Consumi

Segnali positivi dalle cantine: le giacenze cominciano a calare

Secondo i dati di Unione italiana vini, gli stock al 30 aprile si avvicinano sempre più alle quantità del pari periodo 2020, a +1,5%, mentre a marzo erano a +3,6%

(AdobeStock)

2' di lettura

Prime prove di rimbalzo per il vino italiano, dopo oltre un anno in forte tensione: secondo i dati dell’Osservatorio di Unione italiana vini, sono notevolmente calate le giacenze al 30 aprile, con gli stock in cantina che nonostante una vendemmia più ricca (+3,2%) si avvicinano sempre più alle quantità del pari periodo 2020, a +1,5%, mentre lo scorso mese erano a +3,6%. Sul fronte dell'export, inoltre, con le prime riaperture si sta attenuando la perdita a valore dei mesi precedenti negli Usa, che era dovuta soprattutto alla corsa alle scorte di inizio 2020 in vista del carosello di dazi aggiuntivi.

Ripartono gli spumanti italiani con destinazione Stati Uniti (+11%). Bene sta andando anche la Cina, dove si è aperta una voragine di mercato per i super-dazi comminati all'Australia: ad approfittarne, oltre alla Francia (+47,7%), questa volta è anche l'Italia, che sfiora un incremento del 17%. Per il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti, «le dinamiche di mercato sembrano andare nella direzione prevista e auspicata. Ciò non toglie che le aziende, per risollevarsi dai 3 miliardi di euro persi nel 2020 e da circa 500 milioni di euro di crediti incagliati, debbano essere accompagnate in questa prima fase da strumenti fiscali e finanziari adeguati che attendiamo nell'imminente Decreto Sostegni bis. L’evoluzione del mercato - ha aggiunto Castelletti - andrà di pari passo con le aperture e il settore oggi ha bisogno di promozione e liquidità, non di distruggere il proprio prodotto. In ottica di medio periodo, poi, la partita si giocherà sulle rese dei vini comuni. Uiv chiede che si ponga un tetto, in modo da poter evitare fenomeni di sovrapproduzione incontrollati».

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