LA GIORNATA DEI MERCATI

Seduta di tregua per azionario e spread. Piazza Affari la migliore

di Eleonora Micheli

(Reuters)

5' di lettura

Finalmente una seduta positiva per le Borse europee, nel giorno in cui la Banca centrale europea ha confermato la propria linea di condotta di politica monetaria, nonostante i segnali di rallentamento recentemente registrati nella zona euro. In pratica il QE terminerà con la fine del 2018, mentre i tassi, come ha spiegato il presidente della Bce, Mario Draghi, rimarranno attorno allo zero almeno fino all’estate del 2019. Milano è stata la migliore, forse anche per il fatto che il presidente della Bce ha ribadito di essere «fiducioso» su un accordo tra il Governo Conte e le autorità europee sulla manovra economica. Il banchiere ha tuttavia puntato l’indice sulle banche, condizionate negativamente dallo spread.

Il FTSE MIBha recuperato l'1,78%, mentre il differenziale Btp/Bund è calato a 310 punti, dai 322 punti di ieri. Rimbalza anche Wall Street, in particolare il Nasdaq reduce dal peggior crollo dal 2011. Il Dow Jones sale dell'1,63% a 24.984,32 punti, il Nasdaq avanza del 2,95%% a 7.318,34 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell'1,87% a 2.705,65 punti.

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Ma anche oggi è stata una giornata all'jnsegna della volatilità
Anche oggi, comunque, le Borse europee sono state dominate dalla volatilità, complice il quadro a livello internazionale che rimane complesso. Dopo un avvio debole, hanno invertito rotta e sono arrivate a vantare consistenti guadagni, incoraggiate dalla visione ottimistica di Draghi sull'economia dell'Eurozona, nonostante alcuni recenti segnali di rallentamento.

Del resto il numero uno della Bce ha spiegato che «l'espansione dell'economia dell'eurozona rimane generalizzata sebbene alcune delle più recenti indagini siano risultate più deboli rispetto ai mesi precedenti». Il banchiere ha anche sottolineato che «i rischi per le prospettive di crescita possono tuttora essere ritenuti sostanzialmente bilanciati nell’area dell’euro», pur ammettendo che la situazione è diventata più complicata a causa della volatilità dei mercati e del crescente protezionismo. Draghi ha ribadito che i tassi rimarranno attorno allo zero fino all’estate 2019, visto che c’è ancora bisogno di una politica monetaria espansiva. Sull’Italia ha detto di essere fiducioso su un accordo sulla manovra economica tra Governo e autorità europee, anche se ha sottolineato di essere «fiducioso, ma non molto fiducioso su un accordo». Il nodo, anche per Draghi, rimangono le banche italiane, che con l’andamento dei rendimenti dei bond governativi sono messe sotto pressione. Oltreoceano ha recuperato terreno Wall Street, dopo la debolezza della vigilia, dando coraggio a tutte le Borse europee. Così Parigi è salita dell'1,6%, Madrid dell'1,24% e Francoforte dell'1%. E' rimasta indietro Londra (+0,59%), pagando ancora dazio ai timore per la Brexit.

Recuperano le banche, Mediobanca in prima fila

A Piazza Affari hanno rialzato la testa le azioni delle banche, dopo i recenti ribassi e mentre gli operatori sperano che la manovra finanziaria possa subire delle modifiche in extremis, proprio per evitare pressioni sul sistema bancario. Del resto anche il ministro all’Economia, Giovanni Tria, ha dichiarato che un elevato livello di spread non è «sostenibile» dalle banche italiane. «È un livello (quello dello spread, ndr) che non possiamo mantenere molto a lungo – ha spiegato il ministro - non tanto per l'impatto sugli interessi sul debito che è molto lento, ma perché pone un problema per il sistema bancario». A guidare i rialzi sono state le azioni di Mediobanca (+3,8%), nel giorno della diffusione dei numeri del primo trimestre dell’esercizio fiscale 2018-2019. Piazzetta Cuccia ha archiviato il periodo luglio settembre con un utile netto di 245,4 milioni, in calo del 18,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ma più che altro per le assenze di plusvalenze relative a cessioni di azioni (circa 89 milioni nel primo trimestre 2017-2018 in seguito alla vendita della quota in Atlantia). Il risultato è stato superiore alle attese degli analisti. Hanno recuperato punti leBanca Pop Er (+2,3%), le Banco Bpm(+1,7%) e le Ubi Banca (+1,8%), oltre che le Intesa Sanpaolo(+2,7%) e le Unicredit (+2,2%).

Bene Moncler insieme ai ciclici

Sono andate bene anche le Moncler (+2,3%), all’indomani della pubblicazione dell’andamento delle vendite dei primi nove mesi, migliorate del 18% a 872,7 milioni di euro (+23% a tassi costanti). Anche nel solo terzo trimestre i ricavi sono aumentati del 15%, mentre gli analisti temevano una decisa frenata della crescita. Dopo la debolezza delle ultime sedute hanno rialzato la testa le azioni delle società più cicliche da Fiat Chrysler Automobilest (+3,39%), a Pirelli & C (+4,78%), da Bremboo (+3,3%), fino a Prysmian (+3,9%). Sono inoltre andate bene le Salvatore Ferragamo (+3,1%), rimbalzando con il lusso.

Generali sotto la lente, male Telecom
Le Generali hanno registrato un aumento del 2,1%, mentre il mercato continua a interrogarsi sul futuro della compagnia assicurativa, mentre i principali azionisti italiani continuano a comprare azioni.

Del resto proprio ieri il socio del gruppo, Leonardo Del Vecchio, ha dichiarato che l'investimento della sua Delfin è «destinato a salire in maniera consistente», complici i prezzi che l'imprenditore ha definito «interessanti». Tra le azioni del Ftse Mib, hanno invece battuto la fiacca le Stmicroelectronics (-0,6%), le Mediaset (-0,7%) e le A2a (-0,5%). In coda al FTSE MIB, però, c'è stata Telecom Italia, scivolata dell'1,6% ben al di sotto della soglia di 0,5 euro per azione. Sul mercato è scattato il conto alla rovescia per i conti del terzo trimestre del gruppo, che verranno approvati dal cda convocato il prossimo 8 novembre. I numeri saranno il vero primo banco di prova per evidenziare l’impatto della concorrenza sferrata dalla francese Iliad.
Fuori dal paniere principale, sono volate del 20% le Astaldi, in attesa di novità sul futuro dell'azienda.

L'euro scivola di nuovo sotto 1,14 dollari, recupera il greggio
Sul mercato valutario l'euro/dollaro si è indebolito sotto la soglia di 1,14 dollari, dopo essere sceso ieri sotto tale livello per la prima volta in due mesi. Del resto negli States i dati macro hanno confermato un'economia in espansione, mentre in Europa Draghi ha confermato la condotta espandiva della Bce. nel dettaglio Oltreoceano nell'ultima settimana il numero di lavoratori che per la prima volta ha fatto richiesta per ricevere sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti è salito di poco,ossia di 5mila unità a 215mila unità. Gli analisti attendevano 214mila unità. In più oggi è emerso che a settembre gli ordini di beni durevoli Usa sono cresciuti inaspettatamente e per la terza volta in quattro mesi (+0,8%). A sostenere il dato sono stati gli ordini di aerei a uso civile (+119,1%), protagonisti del balzo mensile maggiore da oltre tre anni.
Nel pomeriggio, complici i dati Usa, ha invertito la direzione di marcia il petrolio, che ha iniziato a riconquistare posizioni (segui qui Brent e Wti).

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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