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Segnatevi questo nome: Hyderabad

La metropoli indiana cresce a ritmi vertiginosi e si candida al ruolo di nuova capitale “tech” del Paese. La prova? Chiedete ad Amazon

di Cristina Piotti

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Jayabheri Orange Towers, distretto finanziario di Hyderabad

La metropoli indiana cresce a ritmi vertiginosi e si candida al ruolo di nuova capitale “tech” del Paese. La prova? Chiedete ad Amazon


4' di lettura

Se Bangalore, megalopoli dell'India del Sud, si gode ancora la fama internazionale di “Silicon Valley” del subcontinente, c'è un'altra metropoli centro-meridionale che sta salendo agli onori delle cronache minacciando di portarle via lo scettro di grande polo tecnologico nazionale: Hyderabad. Il prodotto interno lordo della città è aumentato di un terzo tra il 2015 e il 2018, arrivando a toccare 23,58 miliardi di dollari.

Il Word Economic Forum ha identificato Hyderabad come la quarta tra le dieci città con il massimo tasso di crescita al mondo, attorno all'8,47 per cento all'anno, contro un +8,5 per cento della rivale Bangalore, che nella medesima classifica la supera di appena una posizione. La battaglia tra Hyderabad e Bangalore, però, non si gioca sul filo di classifiche internazionali. Il nomignolo di “Cyberabad” – che identifica il centro tecnologico nell'area nord-occidentale di Hyderabad – è stato vinto sul campo, complice la presenza dei più grandi player del settore, come Google, Oracle, Facebook, IBM, Wipro e Microsoft, il cui amministratore delegato, Satya Nadella, è originario proprio di questa città.

La prima sede indiana di Apple è stata inaugurata qui, nel 2016, con buona pace di Bangalore, alla quale la rivale ha anche “soffiato” di recente il più grande negozio Apple Premium Reseller della nazione. Un anno fa anche Ikea ha aperto in città (nello specifico, nella Hitec City) il suo primo store indiano, visitato da ben 40mila persone nella sola prima giornata di apertura. Il mese scorso, poi, Intel (che ha festeggiato da poco i 20 anni di presenza nel Paese) ha aperto le porte del suo nuovo centro di ingegneria, dove sono ora impiegati oltre 1.500 lavoratori geek. Ma il fatto che simbolicamente ha determinato il nuovo status della metropoli è stato la scelta di Amazon di allestire a Hyderabad la sua nuova sede indiana, che è il campus più grande tra gli headquarters costruiti dal gigante di Seattle fuori dagli Stati Uniti. Posizionato nel distretto finanziario cittadino, che è parte del cluster IT, è stato costruito su un'area di 36mila metri quadrati utilizzando due volte e mezzo la quantità di acciaio impiegata nella costruzione della Torre Eiffel, e può ospitare fino a 15mila impiegati.

È un derby, insomma, in cui le due megacity si contendono le più importanti aziende di IT al mondo e le menti più brillanti nel settore della tecnologia e dello sviluppo. Per avere il quadro completo in cui questa competizione ha preso piede è comunque importante guardare a un parametro specifico: la qualità della vita. La società di analisi immobiliari JLL ha indicato in Hyderabad la città del momento e il Financial Times l'ha consigliata come luogo cui guardare per investire a colpo sicuro nel panorama del real estate internazionale. Mentre a Bangalore – un tempo conosciuta come la “città giardino” – il verde è assediato da smog e traffico, l'acqua inizia a scarseggiare, il trasporto pubblico è frammentato, i piani di sviluppo urbano procedono lenti e i tempi medi di viaggio dei pendolari sono ormai diventati leggendari in un'accezione negativa, le autorità di Hyderabad hanno cercato di giocare d'anticipo per evitare di ripetere gli errori della rivale. Sono state ripensate più di 100 importanti arterie residenziali, interessate da progetti di sviluppo commerciale; è stata migliorata la connettività e la circolazione del traffico con interventi quali il Nehru Outer Ring Road e la P. V. Narasimha Rao Expressway; il trasporto pubblico è stato implementato grazie al Hyderabad Metro Rail (l'ultimo tratto è appena stato inaugurato).

Sono interventi che, a cascata, hanno permesso di estendere l'area di sviluppo immobiliare limitando così i rischi di congestione delle aree più centrali della metropoli. L'impatto principale è stato quindi un incremento complessivo della qualità della vita della popolazione cittadina, che può beneficiare anche di vasti spazi di verde nel paesaggio complessivo. Il governo del Telangana ha inoltre approvato un piano per aumentare la quota di spazi “green” di Hyderabad, che passeranno dall'attuale 24 per cento al 33 per cento di superficie del tessuto urbano. L'autorità dei trasporti ha deciso di procedere con un piano di sostituzione dei propri mezzi con veicoli elettrici. Ma c'è di più. Hyderabad è considerata un importante centro per l'istruzione superiore e vanta 13 centri d'eccellenza, tra università e business school. Ospita circa 4mila studenti provenienti da tutto il mondo, che frequentano da corsi di laurea a programmi di ricerca avanzata.

Attenzione, però. Hyderabad si avvia a superare i dieci milioni di abitanti entro il 2030; per quella data, Bangalore potrebbe sfiorarne addirittura il doppio. Con un tale livello di pressione demografica diventerà in entrambi i casi complicato, per le autorità cittadine, aggiornare le infrastrutture urbane esistenti e garantire un'adeguata qualità della vita in città. Sono processi complessi, da gestire per continuare ad attirare quei professionisti che apportano lustro, lavoro e rilevanza mondiale alle capitali tecnologiche globali.

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