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Seconda casa, per metà dei proprietari integra il reddito

Come fotografa il Report di HomeAway e Savills per metà degli italiani proprietari, la seconda casa è un’importante fonte di reddito a lungo termine. Cresce la «professionalizzazione» del settore.

di Laura Cavestri

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Come fotografa il Report di HomeAway e Savills per metà degli italiani proprietari, la seconda casa è un’importante fonte di reddito a lungo termine. Cresce la «professionalizzazione» del settore.


4' di lettura

Da investimento a secondo (e talvolta anche primo) pilastro di reddito.
Per metà degli italiani che affittano una seconda casa, i canoni sono essenziali per integrare il reddito (o sono l’unico reddito disponibile).
Lo rivela il Report sulle “Seconde Case”, presentato da HomeAway (piattaforma internazionale di prenotazione per case vacanza) e Savills Research, che hanno condotto un sondaggio su un campione di 7.800 proprietari di immobili che affittano i propri alloggi in 10 mercati importanti (Regno Unito, Stati Uniti, Spagna, Canada, Francia, Italia, Olanda, Portogallo, Nuova Zelanda e Brasile) insieme a 6.800 turisti, negli stessi paesi, che utilizzano HomeAway come piattaforma di booking.

La ricerca
Secondo quanto emerge dal sondaggio, il 35% degli italiani considera l’affitto della seconda casa la principale fonte secondaria di reddito, subito seguita dalla copertura dei costi di mantenimento (per il 33%), un dato ancor più importante se si considera che per oltre la metà dei proprietari le entrate derivanti dalla seconda casa contano per circa il 20% del proprio reddito annuale.
«Altro dato interessante – ha commentato Gualberto Scaletta, Country Manager Italia, Vrbo (HomeAway) – è che per il 14% degli italiani, l’affitto della seconda casa rappresenta la prima fonte di reddito. Siamo al secondo posto dopo il Regno Unito, ben sopra la media Ue, che si colloca al 9 per cento»

Più affitti brevi, meno eredità
Che la casa sia oggi, ben più che in passato, una forma di investimento lo confermano i dati. Nel 1990 il 25% di chi ha acquistato una casa lo ha fatto per viverci in pianta stabile (ad esempio, casa di famiglia per le vacanze estive o invernali), mentre nel 2019 questo dato è sceso al 7 per cento.
Di contro la percentuale di coloro che hanno acquistato una casa per poi affittarla per brevi periodi è cresciuta dall’8% del 1990 al 40% del 2019.

Un dato interessante, in questo ambito, riguarda anche coloro che non hanno acquistato una seconda casa ma l’hanno ricevuta in eredità o come regalo: la percentuale passa dal 54% del 1975 al al 18% del 2019.
E ancora, il 33% non accende un mutuo per acquistare la seconda casa ma la acquista in contanti. Un dato che segue il trend degli altri paesi europei, con un picco in Francia (55%) e nel Regno Unito (54%). Mentre negli Usa si registra il maggior numero di mutui per l’acquisto della seconda casa. Per il 28% degli italiani l’affitto percepito dalla seconda casa copre dall’80% al 100% del mutuo.

Una rendita elevata e molto utile a cui gli italiani non intendono rinunciare neanche in futuro: l’83%, infatti, intende continuare a mettere in affitto la propria seconda casa anche nei prossimi 5 anni. Una tendenza comune anche in altri paesi europei: in Portogallo la percentuale è pari all’87% e nel Regno Unito è l’89 per cento. Interessante notyare che solo il 31% dei britannici, però, acquista la seconda casa nel proprio Paese, ma preferisce comprarne una in Francia o Spagna. Come i Belgi: 8 su 10 investono in Francia.
«Nonostante ciò – ha aggiunto Scaletta – esiste comunque una percentuale di “pentiti”, coloro, cioè, che hanno acquistato una seconda casa, ma che non sono soddisfatti e intendono venderla. Perché? Al primo posto troviamo le “tasse sulla casa da pagare troppo alte” e “la mancanza di tempo ed energie per il mantenimento della casa” (entrambe al 13 per cento)».

I turisti
Parlando invece dei turisti che affittano una casa vacanza, quali sono le voci che considerano fondamentali? Al primo posto ci sono sicuramente le recensioni che un alloggio ha sulla piattaforma tramite cui viene affittato (44%), seguito dall’Instant Booking (34%) e dalla possibilità di cancellare la prenotazione fino a 24 ore prima, con rimborso (30 per cento). E un’attenzione ai servizi circostanti (suoermercati, negozi, mezzi pubblici, piste ciclabili, itinerari, impianti sportivi) ma anche – un must ricercato dalle famiglie – le cucine spaziose.
Il mercato globale degli affitti delle case vacanza è sicuramente un mercato in espansione, in Europa, ma non del tutto nuovo. Infatti, il 26% degli italiani trascorre le proprie vacanze in un alloggio in affitto già da 5-10 anni e addirittura il 34% lo fa da oltre 10 anni. Questo dato sale in maniera vertiginosa in paesi come la Svezia dove ben il 60% degli intervistati affitta una casa vacanza da oltre 10 anni.

«Negli ultimi vent’anni – ha concluso Gualberto Scaletta –il mercato degli affitti di case vacanza ha trasformato il mondo dei viaggi. È passato da una categoria di alloggio alternativa a uno dei modi preferiti di soggiornare per i turisti in tutto il mondo. Per questo, il settore richiede una professionalizzazione che non solo gli operatori possono offrire, ma che impone anche agli investitori una maggiore consapevolezza: per questo organizziamo corsi di formazione , cui sinora hanno partecipato oltre 2mila proprietari».

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