Il Supersalone

Segnale di ripartenza per Milano e il Paese

I big del design ci sono tutti, per un totale di 425 marchi dell'arredo e 39 designer indipendenti: esporranno una selezione di prodotti
Porro (presidente del Salone del Mobile): arrivi dall'Asia molto limitati, qualcosa di più ci aspettiamo dagli Stati Uniti, decisivi i buyer italiani ed europei

di Giovanna Mancini

4' di lettura

Comunque vada, è già un grande risultato essere arrivati fino a qui e aprire oggi i cancelli di Fiera Milano a Rho per accogliere il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che questa mattina inaugurerà ufficialmente il Supersalone, edizione speciale del Salone del Mobile di Milano, ma soprattutto il popolo del design – aziende, professionisti, buyer, studenti, appassionati e semplici curiosi – a due anni e mezzo di distanza dall’ultima edizione, in quell’aprile 2019 che appare lontano anni luce.

Non era scontato e non lo è stato sino all’ultimo: le incertezze legate alla pandemia sono ancora molte (e infatti nessuno si sbilancia a dare numeri sui visitatori attesi), lo scetticismo di alcune aziende sulla formula studiata per l’evento rimane, anche se, dopo il confronto serrato e talora acceso della scorsa primavera all’interno di FederlegnoArredo Eventi (società proprietaria del Salone), è prevalso lo spirito di squadra delle imprese e la voglia di esserci. A eccezione di alcuni brand – che hanno preferito concentrare le forze all’interno dei propri showroom in città – i «big» del design ci sono sostanzialmente tutti, per un totale di 425 marchi di ogni categoria merceologica dell’arredo e 39 designer indipendenti che, fino a venerdì prossimo, esporranno le novità e una selezione di prodotti già in catalogo all’interno di quattro padiglioni nel polo espositivo di Rho, in una cornice inedita, progettata dall’architetto Stefano Boeri assieme a un team di internazionale di professionisti. L’allestimento, ispirato ai principi della sostenibilità e della circolarità, prevede stand pre-allestiti di diverse dimensioni (anche per garantire la sicurezza, evitando assembramenti), con pareti verticali su cui sono esposti i prodotti delle aziende. E poi spazi dedicati alle scuole di design (48, da tutto il mondo, con 170 progetti), al food, ai dibattiti, all’arte e alla cultura (con una mostra storica dedicata alle sedute premiate negli anni dal Compasso d’Oro), in un percorso aperto anche al pubblico sin dal primo giorno, per quello che vuole essere non solo un evento business, ma anche una grande festa del design e un segnale di ripartenza per Milano e per il Paese.

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«Penso sia molto importante che questo segnale arrivi dal Supersalone – osserva Maria Porro, nominata a fine luglio presidente del Salone del Mobile – perché quello dell’arredo è un settore che rappresenta molto bene l’eccellenza e il valore aggiunto del made in Italy. Siamo un’industria creativa e insieme manifatturiera, che investe molto sulla ricerca e la progettualità, ma anche sui processi produttivi ed esporta oltre il 50% della produzione». Sarà un’edizione contenuta nei numeri, ovviamente, perché gli effetti della pandemia limitano ancora gli investimenti delle aziende e le possibilità di spostamento degli operatori, ma «le attese sono positive», spiega Porro: «C’è stata una grande adesione da parte dei buyer, anche se la situazione è in continua evoluzione e fare previsioni è difficile. Gli arrivi dall’Asia saranno molto limitati, qualcosa di più ci aspettiamo da Stati Uniti e Canada. Il grosso arriverà dall’Europa e poi sarà importante la presenza degli italiani, anche perché il mercato interno nell’ultimo anno è andato molto bene, perciò il cliente italiano è tornato al centro dell’attenzione di aziende e rivenditori». Ma i numeri, quest’anno, sono un aspetto secondario: «Non credo sia corretto fare una valutazione di quantità o grandezza dell’evento, nella situazione attuale – dice ancora la presidente del Salone –. Piuttosto, dobbiamo ragionare di qualità: il lavoro di Boeri è andato all’essenza. C’è un numero significativo di brand di altissimo livello che rappresentano i diversi territori italiani. L’industria c’è. Ma ci sono anche le scuole internazionali e quindi l’attenzione ai talenti del futuro, insieme a quella verso la nostra storia, con la mostra sul Compasso d’Oro». Inoltre, il Supersalone sarà il primo grande test per la piattaforma digitale del Salone del Mobile che, lanciata a fine giugno, sarà pienamente operativa nell’edizione dell’aprile 2022 e segna un passaggio fondamentale verso un nuovo modo di fare fiera.

Un aspetto su cui si sofferma anche il curatore Boeri: «Progettare il Supersalone è stato un lavoro molto interessante anche per noi. Sono convinto che in futuro bisognerà ripensare le manifestazioni espositive, rimescolare le carte, e questa è stata un’occasione per sperimentare alcuni elementi che secondo me rimarranno». Ad esempio, la complementarietà tra sfera fisica e digitale nella fruizione dell’evento, attraverso una serie di strumenti, tra cui la possibilità da parte del pubblico di utilizzare un QRCode, legato agli oggetti esposti, per approfondirne la conoscenza o per acquistarli. E poi l’integrazione della dimensione B2B con quella B2C della fiera stessa. «L’aspetto business rimane, ma le caratteristiche del formato permettono di immaginare un evento che non si rivolge esclusivamente né ai professionisti né al pubblico – spiega Boeri –. Credo che questa dicotomia sia ormai superata e che entrambi i livelli possano e debbano convivere».

Un altro elemento di novità è l’evoluzione nel dialogo con Milano: «Negli ultimi anni abbiamo assistito a una progressiva apertura della città, con il Fuorisalone e gli showroom delle aziende, alla dimensione anche commerciale del design – osserva Boeri –. Con il Supersalone abbiamo fatto un passo in più: abbiamo portato la città in fiera, aprendola all’arte, alla cultura, al cibo. Credo che sia la strada giusta su cui lavorare: mantenere le identità distinte, ma aumentare la complementarità e la sinergia». In concomitanza con il Supersalone, dal 5 all’8 settembre, negli spazi di Rho si svolgerà anche Homi, la manifestazione di Fiera Milano dedicata alla casa, con oltre 300 brand presenti.

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