Lo scontro nel governo

Tregua tra Conte e Renzi. Il premier al Quirinale

Per il momento la paventata crisi resta sullo sfondo. Il premier sale al Colle per vedere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella

Sì riforma penale con lodo Conte bis, scontro frontale con Renzi

Per il momento la paventata crisi resta sullo sfondo. Il premier sale al Colle per vedere il presidente della Repubblica Sergio Mattarella


3' di lettura

Se reggerà la tregua armata tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il leader di Italia Viva Matteo Renzi è ancora presto per dirlo. Di certo è che, almeno per ora, il paventato scossone al già precario equilibrio della maggioranza non è arrivato.

Il premier nega di lavorare a un suo governo ter. E Renzi, dal canto suo, smentisce di voler essere lui a rompere. La crisi, insomma, resta nel cassetto e i toni si sono fatti più bassi con il rischio dell’incidente cionondimeno assai alto. Per fare il punto sull’agenda di governo e le fibrillazioni in atto nella maggioranza il premier Giuseppe Conte è salito al Colle dal presidente della Repubblica.

Conte chiede chiarimenti a Italia Viva
Tornando alla querelle Conte-Renzi, il premier ha rinnovato nelle ultime ore la richiesta di chiarimento a Renzi senza rivolgere alcuna accusa alla pattuglia di parlamentari guidata dall’ex presidente del Consiglio. «Porte aperte a Iv, ma ci dicano se vogliono correre ancora con noi», il messaggio di Conte. Insomma, la partita è aperta malgrado le rassicurazioni fatte arrivare da Italia Viva che ha annunciato di voler votare la fiducia al governo sul decreto Milleproroghe la prossima settimana alla Camera.

Alta tensione sulla prescrizione
Ma il campo di battaglia resta però un altro. Renzi, infatti, non sembra aver alcuna intenzione di deporre le armi sulla prescrizione, mantiene in canna la possibilità di una mozione di sfiducia al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e porta avanti la sua guerriglia in Senato. E lo scontro potrebbe in effetti sorgere proprio a Palazzo Madama se Forza Italia dovesse andare avanti con il suo piano di ripresentare un emendamento per cancellare la riforma voluta dal Guardasigilli.

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La cautela del premier
A muoversi con estrema cautela, da par suo, è Conte. Non è un mistero che in casa Pd si guardi al voto come unica alternativa all’attuale maggioranza. Anche se, sottotraccia, non manca il lavorio a una exit strategy nel caso in cui il leader di Iv dovesse portare fino in fondo i suoi piani belligeranti. A Palazzo Madama sarebbe infatti già pronto a muoversi un gruppo di responsabili in soccorso del governo che uscirebbe però allo scoperto solo in caso di necessità.

A Roma M5S in piazza contro i vitalizi
Insomma, si naviga a vista. L’affondo definitivo di Renzi contro il governo resta una (potenziale) carta coperta e più di qualcuno ne sposta il timing a dopo il referendum sul taglio del numero dei parlamentari previsto per il 29 marzo. A Roma Piazza Santi Apostoli si riempie intanto dei colori 5 Stelle per la manifestazione contro i vitalizi.

Tra i cori «onestà, onestà» parlano i big. «Noi siamo qui non contro qualcuno, noi siamo qui per rivendicare il diritto ad essere il M5S. La piazza di oggi va oltre il tema della vitalizi, siamo qui per dire che l'unico privilegio che deve avere un parlamentare è essere portavoce dei cittadini. Il M5S è cresciuto, non cedendo mai alle provocazioni perché cedendo a queste si fa solo il gioco dei provocatori. Noi andiamo avanti con i nostri valori», arringa Alfonso Bonafede dal palco. Non manca Luigi Di Maio che fa appello all'identità originaria del Movimento.

«Questa è una piazza che ama l'Italia, noi siamo i cittadini che vogliono garantire a tutti eguaglianza e libertà. Noi siamo orgogliosi di essere cittadini italiani. Se oggi siamo in piazza è perché chiediamo istituzioni all'altezza dell'amore per il nostro Paese, all'altezza dei valori della bandiera italiana».

Poi sarà la volta delle Sardine
Domenica 16 febbraio a scendere in piazza, sempre a Roma, sarà il movimento delle Sardine che indica tra i motivi della manifestazione, in programma nello stesso luogo scelto dai pentastellati, «l’abolizione dei decreti sicurezza e idee propositive sul futuro della capitale».

Per approfondire:
Prescrizione: che cos'è e quali sono gli interessi in conflitto
Prescrizione, scontro nella maggioranza. Bonafede: no trattative, riforma in Cdm

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