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Seduta festiva per Milano, riscatto Juve (+8,2%) ma spread si scalda a 270

di Eleonora Micheli ed Enrico Miele


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4' di lettura

Seduta interlocutoria per molte Borse europee, che chiudono sotto la parità con l'eccezione di Madrid (segui qui i principali indici). Non aiuta il trend contrastato di Wall Street, dove il Nasdaq viaggia su nuovi record e il Dj è in forte flessione, mentre resta a tinte grigie il quadro della Bce sull’economia Ue, con le previsioni che restano fiacche. Il FTSE MIB - segnato da scambi ridotti a causa della festività del 25 aprile - alla fine ha chiuso sulla parità con lo spread che si «scalda» a quota 270 punti. Dopo i tracolli a seguito dell’uscita dalla Champions, la Juventus Fc rimbalza con un +8,2% mentre le banche si muovo in ordine sparso, zavorrate anche dalle tensioni politiche. Dopo gli sprint dei giorni scorsi, legati ai massimi semestrali del petrolio, hanno frenato i titoli più sensibili all’andamento del greggio, in testa Tenaris (-2,1%) e Saipem (-0,7%), nonostante l’annuncio di nuovi contratti per 500 milioni di euro. St, che alla vigilia aveva brillato, ha ceduto l'1,6% in scia con l’hig-tech europeo. Vendite anche su Unicredit (-0,45%) mentre gli operatori si interrogano su eventuali mosse dell’istituto in Germania, dopo lo stop alle trattative per la fusione tra Deutsche Bank e Commerzbank (tra le peggiori a Francoforte). Azimut (+2%) invece viaggia ai massimi da un anno aspettando una trimestrale che si annuncia «record». Tornando ai listini, tra le poche eccezioni in Europa c’è Madrid, che ha guadagnato a fine seduta lo 0,47% trainata dal colosso dell’energia e gas naturale Iberdrola (+4,3%). Per il resto i listini del Vecchio Continente hanno sofferto una seduta per lunghi tratti poco mossa: la peggiore è la Borsa di Londra, che ha lasciato sul campo lo 0,5% seguita in scia da Parigi (-0,3%) e Francoforte (-0,25%). Bene, invece, Zurigo (+0,4%). A pesare sulla propensione al rischio degli investitori sono soprattutto il settore auto, che nell’indice Eurostoxx 600 ha ceduto l’1,1% assieme ai tecnologici e alle banche.

Banche in ordine sparso, bene Italgas dopo commessa a Torino
Gli istituti di credito, come detto, non hanno avuto una direzione univoca di marcia. Banca Generali ha spiccato tra i titoli più acquistati (+2,8%) assieme a Banca Pop Er (+1,6%), mentre dall’altra parte del listino principale di Milano è finta Banco Bpm (-0,5%). Per quanto riguarda la galassia Agnelli, le vendite hanno toccato in particolare Fiat Chrysler Automobiles (-0,8%) proprio nel giorno dell’apertura mostrata dal ceo di Peugeot su eventuali operazioni straordinarie (anche se, ha precisato il manager, al momento non ci sarebbero nel mirino gruppi particolari). Da segnale anche il rialzo di Italgas (+0,4%) che si è aggiudicata ufficialmente la gara per la gestione del servizio di distribuzione del gas naturale nell’ambito territoriale “Torino 2” per i prossimi 12 anni. Un servizio che vale 190mila utenze finali e una Rab pari a 150 milioni.

Euro ancora in calo verso il dollaro mentre il Brent continua la sua corsa
Sul fronte dei cambi, l’euro continua a perdere terreno nei confronti del dollaro e quando si avvicina la fine delle contrattazioni viene scambiato a 1,113 contro il biglietto verde (contro 1,1193 ieri in chiusura). La divisa Ue passa inoltre di mano a 124,2 yen (125,12), mentre il dollaro-yen si attesta a 111,46 (111,78). Contrastato, infine, anche l’andamento del petrolio: il Wti, contratto con consegna a giugno, è in calo a 65,8 dollari al barile mentre il Brent sale dello 0,5% a 74,9 dollari.

Andamento Piazza Affari FTSE Mib

Colossi Usa battono attese, ma destano preoccupazione notizie dall'Oriente
Nella notte Facebook ha annunciato di avere chiuso i conti del primo trimestre 2019 con utili in frenata del 51% a 2,43 miliardi di dollari, penalizzati più che altro da accantonamenti per 3 miliardi di dollari per far fronte alla multa per l’affaire Cambridge Analytica. Microsoft Corp , invece, ha chiuso il suo terzo trimestre fiscale, quello da gennaio a marzo, con utili netti per 8,8 miliardi di dollari, in rialzo del 19% rispetto allo stesso periodo del 2018. Entrambi le società hanno battuto le stime degli esperti. Oggi, inoltre, altri colossi Usa pubblicheranno i conti dei primi tre mesi del 2019, da 3M, a Bristol Myers, da Ford, a Intel, Starbucks e anche Amazon. Sulle prime battute gli investitori, però, hanno concentrato l'attenzione sulle notizie provenienti dall'Oriente , dove la Banca centrale giapponese ha promesso una politica monetaria ultra-accomodante fino all’anno venturo. L’istituto ha annunciato che i tassi di interesse saranno mantenuti bassi almeno fino alla primavera del 2020. La BoJ ha inoltre annunciato le sue nuove previsioni sull'inflazione, osservando che l'obiettivo del 2% non sarà raggiunto prima del 2022, nonostante gli sforzi di politica monetaria degli ultimi anni. Il report trimestrale pubblicato dalla banca giapponese prevede un'evoluzione dei prezzi in rialzo dell'1,6% nell'anno fiscale 2021-22. Per il Giappone sono state abbassate anche le stime di crescita del 2019-2020 allo 0,8%. Come se non bastasse, ha creato allarme anche l'annuncio della Corea del Sud, undicesima potenza mondiale, sulla contrazione del pil dello 0,3% nel primo trimestre 2019. Si tratta della performance peggiore per il Paese dalla crisi del 2008.

Il cambio euro / dollaro

Usa, aumentano le richieste di sussidio alla disoccupazione
Negli Usa sono andate peggio delle attese le richieste di sussidio alla disoccupazione. Nei sette giorni conclusi il 20 aprile, il numero dei lavoratori che per la prima volta hanno fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è aumentato di 37mila unità a 230mila unità, raggiungendo i massimi di inizio febbraio e deludendo gli analisti. Sono invece andati meglio delle attese gli ordini di beni durevoli, salendo a marzo del 2,7%, a 258,52 miliardi di dollari.

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