immigrazione

Sea Watch a Lampedusa, Salvini: «Se lasciano l’Italia sbarcano in 5 minuti»

La nave della Ong battente bandiera olandese Sea Watch con a bordo 42 migranti è ancora in attesa di fronte a Lampedusa. Palazzo Chigi verifica eventuali «omissioni» del governo olandese. Salvini: «Se Ue è sorda non identifichiamo migranti». Di Maio : «Ue si svegli, va rivisto Dublino»


Sea Watch: chi è Carola Rackete la capitana che ha sfidato Salvini

7' di lettura

Come preannunciato dalla comandante, Carola Rackete, la nave della Ong battente bandiera olandese Sea Watch con a bordo 42 migranti ha provato ad entrare nel porto di Lampedusa forzando il blocco del governo di Roma, ma è stata bloccata dalle motovedette della Guardia di Finanza. «Alle 14.16, - informa la portavoce della Ong, Giorgia Linardi - non avendo ricevuto nessuna comunicazione o assistenza», la nave «ha proceduto verso il porto. Ma a circa un miglio le è stato intimato di spegnere i motori. La nave ora è ferma a un miglio dall'ingresso nel porto». In serata, il vicepremier Matteo Salvini ospite a "Dritto e Rovescio" (Rete 4) riepiloga le sue "condizioni" per sbloccare la vicenda. «Se si rispetta la legge, e cioè se l'equipaggio o viene arrestato o viene espulso, se la nave viene fermata o sequestrata e la smette di andare in giro per il Mediterraneo e se i 42 immigrati a bordo non rimangono in Italia ma vanno in giro per il resto dei Paesi europei, io li faccio sbarcare in cinque minuti. Ma non voglio che siano gli italiani a pagare le colpe degli altri».

LEGGI ANCHE / Sea Watch: parlamentari a bordo fino allo sbarco dei migranti

«Non si gioca con la vita delle persone, i 42 migranti hanno bisogno di un porto sicuro, di sbarcare. Vedremo cosa succede, ma ci hanno promesso una soluzione rapida», ha spiegato la comandante parlando con i giornalisti a bordo della nave. «La situazione a bordo - ha aggiunto - è peggiorata, abbiamo gente che ha detto che si vuole buttare a mare, dobbiamo entrare in porto per prevenire i problemi. Abbiamo aspettato che il Governo si prendesse le sue responsabilità, ma finora hanno guardato i documenti senza darci risposte».

Un contributo a superare l'impasse potrebbe arrivare da Mediterranean Hope, il programma rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia. Il coordinatore Paolo Naso ha confermato infatti la disponibilità della Fcei, al pari di altre associazioni di volontariato cattolico, ad accogliere i migranti «mentre si mette a punto il piano di una loro ricollocazione in Europa». In queste ore, la Ong armatrice della Sea Watch ha invece presentato un esposto alla procura di Agrigento perchè i magistrati valutino «eventuali condotte di rilevanza penale» da parte delle «autorità marittime e portuali preposte alla gestione delle attività di soccorso» e per chiedere che venga valutata «l'adozione di tutte le misure necessarie» per consentire lo sbarco dei migranti.

GUARDA IL VIDEO - Sea Watch: chi è Carola Rackete la capitana che ha sfidato Salvini

Le contromossse del Governo italiano
Intanto, con una nota la Farnesina fa sapere che il ministro Enzo Moavero Milanesi ha dato «istruzioni all’Ambasciatore d’Italia all’Aja di fare, immediatamente, un passo formale presso il governo olandese». Fonti di Palazzo Chigi spiegano invece che il premier Giuseppe Conte, il vicepremier Matteo Salvini e il ministro degli Esteri Moavero hanno concordato di proseguire nelle iniziative formali volte a
«verificare l’eventuale condotta omissiva» del governo olandese
, di cui la Sea Watch batte bandiera. Una decisione presa in un vertice ad hoc a margine del Cdm.

