aveva 59 anni

«Se ne va un Artista con la A maiuscola. Continueremo a ballare la sua musica»

Claudio per me era un grande amico prima che un socio ed un compagno di avventure

di Sergio Cerruti *

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Sergio Cerruti con Claudio Coccoluto

2' di lettura

Claudio Coccoluto, 59 anni, è morto martedì 2 marzo. Era considerato uno dei maggiori dj italiani. Lo ricorda l’amico ed ex collega Sergio Cerruti. Cerruti è dal 2018 presidente dell'Afi – Associazione Fonografici Italiani –, dal 2019 è vicepresidente di Confindustria Cultura Italia, e dal 2020 è presidente del Gruppo Media Comunicazione e Spettacolo di Assolombarda.

Non è per niente facile scrivere in questo momento della morte di Claudio, che per me era un grande amico prima che un socio ed un compagno di avventure. Anzi, è una cosa difficile raccogliere i pensieri e i ricordi di un'amicizia, la nostra, lunga più di 20 anni.

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In prima linea per il rispetto della nostra professione

Con Claudio ho condiviso tante cose e ci accomunavano interessi diversi, partendo dalla musica che ci ha unito davvero tanto. Ne abbiamo fatte di cose insieme, per fortuna ho avuto la possibilità di incontrarlo sulla mia strada. Con la scomparsa di Claudio se ne va un Artista con la A maiuscola, un'eccellenza tutta italiana. È sempre stato in prima linea per sensibilizzare l'opinione pubblica nel rispetto di una professione, la nostra, non da sùbito percepita come tale.

Vicino ai giovani e sempre coerente

È sempre stato vicino ai giovani. Ricordo il suo impegno a San Patrignano, per esempio. O a “disinnescare” quel brutto preconcetto che vedeva la musica e le discoteche legate alle stragi del sabato sera. Un Artista puro fino alla fine, legato al mondo dei vinili, all'arte del mixing e del deejing. È sempre stato un coerente e non è mai caduto nella tentazione di cambiare o di trasformarsi, anche nei momenti più difficili, né il suo genere né il suo grande gusto musicale né la sua tecnica che ha sempre voluto rappresentare sui giradischi contro il tempo che magari andava verso altre direzioni. Ma alla fine ha avuto ragione lui, dato il ritorno del vinile.

Continueremo a ballare la sua musica

Mentre scrivo, mi scendono tante lacrime, non ve lo nascondo. Ma è da stamattina che va così, non si è mai pronti agli addii. Gli sono stato accanto e abbiamo cercato di vincere questa battaglia contro una terribile malattia e c'abbiamo anche sperato. Se ne va un pezzo della mia vita e del mio cuore, ma sono certo che continueremo a ballare la sua musica: questo è il potere del lavoro che facciamo. Lui vorrebbe così, ne sono convinto, lo ricorderemo sempre con il sorriso, ogni qualvolta suonerà da qualche parte un suo successo. Claudio dovrebbe essere scoperto ancora oggi a fondo. Mi mancherà tanto e sono convinto che se lo aveste conosciuto anche voi, vi mancherebbe altrettanto.

*Presidente Afi

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