ancora sbarchi a lampedusa

Sea Watch, il governo prepara una nuova stretta sulle Ong

Allo studio del M5s una proposta di legge «per fare in modo che le navi che compromettono la sicurezza delle forze dell’ordine» siano confiscate e restino in dotazione allo Stato italiano. Mentre i tecnici del Viminale valutano «eventuali rimodulazioni» al decreto sicurezza bis in fase di conversione, con una ulteriore stretta delle sanzioni

di Andrea Gagliardi

Sea Watch: chi è Carola Rackete la capitana che ha sfidato Salvini

3' di lettura

Potrebbe essere interrogata dal gip già domani la comandante della Sea Watch Carola Rackete, cittadina tedesca, agli arresti domiciliari a Lampedusa dopo essere entrata di forza nel porto rischiando una collisione con una motovedetta della Guardia di Finanza. Una decisione che la comandante ha pagato con il fermo, ma che ha consentito ai 40 migranti rimasti a bordo di sbarcare sull'isola 17 giorni dopo il salvataggio a largo della Libia. Arresto peraltro criticato oggi anche dal presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier, per il quale «coloro che salvano vite umane non possono essere criminali». Con replica a stretto giro del vicepremier Salvini: «Al Presidente tedesco chiediamo di occuparsi di ciò che accade in Germania e, possibilmente, di invitare i suoi concittadini a evitare di infrangere le leggi italiane, rischiando di uccidere uomini delle Forze dell’Ordine italiane. Aprocessare e mettere in galera i delinquenti ci pensiamo noi».

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La linea dura del governo
Si attende di capire se il gip convaliderà l'arresto. Intanto il ministro dell’Interno Salvini (che evoca un decreto d’espulsione “destinazione Berlino” in caso contrario) nega l’esistenza dello stato di necessità addotto da Rackete per giustificare l’attracco (« nessuno dei 41 immigrati a bordo - sostiene il ministro aveva problemi di salute»). E già lunedì si riuniranno i tecnici del ministro per valutare «eventuali rimodulazioni» al decreto sicurezza bis in fase di conversione, con una ulteriore stretta delle sanzioni. La linea dura nei confronti delle Ong è invocata anche dal M5s. «Dobbiamo fare in modo che le navi che provocano il nostro Paese, compromettendo anche la sicurezza delle nostre forze dell'ordine com'è accaduto in questi giorni, restino in dotazione allo Stato italiano. Se entri nelle nostre acque violando la legge, perdi definitivamente l'imbarcazione, senza attenuanti e multe che incidono ben poco. Se forze armate, capitaneria o corpi di polizia lo vorranno, daremo a loro le navi confiscate» ha affermato su Facebook il vicepremier Luigi Di Maio, annunciando - dopo il caso Sea Watch - che il M5s sta «studiando una proposta in tal senso».

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Proseguono gli «sbarchi fantasma»
Intanto però proseguono gli arrivi indisturbati in Italia, con epicentro spesso a Lampedusa. Quasi ogni giorno si registrano sbarchi su piccole imbarcazioni, gommoni e barche a vela. Sono spesso “sbarchi fantasma”. Un barchino con a bordo 17 persone, tutti tunisini, ad esempio, è approdato direttamente sull'isola la scorsa notte.

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Barcone con 55 soccorso al largo di Lampedusa
Un barcone con a bordo 55 migranti partiti dalla Libia è stato soccorso invece oggi al largo di Lampedusa. È stato avvistato da Open Arms, l’imbarcazione della Ong catalana che si trova al largo dell'isola in acque internazionali. Dalla Ong hanno dato subito l'allarme alle centrali operative di Malta e Italia. Alla richiesta di soccorso ha risposto l'Italia che ha inviato in zona una motovedetta della Guardia di Finanza. I
migranti sono stati tutti recuperati e trasferiti sull’imbarcazione della Gdf: 11 di loro sono stati portati a Lampedusa, con una motovedetta della Guardia Costiera in quanto avevano patologie mediche che richiedevano uno sbarco immediato. Gli altri, invece, sono stati trasferiti in Sicilia, a Pozzallo o Licata.

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Cinquanta persone arrivate via mare il 26 giugno
Senza clamore e senza resistenze delle pubbliche autorità, soltanto nella giornata di mercoledì 26 giugno sono arrivate 50 persone via mare: 47 migranti iracheni, pachistani e curdi sono stati soccorsi ed assistiti dopo che l'imbarcazione sulla quale viaggiavano, un veliero monoalbero di 16 metri, si è incagliato lungo una spiaggia tra i territori dei Comuni di Crotone ed Isola Capo Rizzuto. I migranti sono 31 uomini, otto donne e otto minori. Mentre questo accadeva in Calabria a Lampedusa una piccola imbarcazione con a bordo otto migranti tunisini arrivava sotto costa.

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Le nazionalità degli sbarchi
In base ai dati aggiornati forniti dal Viminale, nei primi sei mesi dell’anno sono sbarcati in Italia 2.601 migranti, l’84,3% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. La classifica in base alle nazionalità vede al primo posto i tunisini (532), seguiti da pakistani (415), iracheni (252) e algerini (251).


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