Commissione Ue: nessuna eccezione a obbligo di registrazione
L'ipotesi di non sottoporre a identificazione i migranti in arrivo lasciandoli liberi di chiedere accoglienza in altri Paesi Ue, avanzata ieri dal vicepremier Salvini (ma considerata«non all'ordine del giorno» dal premier Conte) smuove intanto la Commissione Ue. Tutti i nuovi arrivati nel territorio europeo devono vanno registrati, «non ci sono eccezioni», ha detto oggi la portavoce della Commissione europea, sottolineando che il rischio, per il Paese che non osservi tale principio, di incorrere in una procedura di infrazione alle regole europee. Il commissario Dimitris Avramopoulos ha invece confermato che «alcuni Stati stanno mostrando la volontà di partecipare a tali sforzi di solidarietà», ma «la soluzione per le persone a bordo è possibile solo una volta sbarcate. Per questo spero che l'Italia, in questo caso, contribuisca ad una veloce soluzione per quanti sono a bordo».

GUARDA IL VIDEO / Migranti Sea Watch: “Non ce la facciamo più, fateci sbarcare”

Di Maio: se litighiamo con Ong abbiamo perso. Salvini: cifre parlano
Se Palazzo Chigi esprime una linea unitaria, Salvini e Di Maio non fanno altrettanto. «Se dovremo passare tutta l'estate a litigare con le Ong abbiamo già perso» ha scritto ieri su Fb Di Maio, sottolineando che «servono corridoi umanitari legali per chi può venire qui, se entri in Italia lo fai col permesso dei cittadini italiani, servono più rimpatri delle migliaia di irregolari non identificati che abbiamo nel nostro Paese». Gli ha risposto Salvini: « Di Maio non è il ministro dell'Interno, si può fare di più, ma le cifre dicono quest'anno 539 morti, un decimo di due anni fa», ha chiarito il leader della Lega ospite di Bruno Vespa a "Porta a Porta".

LEGGI ANCHE / Migranti, gli sbarchi fantasma valgono come 31 Sea Watch, ma nessuno ne parla

Salvini: è un atto ostile, non c’è autorizzazione allo sbarco
Sea Watch «ha ignorato i divieti e gli altolà, è una provocazione e un atto ostile», ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini, ribadendo che «non c’è autorizzazione allo sbarco». Ma secondo il commissario ai a diritti umani del Consiglio Ue, Dunja Mijatovic, «nell’attuale situazione si dovrebbe dare il permesso alla Sea Watch di far sbarcare le persone senza conseguenze per il comandante, l'equipaggio e l'armatore». Mijatovic assicura che continuerà a «sollecitare gli altri Stati» «in modo che l'Italia non sia lasciata sola a gestire le operazioni di ricerca, salvataggio e accoglienza di rifugiati, richiedenti asilo e migranti». Il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha invece scritto al premier Giuseppe Conte chiedendo «un incontro urgente per discutere delle politiche di immigrazione e dei flussi».

Salvini: perché non c’è ordine di arresto?
Salvini che aveva già ribadito il suo “no” allo sbarco subito dopo l’annuncio della comandante Rackete di voler forzare il blocco ha chiesto: «Cosa aspetta qualcuno ad emettere un ordine di arresto» visto che sulla Sea Watch «c’è un evidente flagranza di reato»? «L’Ue si fa viva solo quando c'è da batter cassa - aggiunge il ministro - non vorrei ricorrere a non identificare i migranti che sbarcano in Italia così che se ne possano tranquillamente andare in altri Paesi europei». Salvini ha poi spiegato che «si è riaperta la rotta balcanica, a luglio partiranno i pattugliamenti misti con gli sloveni, ma se il flusso di migranti non dovesse arrestarsi, a mali estremi estremi rimedi: non escludiamo la costruzione di barriere fisiche alla frontiera come fatto da altri Paesi europei».

La comandante: so cosa rischio, ma porto in salvo i profughi
«Ho deciso di entrare in porto a Lampedusa. So cosa rischio ma i 42 naufraghi a bordo sono allo stremo. Li porto in salvo». Così la comandante Rackete aveva annunciato stamane la scelta di forzare il blocco imposto dal governo italiano e varcare le acque nazionali. In 14 giorni, lamenta l’organizzazione non governativa, «nessuna soluzione politica e giuridica è stata possibile, l'Europa ci ha abbandonati. La nostra Comandante non ha scelta».

