la nave sbarcata a catania

Sea Watch, la bandiera è olandese ma nessun migrante andrà in Olanda

di Andrea Gagliardi


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1' di lettura

Saranno ripartiti tra otto Paesi che hanno dato la disponibilità all’accoglienza i 47 migranti sbarcati a Catania, dopo 12 giorni a bordo della nave della Ong Sea Watch. Si tratta di Germania, Francia, Portogallo, Romania, Malta, Lituania e Lussemburgo. Più l’Italia dove saranno accolti i 15 minorenni non accompagnati presenti a bordo dell’imbarcazione. Questi ultimi saranno accompagnati in un'unica struttura per la loro accoglienza a Catania che aderisce al Fondo asilo migrazione e integrazione (Fami) del ministero dell’Interno.

L’indisponibilità dell’Olanda
La Sea Watch è una nave dell’omonima Ong tedesca, ma batte bandiera olandese. Colpisce pertanto l’assenza dell’Olanda nella redistribuzione dei migranti. E questo malgrado il governo italiano abbia più volte indicato proprio l’Olanda come Paese di approdo dei migranti. Una ipotesi però respinta al mittente dal governo dell’Aja che ha ribadito a più riprese la sua indisponibilità ad accettare il trasferimento («Non siamo obbligati»).

Il precedente di Malta
Quella delle redistribuzione su base volontaria (e non vincolante) è una prassi ormai consolidata per risolvere le crisi umanitarie in mare. È stato un accordo a Bruxelles per ridistribuire i migranti in 8 paesi europei (Germania, Francia, Portogallo, Irlanda, Romania, Lussemburgo, Olanda e Italia) a consentire lo scorso 9 gennaio lo sbarco a Malta dei 49 migranti che da 19 giorni erano a bordo delle navi delle Ong Sea Watch e Sea Eye. Anche se, a distanza di 20 giorni dall'approdo, Malta reclama la mancata accoglienza da parte dell’Italia dei dieci migranti che sarebbero dovuti essere presi in carico dalla chiesa valdese in sue strutture.

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