emergenza coronavirus

Scuola, ecco il vademecum per tornare in classe dopo le assenze (con o senza Covid)

Quando serve e quando non serve il certificato medico. Differenze tra gradi di scuola e regioni. Le perplessità dei presi

di Andrea Gagliardi

Preoccupati 7 genitori su 10 per il rientro a scuola post-Covid

Quando serve e quando non serve il certificato medico. Differenze tra gradi di scuola e regioni. Le perplessità dei presi


2' di lettura

Con la riapertura della scuola, si conosce tutto sulla procedura da seguire in caso di sintomi riconducibili al Covid o di acclarata positività. Ma che fare in presenza di un semplice raffreddore? Servono certificati per tornare a scuola? Nel caso di temperatura sopra i 37,5° o di sintomi sospetti (come la tosse) i genitori devono chiamare il pediatra per un consulto telefonico. Senza recarsi nello studio di persona. Sarà il medico a indirizzare alla Asl per il tampone o a prescrivere un’altra cura. Se l’esito del tampone è positivo, la Asl prescriverà la quarantena ai genitori, presumibilmente alla classe e ai docenti venuti in contatto con l’alunno nelle 48 ore precedenti i sintomi. Il tutto in attesa dell’esito dei tamponi. Per tornare a scuola l’alunno positivo dovrà portare un certificato in cui risulta negativo a due tamponi consecutivi.

Presidi: dopo 3 giorni assenza obbligo certificato

In caso di malessere non legato al Covid, l’alunno (a eccezione della scuola dell’infanzia) può tornare in classe senza certificato medico. Una norma, questa, contestata dai presidi che, in caso di assenza sopra i tre giorni per malessere non riconducibile al Covid, chiedono venga reintrodotta l’obbligatorietà del certificato di riammissione a scuola. «In materia sanitaria non interveniamo, ma chiedo che ci sia chiarezza: la riammissione a scuola, a oggi, diversamente da come avveniva in passato, avviene senza certificati medici. Se uno studente si assenta e la scuola non sa il perché (ovvero non rientra nei casi Covid, ndr) potrebbe avere anche il virus ma se nessun medico lo ha visitato saremmo di fronte a una riammissione non ottimale. Allora bisognerebbe reintrodurre un obbligo di certificazione al rientro. Almeno sopra i tre giorni di malattia», ha proposto (finora senza esito) il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli.

Sistema tamponi sotto pressione

Ma su questo tema le regioni si muovono in ordine sparso. Nel Lazio per esempio, in caso di assenze superiori a cinque giorni, vige l’obbligo di certificato medico. in Veneto, Liguria e Piemonte è sufficiente l’autocertificazione dei genitori che però presuppone il via libera del pediatra. Se la scuola sospetta comunque i sintomi Covid, in assenza di tampone i dirigenti scolastici potrebbero sentirsi in diritto di rifiutare la riammissione. Resta un rischio sullo sfondo. Quello che salti il sistema dei tamponi. Durante l’anno scolastico, infatti, avviene di frequente che un bambino o un adolescente abbiamo febbre, tosse o raffreddore. Ma questi ultimi sono tutti sintomi compatibili con il Covid. Se per consentire ai figli di essere riammessi in classe ogni volta la famiglia deve rivolgersi alla Asl per effettuare un tampone, saranno inevitabili laboratori pubblici sotto pressione e lunghe attese.

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