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Seggiolini antiabbandono obbligatori dal 6 marzo: cosa si rischia, come cautelarsi

Venerdì 6 marzo scatta l’obbligo di seggiolini auto antiabbandono per bambini fino a quattro anni. Sono esclusi i residenti all’estero. Il bonus è ancora disponibile

di Maurizio Caprino

Seggiolini antiabbandono: scatta l’obbligo dal 7 novembre

Venerdì 6 marzo scatta l’obbligo di seggiolini auto antiabbandono per bambini fino a quattro anni. Sono esclusi i residenti all’estero. Il bonus è ancora disponibile


4' di lettura

L’obbligo di seggiolini antiabbandono per bambini in auto era entrato in vigore il 7 novembre 2019, ma il Parlamento lo aveva subito rinviato per le palesi difficoltà di produttori e famiglie ad adeguarsi subito. Ora invece ci siamo. Ed è anche partita l’erogazione del bonus di 30 euro per l’acquisto, attinti da un fondo che potrebbe esaurirsi presto. Ma tutto questo non deve far dimenticare che prima di tutto occorre un buon seggiolino.

Come scegliere (consapevoli dei limiti)
Per essere in regola, ci si può limitare ad acquistare un dispositivo antiabbandono da aggiungere al seggiolino che si ha già. Ma stando attenti a montarlo correttamente perché rilevi effettivamente l’eventuale abbandono ed eviti falsi allarmi. Attenzione anche a eventuali incompatibilità tra il sensore e il seggiolino. Per tutto questo è bene consultare con attenzione le istruzioni e la documentazione di cui il dispositivo deve essere corredato.

Un rischio è che, anche quando non ci siano incompatibilità esplicite, il dispositivo venga montato in modo non perfetto: i seggiolini richiedono già di per sé attenzione, anche a come vengono sistemati i bambini e a come vengono passate e allacciate le cinturine. Tanto più d’inverno, quando tutine e altri abiti pesanti impediscono di utilizzare i seggiolini nelle condizioni previste dai progettisti per i crash-test di omologazione. Il posizionamento dei dispositivi antiabbandono è un ulteriore elemento cui i genitori devono stare attenti quando fanno salire a bordo i figli.

I problemi di incompatibilità sono stati risolti da alcuni produttori di seggiolini che hanno messo in commercio dispositivi studiati per essere abbinati a loro prodotti che erano in commercio da prima che fosse introdotto l’obbligo di antiabbandono.

In alternativa, si può acquistare un seggiolino già fabbricato con dispositivo antiabbandono integrato. Ovviamente è un’alternativa costosa.

La scelta è comunque molto ampia. E non bisogna pensare che i dispositivi mettano al sicuro da dimenticanze in ogni situazione. Se non altro perché in molti casi danno allarmi sul cellulare del genitore e di altre persone da lui indicate: nessuno può essere sicuro che i cellulari siano sempre con la persona destinataria dell’allarme, siano collegati alla rete, abbiano le batterie cariche, suonerie e vibrazioni attive eccetera.

Quindi appare preferibile scegliere un dispositivo che abbia anche un allarme ben evidente già incorporato, in modo che chiunque si trovi sul posto con il bambino possa udirlo.

La circolare sull'entrata in vigore e le caratteristiche tecniche ufficiali

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Le caratteristiche tecniche
Dal punto di vista giuridico, è determinante acquistare un prodotto le cui caratteristiche tecniche sono conformi a quelle fissate dal ministero delle Infrastrutture con il Dm del 2 ottobre 2019.

In sintesi, i dispositivi antiabbandono devono:

- segnalare l’abbandono di un bambino di età inferiore a 4 anni, sul veicolo sul quale è trasportato mediante l’attivazione di allarmi visivi, acustici e/o tattili (vibrazioni), percepibili all’interno o all’esterno del veicolo

- essere in grado di attivarsi automaticamente ad ogni utilizzo, senza ulteriori azioni da parte del conducente;

- dare un segnale di conferma al conducente nel momento dell’avvenuta attivazione;

- essere in grado di attivare il sistema di comunicazione con telefoni cellulari (messaggi o chiamate);

- essere in grado di segnalare al conducente livelli bassi di carica rimanente.

