dopo il vertice “med7” a cipro

Sea Watch nel porto di Catania. Salvini: inchiesta su Ong


La notte dei migranti sulla Sea Watch in attesa di sbarcare

4' di lettura

La Sea Watch ha attraccato nel molo di Levante del porto di Catania la Sea Watch con a bordo 47 migranti, compresi 15 minorenni non accompagnati. La nave dell'organizzazione non governativa tedesca battente bandiera olandese, salpata dalla fonda al largo di Siracusa, è stata scortata da motovedette della Guardia costiera e della Guardia di finanza. Appena le manovre sono finite i migranti a bordo hanno festeggiato l'arrivo a Catania abbracciandosi tra di loro e abbracciando anche i componenti dell'equipaggio della nave della ong tedesca battente bandiera olandese.

Ieri la vicenda è stata al centro del summit di Nicosia tra i capi di Stato e di governo dei sette Paesi Ue del Mediterraneo in cui è maturata la disponibilità al ricollocamento di una quota dei migranti della Sea Watch da parte di cinque Paesi: Germania, Francia, Portogallo, Romania e Malta.

Sea Watch, lo sbarco dei migranti a Catania

Sea Watch, lo sbarco dei migranti a Catania

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Otto Paesi “volenterosi”
Il primo effetto concreto del “Med7” di Nicosia - terminato con una Dichiarazione comune in cui si ribadisce «all'unanimità la necessità di uno sforzo collettivo, di una maggiore solidarietà tra i Paesi Ue anche per risolvere una questione che vede gli Stati europei del Mediterraneo in prima linea e che rimanere prioritaria» - è la replica di uno schema già seguito dai Paesi Ue in passato. Per sbloccare l’approdo in banchina finora negato alla Sea Watch l’Italia attende comunque la formalizzazione dell’intesa con i cinque Paesi “volenterosi”, ovvero Germania, Lussemburgo, Romania, Francia, Portogallo, Lituania, Malta e Spagna.

Salvini: missione compiuta, ora indagare su Ong
Soddisfatto per il risultato politico-diplomatico portato a casa dal presidente del Consiglio anche il vicepremier Matteo Salvini, che parla di «Missione compiuta!» sottolineando il ruolo di primo piano del ministero dell’Interno. «Ancora una volta, grazie all'impegno del governo italiano e alla determinazione del Viminale - esulta - l'Europa è stata costretta a intervenire e ad assumersi delle responsabilità». E conclude auspicando che, «in base alla documentazione racconta, venga aperta un'indagine per fare chiarezza sul comportamento della Ong». Il ministro dell’Interno torna sul tema anche al Question time alla Camera, dove annuncia che ben tre Procure (Trapani,
Catania e Ragusa) hanno aperto un fascicolo e stanno studiando i documenti alla ricerca di possibili irregolaritàil modus operandi delle Ong. E parlando a Montecitorio annuncia di star «lavorando a un provvedimento che la possibilità di entrare nelle acque territoriali italiane, intervenendo a monte». Obiettivo del Viminale è quello di individuare, in base all’articolo 83 del codice della navigazione «una procedura standard», dicono dal ministero, per «bloccare alcune navi ong non inoffensive, dirette in Italia, che, favorendo l’immigrazione clandestina, potrebbero mettere a rischio la sicurezza nazionale».

Salvini soddisfatto: la nostra linea paga
«L'Italia - ha detto il premier Giuseppe Conte da Cipro prima di rientrare in Italia per il vertice notturno a palazzo Chigi con i vicepremier Di Maio e Salvini - vive adesso un ennesimo caso emergenziale che denuncia l'incapacità di gestire con meccanismi condivisi questo fenomeno sul quale l'Europa rischia di implodere. Colgo l'occasione per manifestare un ringraziamento ai Paesi amici che hanno dato disponibilità nella prospettiva di una redistribuzione dei migranti». Soddisfatto del risultato ottenuto a Cipro anche Salvini, che conferma la linea del pressing sui partner Ue. La disponibilità al ricollocamento «era il nostro obiettivo. Fino a ieri l'Europa se ne fregava; guarda caso nelle scorse ore la Commissione europea ha cominciato a muoversi, la Germania ha offerto disponibilità. Vuole dire che la nostra linea (quella dei porti chiusi, ndr) paga», ha spiegato ai suoi in serata. In attesa che il Governo precisi le modalità di accoglienza temporanea dei migranti della “Sea Watch”, continua intanto la “staffetta democratica” dei parlamentari dem sostegno dei passeggeri della nave in rada a Siracusa: oggi saliranno a bordo Mauro Del Barba, Susanna Cenni, Romina Mura, Marianna Madia, Eugenio Comincini e Roberto Rampi.

Toninelli: per blocco dei porti non serve nessun decreto
Una sponda a Salvini è arrivata ieri anche dal ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli. Per chiudere i porti, ha spiegato intervenendo a ”Di Martedì” su La7, «non è necessario firmare alcun decreto. I porti italiani si aprono quando spetta all'Italia aprirli e quando un'autorità italiana interviene a coordinare dei soccorsi». «L'Italia - ha poi ribadito - apre i porti a imbarcazioni con a bordo dei migranti quando l'Italia ha gestito dei soccorsi. Non è il caso della Sea Watch che sventola bandiera olandese» e «per questo andiamo a bussare all'Olanda». Quindi, ha ribadito, «io faccio attraccare un'imbarcazione se ha rispettato il diritto italiano e il diritto internazionale», ma in questo caso «non è stato rispettato il diritto internazionale», visto che «questa imbarcazione quando ha caricato i 47 migranti distava poche miglia dalla Tunisia».

Sea Watch, esposto Legal Team contro Salvini
Attentato alla costituzione, abuso in atti di ufficio, sequestro di persona, violenza privata, tortura. Sono gli eventuali profili di reato che la procura di Siracusa è stata invitata a esplorare con un esposto a carico del ministro dell'Interno Matteo Salvini sul caso della motonave Sea Watch. L'iniziativa, partita formalmente da Torino, è dell'associazione “Lasciateci entrare” e di un gruppo di avvocati del Legal Team italia. Tra i firmatari compare anche l'europarlamentare Eleonora Forenza.

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