innovazione

Sector investe nella sostenibilità

Il marchio lancia una collezione con plastica raccolta negli oceani e punta a ridurre le sue emissioni. Il presidente Carraro: «Nel 2020 porteremo la strategia “green” anche in Cina»

di Chiara Beghelli


3' di lettura

Investire nel futuro degli oceani: è questo il titolo del Sustainable Ocean Summit organizzato dal World Ocean Forum che apre domani a Parigi, dove si discuterà di come l’industria privata può agire per tutelare le acque del pianeta, sempre più sovrasfruttate e inquinate.

Da parte sua, il gruppo Morellato con il suo marchio Sector No Limits, ha già preparato il suo contributo: si tratta della nuova collezione “Save The Ocean”, presentata in ottobre in occasione della Festa del Cinema di Roma e che sarà in vendita a partire dalla primavera 2020.

Sei orologi, tre da uomo e tre da donna, realizzati interamente con plastica riciclata: cassa e fibbia sono prodotte con plastica proveniente dagli oceani, mentre il cinturino Nato è realizzato in Pet. Oltre alla plastica riciclata, l’altro materiale utilizzato nella collezione è l’acciaio, simbolo di Sector No Limits e riciclabile del tutto e all’infinito. Per ora creata in bianco, nero e blu, saranno in futuro disponibili anche altri colori.

«Il rapporto con la natura è fondamentale per gli uomini e le donne che scelgono Sector No Limits - spiega Massimo Carraro, presidente del marchio e al vertice del gruppo Morellato -. Già nel 2015 abbiamo lanciato Nature No Limits, degli orologi in legno di sandalo e bambù in collaborazione con Lifegate per un progetto di riforestazione in Amazzonia. Ma con Save the Ocean facciamo un nuovo passo: chi li acquista, infatti, finanzia direttamente l’attività di recupero dal mare dei rifiuti di plastica della ong californiana con la quale lavoriamo. Poi, perché l’impegno per l’ambiente incontra il design e la qualità: la nostra plastica riciclata è indistinguibile da quella nuova», prosegue. La nuova collezione è anche l’occasione per lanciare un più ambizioso piano di sostenibilità, che mira ad abbattere del 25% le sue emissioni di C02: «Stiamo sostituendo i tag di plastica degli orologi con altri in carta certificata Fsc - sottolinea Carraro -. Nella nostra sede di di Padova abbiamo piantato 400 alberi, che daranno vita a una oasi ecologica. Entro la fine dell’anno, inoltre, la nostra azienda sarà del tutto plastic free. Sono scelte che testimoniano che ci crediamo davvero, per noi non si tratta di un’operazione di marketing o di greenwashing».

Scelte che hanno contribuito al crescente successo del marchio, nato nel 1973: «Grazie anche a questa capacità di innovazione e sviluppo tecnico, secondo i dati Gsk, Sector è tornato brand leader in Italia dopo molti anni e il primo brand in termini di market share a valore nel segmento di mercato di riferimento, cioè l’orologio sotto i 500 euro», nota il presidente.

Vendite che crescono in Italia, ma anche negli altri mercati esteri, soprattutto quelli europei, dalla Francia alla Russia, ma non solo: «Abbiamo sviluppato la nostra presenza in Medio Oriente, siamo in Australia e Filippine. Ma il grande progetto per il 2020 è far arrivare Sector No Limits in Cina, un grande mercato dove il nostro gruppo è già da tempo. Faremo leva proprio sull’attenzione, molto spiccata soprattutto nei più giovani, alla sostenibilità». Ma, accanto al futuro, nella strategia del marchio resta forte il legame con l’heritage. Per questo, come edizione limitata per il prossimo Natale, Sector No Limits propone una versione speciale del cronografo 960 dedicata a Patrick de Gayardon, il paracadustista che legò il suo nome a Sector negli anni Novanta: i pezzi saranno 979, come i metri d’altezza della cascata del Salto Angel in Venezuela che sfidò nel 1992.

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