempio facendo leva sul tasso o fornendo gli strumenti per realizzare l’efficienza energetica come i pannelli solari.

Le istituzioni coinvolte

Al tavolo di lavoro milanese, oltre ai rappresentanti delle banche italiane, era presente anche il Comune di Milano nella persona dell’assessore Marco Granelli, con delega alla mobilità e all’ambiente. «Il ruolo delle istituzioni è molto importante – ribadisce Bertalot –. In questa iniziativa abbiamo coinvolto per

esempio il governo federale in Belgio e il governo regionale in Scozia». Il ruolo delle istituzioni regionali e locali si focalizzerà in particolare sulle politiche edilizie e sullo scambio di informazioni con gli istituti di credito che fanno parte del progetto pilota.

I tempi dell’offerta e altre iniziative

I mutui green arriveranno presto agli sportelli delle banche europee coinvolte nel progetto pilota. Anzi, ce ne sono alcune che questi prodotti li offrono già come la scandinava Nordea. Per altri istituti di credito sarà ora necessario stabilire che tipo di incentivi verranno agganciati al finanziamento e da qui partiranno poi le campagne di marketing per l’offerta del prodotto finanziario. Il 24 aprile a Riga, in Lettonia, vi sarà un evento europeo a cui parteciperà anche l’eurocommissario Valdis Dombrovskis. A quanto si è saputo, sarà quella l’occasione per presentare i risultati dell’iniziativa sui mutui green europei.

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