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Seduta in rosso per Tim, pesa il giudizio di Barclays tra scenario macro e stallo sulla rete unica

Per l'analista, il gruppo «sta affrontando un deterioramento strutturale del contesto competitivo in Italia». I piani per fondere la rete con Open Fiber? «Sono in corso ma stanno fanno affrontando ostacoli crescenti e potrebbero non concretizzarsi, se non in tempi lunghi»

di Andrea Fontana

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - «Tim sta affrontando un deterioramento strutturale del contesto competitivo in Italia senza che ci sia un miglioramento in vista. I piani per scorporare l'azienda e per fondere la rete con Open Fiber, entrambi in grado di creare valore, sono in corso ma stanno fanno affrontando ostacoli crescenti e potrebbero non concretizzarsi se non in tempi lunghi». Questa la motivazione con cui gli analisti di Barclays hanno tagliato a "underweight" (da "equalweight") la raccomandazione sul titolo Telecom Italia con un target di prezzo a 0,15 euro (da 0,20). In Borsa le azioni Tim sono scivolate fino a 0,1876 nella prima fase di contrattazione. In un ampio report sul settore delle telecomunicazioni, Barclays aggiusta le stime per le principale quotate europee alla luce di un quadro economico con economia in frenata e prezzi dell'energia in aumento: se in alcuni mercati (Regno Unito, Olanda, Nord Europa e in misura minore in Francia) è probabile attendersi un aumento dei prezzi al cliente che possa compensare i fattori negativi, questo non avverrà in Italia e Spagna, secondo gli analisti.

«Stime negative amplificate da indebitamento finanziario»

Per Tim inoltre, sottolinea il report, le stime peggiori a causa dello scenario macro sono ulteriormente amplificate dall'indebitamento finanziario che grava sul gruppo e dalle minori probabilità che la ristrutturazione societaria diventi efficace a breve. Per Barclays a fronte di una "bolletta energetica" in aumento per Tim (stimata a 260 milioni nel 2022 e a 350 nel 2023 a fronte dei 200 del 2021), in Italia Tim non ha la possibilità di agire sui prezzi, vista l'elevata concorrenza di altri player, fattore che invece potrà utilizzare in Brasile alla luce del consolidamento avvenuto. A questo si aggiunge la bassa visibilità sull'esecuzione del piano di riassetto.

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Anche gli analisti di Hsbc ieri hanno tagliato la raccomandazione su Tim portandola a "hold" da "buy" con target abbassato da 0,40 a 0,20 euro per azione. Per Hsbc Tim opera in uno dei mercati retail più frammentati e con maggiore pressione sui prezzi, mentre l'incertezza politica in Italia incide sia sull'esecuzione del piano di separazione della rete sia sui costi di rifinanziamento e di gestione del management.

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