La comandante Rackete rischia una multa di 50mila euro e il sequestro dell'imbarcazione: una sanzione che dovrebbe applicarle la Prefettura di Agrigento. Restano gli eventuali profili penali di competenza della procura di Agrigento che, nel caso che la Finanza denunciasse la Rackete e l'equipaggio per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, dovrebbe procedere a una iscrizione nel registro degli indagati.

Salvini: niente sbarco, schiero la forza pubblica
«Il comandante ha deciso di entrare a Lampedusa? Sappia che l'autorizzazione allo sbarco non c’è, schiero la forza pubblica, il diritto alla difesa dei nostri confini è sacra», ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini, annunciando che non consentirà alla Sea Watch di approdare a Lampedusa . E attaccando l’Europa per la sua «assenza» nella gestione degli arrivi: «L'immigrazione non può essere gestita da navi fuorilegge: siamo pronti a bloccare qualunque tipo di illegalità. Chi sbaglia, paga. L’Europa? Assente, come sempre». Ma «se c’è governo ad Amsterdam con un po’ di dignità ora lo dimostri», ha aggiunto Salvini, secondo il quale la capitana Rackete è una «sbruffoncella che fa politica sulla pelle degli immigrati pagata non si sa da chi».

PER SAPERNE DI PIU’ / Chi è Carola Rackete, la capitana di Sea Watch che ha sfidato Salvini

«Chiamerò il premier Conte ed il ministro Moavero - ha continuato Salvini su Facebook - non esiste che Paesi europei se ne fottono di quello che fanno navi battenti bandiera del loro Paese. È un comportamento indegno. L’Unione europea è assente, non esiste, mi sono rotto le palle».

Di Maio: Ue si svegli, va rivisto Dublino
Anche il vicepremier Luigi Di Maio attacca l’Ue: «Penso che l'Europa debba aprire gli occhi - dice interpellato dai giornalisti -, fare un tavolo e rivedere Dublino perché non è possibile che tutti i migranti continuino a sbarcare in Italia. Non abbiamo bombardato noi la Libia».

Meloni: la nave va affondata
Sui social anche la leader di Fdi, Giorgia Meloni, afferma che la Sea Watch «entra nelle acque italiane contro la volontà del governo italiano», ma anche «contro il parere della Corte Ue di Strasburgo che proprio ieri aveva detto che l’immigrazione non è un diritto degli essere umani». E dunque la nave «deve essere affondata», «come accade con le navi che non rispettano il diritto internazionale», afferma Meloni, prima di essere travolta da migliaia di commenti negativi da parte di utenti sconcertati.

La Commissione studia il ricollocamento
La Ong ha ribadito via Twitter la sua decisione, appellandosi alla «necessità» che si è venuta a creare dopo giorni di attesa. «Basta, entriamo. Non per provocazione ma per necessità, per responsabilità». I tracciati radar marittimi mostrano che la nave è appena entrata in acque italiane e a breve dovrebbe arrivare a Lampedusa, distante solo poche miglia. A Bruxelles le istituzioni Ue hanno iniziato i primi lavori per il ricollocamento dei migranti costretti a largo delle coste italiane, ma il processo sembra solo agli inizi. «Ieri sera la Commissione ha ricevuto una richiesta di sostenere in maniera proattiva gli Stati membri che cercano soluzioni di ricollocamento per le persone che si trovano a bordo della Sea Wacht una volta sbarcati» ha dichiarato un portavoce dell’esecutivo Ue a chi chiedeva di un intervento europeo in materia. «Stiamo agendo su questa richiesta - ha detto - e siamo in contatto con vari Stati membri». Il vicepremier Salvini ha accusato i governi di Olanda e Germania per lo stallo diplomatico sulla imbarcazione: «Io non do autorizzazione allo sbarco a nessuno, non la do e non la darò mai - ha detto - nessuno pensi di poter fare i porci comodi suoi sfruttando decine di disgraziati e fregandosene delle leggi di uno Stato. I governi di Olanda e Germania ne risponderanno, sono stufo».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...