Contrariamente ai seggiolini e a tanti altri prodotti che vanno omologati secondo regole europee, i dispositivi antiabbandono devono avere caratteristiche tecniche stabilite a livello nazionale. Perciò vanno venduti con una dichiarazione di conformità rilasciata dal produttore, che va esibita in caso di controllo (anche se non esiste un chiaro obbligo di portarla a bordo assieme alla patente e ai documenti del veicolo).

Teoricamente gli stessi agenti potrebbero verificare se il dispositivo risponde alle caratteristiche riportate sopra, ma questa è un’operazione piuttosto lunga e a rischio di errori. Probabilmente si preferirà basarsi sulla dichiarazione del fabbricante, salvo approfondire in caso di sospetti.

Come cautelarsi
Occorre chiedere esplicitamente al venditore la dichiarazione di conformità, che è sostanzialmente un’autocertificazione, di cui l’allegato B del Dm fornisce uno schema. Meglio desistere dall’acquisto se il venditore rifiuta di fornirla.

Peraltro, anche se in seguito la dichiarazione si rivelasse falsa, ci si potrebbe rivalere sul venditore e/o farlo sanzionare dall’Antitrust.

Seggiolini anti abbandono: ecco le nuove regole

Le sanzioni
Ora chi trasporta un bambino di età inferiore a quattro anni con un seggiolino non munito di sistema antiabbandono (integrato nel seggiolino o separato) rischia per il nuovo articolo 172 del Codice della strada:

- 81 euro di multa;
- la decurtazione di cinque punti patente;
- la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi, ma solo se viene colto a commettere la stessa infrazione più di una volta nel giro di due anni.

Si può prevedere che queste sanzioni non scatteranno tanto spesso: non è così semplice verificare se un apparecchio posto vicino al seggiolino sia davvero un dispositivo antiabbandono in regola con il Dm del 2 ottobre 2019.

Nel dubbio, gli agenti possono usare l’articolo 180 del Codice della strada per prescrivere di portare in ufficio la dichiarazione di conformità all’allegato A del Dm, redatta dal costruttore del dispositivo. Una procedura farraginosa, che richiede tempo.

A questa farraginosità si aggiunge il fatto che storicamente i seggiolini non sono una delle cose più controllate dalle forze dell’ordine in Italia, anche perché comportano un’ispezione nell’abitacolo (e quindi il fatto che il veicolo sia fermo). La controprova sta nel basso numero di sanzioni in rapporto al numero di trasgressori che è sotto gli occhi di chiunque si apposti vicino a un asilo.

Stranieri e italiani all’estero
L’obbligo riguarda esclusivamente i conducenti residenti in Italia. Chiunque (italiano o straniero) non è tenuto a rispettarlo. E non conta che il veicolo abbia targa italiana oppure estera.

Il bonus
Introducendo l’obbligo di sistema antiabbandono, l’Italia rischia di spingere molta gente a cercare di risparmiare sulla qualità del seggiolino. E gli italiani in effetti non hanno mai preferito i seggiolini di qualità che hanno molto mercato nei Paesi del Nord.

Per cercare di ridurre questo rischio, il Governo ha introdotto un bonus di 30 euro, una cifra più o meno equivalente al costo dei dispositivi più economici in commercio.

Il bonus è in erogazione dal 20 febbraio, ma è soggetto ad alcuni vincoli e all’esaurimento dei fondi.

Alla data del 4 marzo, il rischio esaurimento era remoto: sul portale attivato dal ministero delle Infrastrutture, risultavano circa 131.500 prenotazioni. Che corrispondono a fondi impegnati per poco meno di 4.000.000 euro, contro i 20.500.000 a disposizione per il 2020.

Riproduzione riservata ©
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    Maurizio Caprinovicecaposervizio

    Luogo: Milano

    Argomenti: Circolazione stradale nelle sue varie implicazioni (multe, assicurazioni, sicurezza, economia, appalti, energia)

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