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Secondary ticketing, assoluzione per Live Nation e D’Alessandro e Galli

di Francesco Prisco


Primo sì alla Camera al biglietto nominale, contro i bagarini

3' di lettura

Tra il 2011 e il 2016 non ci furono irregolarità nella vendita on line dei biglietti dei concerti da parte di Live Nation, D’Alessandro e Galli e Vivo. A Milano si conclude con la piena assoluzione degli imputati il processo secondary ticketing. Sono stati assolti perché «il fatto non sussiste» Roberto De Luca e Antonella Lodi, titolari delle società Live Nation Italia e Live Nation 2, imputate e assolte, nel processo abbreviato, dal gup Maria Vicidomini. Sono stati prosciolti anche i quattro imputati che avevano scelto il rito ordinario, ossia Mimmo D’Alessandro, ceo di D’Alessandro e Galli, Charles Stephen Roest, amministratore del sito Viagogo e Corrado Rizzotto, ex ad di Vivo Concerti, oggi manager del gruppo Live Nation.

Il caso Coldplay
Le motivazioni del verdetto del gup Vicidomini sugli abbreviati saranno depositate tra 90 giorni e quelle della sentenza di non luogo a procedere tra 30 giorni. L’inchiesta del pm Adriano Scudieri, con le ipotesi di aggiotaggio e truffa, riguardava un presunto raggiro sulla vendita online di biglietti di concerti, tra cui quelli di Bruce Springsteen e dei Coldplay, a prezzi maggiorati, che avrebbe portato dal 2011 al 2016 a ricavi per oltre un milione. Per De Luca e Lodi il pm Scudieri aveva proposto al gup una pena (al netto dello sconto di un terzo per via del rito) di 1 anno e 4 mesi di reclusione e 600 euro di multa. Inoltre, aveva chiesto al giudice una condanna al pagamento di 80 quote azionarie e di quattro quote azionarie per Live Nation Italia e Live Nation 2. Per gli altri 4 imputati che avevano scelto il rito ordinario, il pubblico ministero aveva chiesto il rinvio a giudizio.

Nessuna rilevanza penale
«È stato dimostrato che non vi era alcuna rilevanza penale nel comportamento dei miei assistiti e anche l’impossibilità di trasferire l’ipotesi di una trasmissione televisiva (le Iene, ndr) in un processo penale», ha detto l’avvocato Paolo Siniscalchi, difensore insieme ad Alberto Mittone, Giacomo Leone e Simona Valentin, di De Luca, Lodi e delle due società Live Nation Italia e Live Nation 2. Anche gli avvocati Antonio Carino, Roberto Valenti e Veronica Bertocci dello studio Dla Piper, difensori di Corrado Rizzotto, hanno sottolineato con una nota che «è stato dimostrato con evidenze documentali e attraverso l’analisi delle contestazioni mosse, la correttezza dell’operato di Rizzotto che ha agito nel rispetto della legge e della regolamentazione di settore».

De Luca: «Si chiudono due anni difficili»
Roberto De Luca, principale accusato del procedimento giudiziario, commenta: «Si chiudono due anni molto difficili, ma sono contento perché nel nostro gruppo abbiamo sempre lavorato secondo cosienza. Per quanto mi riguarda, sono il tipo che non parcheggia neanche in seconda fila, sul mio conto non sono mai state accertate condotte irregolari, figuriamoci commettere reati. La cosa più brutta che ho visto - continua De Luca - è stato il tentativo messo in atto da alcuni miei concorrenti di approfittare del clamore mediatico dell’inchiesta per strapparmi gli artisti. Ma i nostri artisti hanno capito e sono rimasti con noi».

D’Alessandro: «Il tempo è sempre galantuompo»
Soddisfazione anche da parte di Mimmo D’Alessandro: «Abbiamo sempre confidato nel regolare corso della giustizia. Il tempo, come si usa dire, è galantuomo e riafferma la dignità di un gruppo di lavoro da sempre impegnato nella promozione della cultura musicale verso la più ampia platea di appassionati».

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