ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùsicurezza in auto

Seggiolini antiabbandono, verso moratoria multe fino a primavera

Tecnicamente l’obbligo dei dispositivi sui seggiolini per il trasporto dei bambini in auto è in vigore dal 7 novembre ma si va verso un’applicazione meno rigida

di Maurizio Caprino


Seggiolini antiabbandono: scatta l’obbligo dal 7 novembre

3' di lettura

In arrivo una moratoria fino a primavera per chi non installa nell’automobile il meccanismo antiabbandono sui seggiolini per i bambini fino a 4 anni. Il Pd, secondo quanto si apprende, ha preparato un emendamento al decreto fiscale collegato alla manovra che fa slittare di quattro mesi le sanzioni. Il M5S ha annunciato un rinvio a giugno. E sul sito del ministero delle Infrastrutture si indica la data del 1° marzo.

A chi credere? A nessuno, per il momento. Per due motivi:

- dobbiamo attendere la conversione in legge del decreto fiscale, per capire su quale degli emendamenti finora annunciati (o su altri che potranno essere presentati nelle prossime settimane) le forze politiche avranno trovato l’accordo.

- nel frattempo, stiamo solo assistendo alle retromarce di una politica che, dopo aver cavalcato le ondate emozionali legate a ognuna delle (per fortuna poche) orrende morti di neonati dimenticati in auto, ora vede i danni di consenso legati ai pasticci di questi giorni sull’entrata in vigore dell’obbligo.

La situazione attuale (nella teoria)
Tecnicamente, secondo l’ultima interpretazione data dal ministero dell’Interno con la circolare del 6 novembre, l'obbligo è effettivamente in vigore. Come ha osservato già a fine settembre il Consiglio di Stato, solo una nuova legge può cambiare le cose.

Dunque, le multe potrebbero formalmente effettivamente scattare. La moratoria dovrebbe prendere la forma di emendamento al primo provvedimento legislativo utile: il decreto fiscale che è in corso di conversione in Parlamento (e contiene pure i contributi di 30 euro per l'acquisto dei dispositivi antiabbandono).

Solo che la conversione in legge non arriverà prima di un mese e, data la complessità del decreto fiscale, potrebbe protrarsi anche fino a Natale.

L'errore
In sostanza, con la loro osservazione, i magistrati del Consiglio di Stato suggerivano al Governo di attivarsi per correggere la parte sbagliata della legge 117/2018. Quella che concede 120 giorni (a partire dall'entrata in vigore del decreto ministeriale attuativo che fissava le caratteristiche dei dispositivi, il 7 novembre scorso) per mettersi in regola.

Fin qui tutto bene: come dimostrano le difficolta di questi giorni, occorreva dare tempo alle aziende di produrre i dispositivi e alle famiglie di acquistarli.

Seconché la legge aggiunge che in ogni caso l'obbligo va in vigore il 1° luglio 2019. Una scadenza-tagliola messa nella legge come ingenuo tentativo dei politici di evitare l'ennesimo caso all'italiana di novità che non parte perché manca qualche decreto attuativo. Ma si è sforato anche il 1° luglio: la Ue aveva bloccato il decreto. A dimostrazione che, se una legge è velleitaria o le questioni tecniche e giuridiche sono complicate o la pubblica amministrazione non è in grado di fare presto e bene, non è certo una scadenza-tagliola a risolvere i problemi. Anzi, ne crea di ulteriori, come si sta vedendo ora.

La pratica
Le forze dell'ordine sanno bene che c'è un pasticcio legislativo e che verrà risolto, anche se non a giorni come invece hanno lasciato intendere i politici. Così è molto probabile che in queste settimane chiudano un occhio.

Lo faranno perlopiù senza dichiararlo, per ragioni di opportunità istituzionale. Qualcuno potrebbe anche uscire allo scoperto, sfruttando il fatto che la legge e il Dm attuativo si possono anche interpretare come se l'obbligo entrasse in vigore il 6 marzo. Lo stesso potranno fare a maggior ragione i giudici ai quali gli eventuali multati potranno fare ricorso.

La partita delle sanzioni potrebbe chiudersi anche per legge, se passerà l’emendamento al decreto fiscale annunciato da M5S, che contiene anche una sanatoria per eventuali sanzioni comminate in questi mesi.

Fare multe è già difficile
In ogni caso, va considerato che già normalmente le multe a chi non fa viaggiare i bambini sui seggiolini (cosa per la quale muoiono più piccoli rispetto ai casi rari in cui vengono dimenticati a bordo) sono molto poche: basta trascorrere un quarto d'ora vicino a una scuola elementare per capirlo. Si tratta di un'infrazione che si può combattere solo avendo determinazione e molti agenti.

Figurarsi se, oltre a verificare che il bimbo stia sul seggiolino, si deve guardare se c'è il dispositivo antiabbandono e se quest'ultimo è a norma e funziona.

L'unica eccezione è prevedibile in caso d'incidente: lì un agente non può far finta di non vedere. E, in base al verbale che questi redigerà, l'assicurazione potrà rivalersi sul conducente.

Per approfondire:

Seggiolini antiabbandono obbligatori dal 7 novembre: cosa fare
Seggiolini antiabbandono, un anno tra polemiche e ritardi
Seggiolini anti-abbandono, il Consiglio di Stato dice sì ma chiede più tempo


Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...