47 migranti da 11 giorni sulla nave

Sea Watch, gli esperti: «Deputati a bordo non violano norme»

di Andrea Gagliardi


Magi dalla Sea Watch: situazione sospesa in un limbo del diritto e dell’umanità

2' di lettura

Con un giorno di ritardo sul blitz domenica dei deputati Ni cola Fratoianni (Liberi e Uguali), Riccardo Magi (+Europa) e Stefania Prestigiacomo (Forza Italia), lunedì sono stati il presidente dem Matteo Orfini e l’ex reggente - candidato alla segreteria - Maurizio Martina a riuscire a salire a bordo della nave della Ong, ormeggiata da venerdì al largo di Siracusa con 47 migranti, senza l'autorizzazione allo sbarco. Orfini e Martina sono saliti - dopo l’autorizzazione della prefettura - malgrado il divieto di avvicinarsi alla Sea Watch 3 per un raggio di mezzo miglio da parte della Capitaneria di porto di Siracusa.

Sotto i riflettori la scelta di salire a bordo
«Siamo indagati per essere saliti sulla nave» ha protestato Orfini. Il procuratore siracusano Fabio Scavone, da parte sua ha assicurato che «non c'è nessun indagato». La scelta di salire sulla Sea Watch è comunque sotto i riflettori. Su twitter il dem Emanuele Fiano scrive: «Indagati Martina e Orfini per essere saliti a bordo della #SeaWatch. Bene tra poco potrete indagare anche tutti gli altri parlamentari del @pdnetwork perché saliamo tutti». Si tratta di un’azione legittima o in violazione dell’articolo 650 del codice penale secondo il quale «chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d'ordine pubblico o d'igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a duecentosei euro?

Politici divisi
Per il ministro dell’Interno Matteo Salvini i deputati «non hanno rispettato le leggi italiane e favoriscono l’immigrazione clandestina». Il radicale Riccardo Magi ha replicato che è «illegale impedire l’ispezione. Abbiamo esercitato le prerogative parlamentari costituzionalmente protette volendo svolgere ispezioni in un luogo da giorni nel limbo del diritto e dell'umanità. Se avessero voluto fermarci lo avrebbero potuto fare». Mentre la deputata di Liberi e Uguali Rossella Muroni (che nei giorni scorsi si è messa davanti a un pullman con a bordo migranti impedendone l’uscita dal Cara di Castelnuovo di Porto dove erano in corso nuovi trasferimenti in vista della chiusura del centro di accoglienza alle porte di Roma) ha ricordato che tra le prerogative dei parlamentari c'è quella di svolgere «ogni altra attività di ispezione, divulgazione, critica e denuncia politica, connessa alla funzione di parlamentare, espletata anche fuori del Parlamento».

Il punto di vista degli esperti
Gli esperti di diritto internazionale, guardando alla vicenda da una prospettiva più ampia, sposano la seconda tesi. «Non c'è alcuna violazione da parte dei parlamentari, i quali sono saliti a bordo solo per verificare le condizioni dei migranti» ha osservato Pasquale De Sena, docente alla Cattolica di Milano. «In questo momento - ha sottolineato Cesare Pitea, professore all'Università di Milano - sulla Sea Watch sussiste per i migranti una restrizione della libertà personale e questo autorizza i parlamentari a salire a bordo. La giurisprudenza costante della Corte europea dei diritti dell’Uomo, che è parte del nostro ordinamento, va in questa direzione.


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