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Se si torna in classe entro metà maggio l’esame di maturità è salvo

Pronto un decreto per consentire alla Azzolina di derogare alle norme su valutazione, promozioni e calendario: tutto è legato alla data di riapertura

di Eugenio Bruno

Coronavirus: maturità solo orale se non si torna in classe entro il 18 maggio

Pronto un decreto per consentire alla Azzolina di derogare alle norme su valutazione, promozioni e calendario: tutto è legato alla data di riapertura


3' di lettura

Sono giorni frenetici per il Paese. E lo sono ancora di più per il ministero dell’Istruzione. Dove si aspettano le ultime valutazioni di tipo sanitario per affrontare gli ultimi due mesi dell’anno scolastico. Maturità inclusa. Se si rientrerà in classe entro metà maggio allora l’esame sarà semplificato (commissari tutti interni e addio Invalsi/alternanza), altrimenti si procederà a lasciare in piedi solo l’orale. Sulla base di un decreto legge che affida ampi poteri di deroga alla ministra Lucia Azzolina e che è quasi pronto al decollo. Ma aspetta l’ok della “torre di controllo” di Palazzo Chigi, che in questo momento sembra voler accordare la priorità alle misure economiche.

Prima la proroga dello stato di emergenza poi il decreto
A fornire la rotta di navigazione all’intero governo è, con cadenza quasi quotidiana, il comitato tecnico-scientifico che segue l’andamento dell’epidemia di Covid-19. Un primo aggiornamento importante è atteso per giovedì 2 aprile quando dovrebbe arrivare, con un nuovo Dpcm, la

proroga dello stato di emergenza. Che anziché sdoppiare il calendario delle ipotetiche riaperture tra il 18 aprile e il 3 maggio come sembrava in un primo momento, dovrebbe limitarsi a prorogare lo stato di emergenza fino al 14 aprile.
Al Dpcm seguirà poi un decreto legge - forse già entro venerdì 3 - che di ora in ora da maxi potrebbe diventare mini e ospitare solo le misure economiche. Da varare in abbinata a un secondo provvedimento destinato interamente alla scuola.

Ampi poteri di deroga alla ministra Azzolina

Una prima bozza di decreto legge, che il Sole 24Ore ha avuto modo di visionare, consiste in un testo di 4 articoli che, da un lato, affida alla ministra Lucia Azzolina il potere di prendere con ordinanza tutte le decisioni che si riveleranno necessarie su valutazioni, promozioni, esame. E, dall’altro, le consente di bypassare il parere consultivo del Consiglio superiore della pubblica istruzione su una serie di altri atti, ad esempio sugli organici o sulla valutazione.
Completano il provvedimento le tradizionali disposizioni sull’invarianza finanziaria e sull’entrata in vigore prevista per il giorno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Tuttavia, più il varo del Dl dovesse slittare più i poteri affidati alla ministra Azzolina verrebbero circoscritti. Di conseguenza, la soluzione ideata per lo svolgimento degli esami di Stato (maturità e terza media) potrebbe finire nero su bianco già nel decreto.

L’ipotesi minima: esame light
Attualmente le strade possibili sembrano due. Se le scuole realmente riaprissero entro metà, resterebbe davanti un mese di lezione per arrivare alla maturità, visto che la prima prova (italiano) è in calendario per il 17 giugno e la seconda (greco/latino al liceo classico e matematica/fisica allo scientifico) per il giorno dopo.
A quel punto si potrebbero ammettere tutti i 500mila studenti di superiore (ma cambierebbe poco visto che da anni la percentuale di ammissione è quasi “bulgara”) e limitare al minimo le modifiche. Lasciando immutata l’articolazione in due prove scritte più l’orale, ma restringendola alle parti di programma realmente svolto. Con altri due alleggerimenti che possiamo ormai dare per scontati: l’addio a Invalsi e ore minime di alternanza come requisito di accesso alle prove; la nomina di commissioni d’esame interamente interne con solo il presidente esterno.

L’ipotesi massima: resta solo il colloquio
Poiché lo scenario muta di giorno in giorno e la decisione di riaprire le scuole necessita di notevole ponderazione - la stessa che ha portato il governo a deciderne la chiusura quasi subito - a viale Trastevere stanno mettendo a punto uno scenario di “guerra”, applicabile in caso di serrata degli istituti scolastici fino alla fine dell’anno. In quel caso l’esame consisterebbe semplicemente in un colloquio. Eventualmente da svolgere a distanza, come le lezioni che da inizio marzo si svolgono online nelle scuole di ogni ordine e grado, e con le stesse accortezze di trasparenza e controllo che stanno invece caratterizzando gli esami universitari.

Terza media ancora più light
In caso di alleggerimento della maturità lo stesso metro di giudizio verrebbe a maggior ragione applicato anche all’esame di terza media che è in calendario, a scelta delle singole commissioni, tra l’ultimo giorno (ipotetico) di scuola e il 30 giugno. Ciò significa che delle tre prove scritte (italiano, matematica, lingua) più orale alla fine potrebbe restare in piedi solo quest’ultima. Ma anche qui determinante sarà la data di riavvio delle lezioni. Ammesso che sia possibile.

Per approfondire:
Coronavirus, così i docenti italiani puntano alla didattica digitale

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