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Sea raddoppia i passeggeri e torna all’utile, ma soffre ancora il cargo

Positivo il bilancio della società di Linate e Malpensa, anche se le tensioni internazionali ancora si ripercuotono sul segmento del trasporto merci

di Sara Monaci

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2' di lettura

Anno di svolta per il gruppo Sea che ha visto il traffico in aumento del 108% con 28,9 milioni di passeggeri, ricavi della gestione più che raddoppiati a 734,8 milioni di euro, ebitda a 290,2 milioni di euro e il ritorno all’utile per 182,5 milioni. Dopo gli anni della pandemia il settore aeroportuale migliora i suoi conti, come dimostra il bilancio della società degli aeroporti di Milano, Linate e Malpensa.

Nei primi mesi del 2023 l’andamento del traffico aereo «conferma il trend di recupero dei livelli pre-crisi registrato nel corso del 2022» si legge in una nota. Il mix di traffico resta molto simile a quello del 2022, con prevalenza di destinazioni di breve-medio raggio e una quota di mercato dei vettori low cost paragonabile a quella detenuta dalle compagnie legacy. Con la ripresa dell’attività dei vettori legacy e la riattivazione dei modelli hub&spoke, «si prevede che alcuni vettori low cost ripristinino il proprio network secondo la struttura pre-covid, con un maggior focus su destinazioni internazionali».

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Nel primo trimestre 2023 sono aumentate le rotte verso l’Asia servite da Malpensa; per i prossimi mesi sono previste ulteriori aperture e un potenziamento delle frequenze verso la Cina (Shanghai e Pechino), Hong Kong, area del Golfo e Nord America.

In relazione al segmento cargo, che nel corso degli ultimi anni ha fatto registrare risultati record, nei primi mesi del 2023 le merci trasportate, così come i voli all-cargo, risultano in flessione rispetto allo stesso periodo 2022. Tale contrazione è legata, da un lato alla riattivazione anche da parte di altri aeroporti nazionali dei collegamenti di lungo raggio (voli passeggeri con elevata capacità di stiva), dall’altro alla ripresa del trasporto merci via nave a seguito della riduzione dei prezzi dei noli dei container marittimi. Il quadro resta incerto, appesantito dalle tensioni geopolitiche, dal caro energia e dall’inflazione ma Sea prevede «che i risultati dell’esercizio 2023 confermino il trend positivo di recupero registrato dall’esercizio 2022».

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